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Occhi e bocca coperti di nero. Scritte come 'Mai più' sul suo volto, oppure croci o simboli inneggianti l'anarchia. Stiamo parlando di Giorgia Meloni. O meglio di come alcuni malintenzionati abbiano di recente vandalizzato i tanti manifesti elettorali, raffiguranti la leader di Fratelli d’Italia, con cui il partito ha ormai da giorni tappezzato la città di Fano in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre.


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Gli insulti scritti sui muri e sul cancello dello stadio gli avevano fatto saltare la mosca al naso. E dopo gli epiteti subiti anche nei mesi scorsi aveva deciso di mollare. O così aveva detto attraverso un lungo sfogo pubblicato sulla pagina Facebook della società. Mercoledì pomeriggio il dietrofront: resta lui – Mario Russo – il presidente dell’Alma Juventus Fano.


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I tifosi non ci stanno. Non vogliono in alcun modo essere associati agli atti vandalici compiuti nella notte tra sabato e domenica. Ignoti hanno infatti apposto scritte riprovevoli sui muri e sul cancello dello stadio Mancini di Fano, sul lato degli spogliatoi di via Toscanini. Epiteti contro il numero uno dell’Alma Juventus Fano. Tra un ‘terrone’ e un ‘ vattene’, un ricco campionario parole che sanno anche di discriminazione. Riflettori subito puntati sugli ultrà. I quali, però, hanno voluto immediatamente spegnerli.


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"Di gente come voi non ne possiamo più. Andatevene adesso e non tornate più". È soltanto una - la più 'gentile', a dirla tutta - delle scritte attraverso cui ignoti, nella notte tra sabato e domenica, hanno imbrattato lo stadio Mancini di Fano nell'intento di cacciare il presidente della società Mario Russo. Riuscendoci.



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Gli hanno tagliato il braccio destro e mozzato il pollice della mano sinistra. Si ritrova ridotto così il povero pastore del grande presepe del Pincio di Fano, dopo l'ennesimo blitz dei vandali - termine ormai riduttivo - di turno. E poco meglio stanno le pecorelle, ora senza orecchie.