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A partire da martedì 7 luglio è ripartito il servizio di doposcuola gratuito “PRIMA I BAMBINI” che l’associazione fanese L’Africa Chiama onlus organizza ormai da 5 anni a questa parte. Il doposcuola, che era stato sospeso a causa dell’emergenza COVID-19 a fine febbraio, riprenderà le sue attività in presenza per tutto il mese di luglio, fino al 6 agosto p.v., nei giorni di martedì e giovedì, dalle ore 15.00 alle ore 16.45, presso gli spazi all’aperto dell’Oratorio di S. Cristoforo di Fano.




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Sono in scadenza i quattordici giorni di isolamento di Silvia Romano, la cooperante dell’associazione fanese Africa Milele rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e recentemente liberata. Ma date le minacce da lei ricevute – soprattutto sui social, e principalmente a causa della sua conversione all’Islam -, per la sicurezza della 25enne verrà intensificato il servizio di sorveglianza.



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La ‘verità’ sta tutta nell’inchiostro. Quello che Silvia Romano ha utilizzato per scrivere, giorno dopo giorno, il suo diario di prigionia. Un oggetto di carta rimasto nelle mani dei suoi sequestratori, ma che oggi – almeno simbolicamente – vale tantissimo. Perché lì dentro, probabilmente, viene spiegato tutto il percorso intimo, umano e spirituale che ha indotto la cooperante di Africa Milele, a metà della sua detenzione, a convertirsi all’Islam. Una scelta che sta facendo tanto discutere, le cui ragioni sono però personali, e che poco hanno a vedere con la sua liberazione. Di quell’intimità provata dal rapimento e da una prigionia durata quasi un anno e mezzo, d’altronde, non ne possiamo sapere granché. L’unica certezza è che Silvia, ora, la dovremo chiamare Aisha.


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Dopo ben 19 mesi di prigionia, Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya il 20 Novembre 2018, torna ad essere libera. Tutto il mondo del volontariato fanese ha gioito per la bellissima notizia che si è diffusa in pochissime ore su tutti i canali di comunicazione sabato pomeriggio. Ognuno di noi si è unito alla gioia che ha travolto la famiglia Romano e tutti i volontari della onlus fanese Africa Milele.


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Con il volto doppiamente coperto. Silvia Romano si è presentata così. La cooperante liberata in Somalia nella notte tra venerdì e sabato è finalmente tornata in Italia. E vuoi l’abito tradizionale somalo vuoi la mascherina anti-Covid, appena scesa dal piccolo aereo dell’Aise le si vedevano a malapena gli occhi. Poi, la mascherina, l’ha abbassata, e si è lanciata in un sorriso che ha commosso buona parte d’Italia.


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Una luce in mezzo al tunnel. Un immenso squarcio di sereno in un periodo di fulmini. Silvia Romano è libera. La cooperante italiana rapita il 20 novembre 2018 in Kenya (qui i dettagli) non è più nelle mani dei suoi sequestratori. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte, che dal suo profilo Twitter ha prontamente ringraziato i servizi di intelligence. Con le parole del primo ministro si conclude un vero e proprio incubo. Perché ora la volontaria di origini milanesi dell’associazione fanese Africa Milele è finalmente in libertà. E domenica alle 14 sarà già in Italia.


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In un’epoca in cui è particolarmente difficile poter dispensare delle buone notizie, la liberazione di Silvia Romano ha veramente rappresentato una gioia inattesa. È stato per tutti un momento di rara bellezza, e si può soltanto immaginare cosa stiano provando i suoi genitori all’idea di poterla riabbracciare dopo diciassette mesi di prigionia. La contentezza è di certo il comun denominatore dei tanti interventi susseguitisi da sabato pomeriggio dopo l’annuncio della liberazione della cooperante della ong fanese Africa Milele, rapita il 20 novembre 2018 in Kenya e finita nelle mani di Al Shabaab, gruppo terrorista somalo affiliato ad al Qaeda (i dettagli).



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Era il 23 di febbraio del 2019 quando la nostra prima iniziativa partì proprio dall’ex pista dei go kart. Ci siamo tornati oggi, 10 gennaio 2020, convinti di dover eseguire una semplice ripulitura ed invece ai nostri occhi è apparsa una situazione a dir poco disastrosa: cumuli e cumuli di immondizia nascosti fra siepi, canneti sterpaglie e cotico erboso stratificatisi probabilmente nel corso degli anni.