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A pochi giorni dalla pubblicazione del DPCM “decreto rilancio” e dalla progressiva riapertura, nel rispetto di quanto previsto dai protocolli e dalle linee guida adottate dalle Regioni, di quasi tutte le attività commerciali, risulta fondamentale mantenere informati i cittadini sugli effetti che il decreto produrrà nella loro vita e su come andrà ad incidere sulle attività produttive della nostra città: dalle misure per il turismo alle misure per le imprese, dalle misure per il lavoro alle misure per le famiglie.




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Il partito democratico di Fano, consapevole del momento di emergenza che tutti noi stiamo vivendo, intende fare chiarezza sulle posizioni politiche che riguarderanno tutti nell’imminente opportunità della ripartenza. A partire da ora, abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di un’intensa attività corale che coinvolga tutti gli ambiti, nessuno escluso.




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Lunedì 24 febbraio partirà il servizio di trasporto scolastico, finanziato dalla Provincia di Pesaro e Urbino e curato dall’Ami, che consentirà agli studenti del liceo “Nolfi” di Fano, attualmente dislocati in varie sedi temporanee, di raggiungere in tempi celeri le strutture sportive a disposizione per frequentare le lezioni di educazione fisica


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Nessun miglioramento per quanto riguarda le liste d’attesa, nessun contrasto all’aumento della mobilità passiva e aumento di quella attiva verso il privato, chiusura di importanti reparti nei 13 ospedali pubblici e successivamente riaperti attraverso la gestione di soggetti privati: questo il bilancio allarmante della sanità a chiusura della legislatura Ceriscioli.



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“Gli ospedali di Pergola Cagli e Sassocorvaro da oggi hanno ufficialmente la loro salvaguardia esplicita nel nuovo Piano socio-sanitario”. Lo evidenzia il consigliere Federico Talè, che precisa: “Per Pergola, unitamente ad Amandola, mi sono battuto perché fosse prevista, in coerenza con i criteri della programmazione nazionale, la funzione di presidio ospedaliero con pronto soccorso o, in subordine, di presidio ospedaliero in zone particolarmente disagiate.




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La brutta favola e la realtà. C’era una volta un ospedale che “non si può più definire ospedale” con “qualche mobile, qualche sedia e qualche lettuccio”, buono solo per “un riposino giornaliero”... C’era anche un esodo di primari che “zitti zitti” sono andati ad “abitare nella vicina Pesaro”. E sullo sfondo pare pure di intravedere il lupo cattivo. E la solita favola è servita.