...

Se chi opera nella sanità ha deciso di metterci la faccia e di spiegare quale sia la verità, significa che qualcuno è andato oltre il segno, esagerando in denigrazione e cattiverie. Chi sa solo delegittimare il lavoro altrui dovrebbe quindi, lui sì, riflettere sul ruolo della politica. È lungimiranza, senso della responsabilità, ascolto e condivisione. Troppo comodo provare a mettere il bavaglio a chi pensa in modo diverso.


...

Tema centrale di questa campagna elettorale è sicuramente la Sanità. La scelta scellerata del PD regionale e provinciale di esprimere un modello di sanità che va incontro alle privatizzazioni, che non si interessa dell'entroterra che non guarda al territorio nella sua complessità conferma la visione neoliberista della sua politica in piena continuità con le politiche portate avanti in questi anni anche di governo nazionale sul lavoro (job act), scuola (buona scuola) e pensioni (legge Fornero) che sancisconto definitivamente il distacco da una visione socialista e di sinistra di questo partito e dei suoi alleati.


...

Un contratto non è più tale se una delle due parti si rivela inadempiente. E se è vero che per la nuova viabilità per l’ospedale unico di Muraglia ci vogliono 120 milioni, allora quei soldi è chiaro che non ci sono. Perciò addio contratto, e la delibera per la clinica privata di Chiaruccia che si voterà martedì sera è pressoché illegittima. Questa la riflessione del centrodestra fanese, all’attacco alla vigilia di un importante consiglio comunale a pochi giorni dal rinvio della delibera per la variante urbanistica in questione.



...

Fa sorridere il richiamo che la candidata a Sindaco in pectore Marta Ruggeri fa a chi si è “ricreduto” sul tema della difesa della sanità pubblica: non certo la sinistra, che in questi anni si è battuta sia contro la devastazione ambientale di Fosso Sejore sia contro la privatizzazione della sanità, presentando in Consiglio comunale documenti a difesa della sanità pubblica che il M5S, per mero calcolo politico, ha scelto di non sostenere mai, perseguendo sempre la cinica strategia del “tanto peggio tanto meglio”.