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Il dibattito degli ultimi giorni sul possibile spostamento del tracciato della ciclovia metaurense (il cui progetto di fattibilità tecnica economica era stato presentato nell’estate 2020 proprio a Calcinelli dall’ex presidente regionale Ceriscioli) per lasciar spazio sufficiente ad una ipotesi di riapertura non solo a fini turistici della vecchia ferrovia Fano-Urbino (chiusa dal 1986) non ha mancato di coinvolgere anche tanti cittadini di Colli al Metauro, centro tra i più importanti dell’asse viario vallivo.



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"E' necessario portare a termine al più presto lo studio di fattibilità sul ripristino a scopi turistici della linea ferroviaria Fano-Urbino. Questa, cessata nell'esercizio il 1 gennaio 1987, ha mantenuto inalterato e funzionale il proprio patrimonio infrastrutturale che non può e non deve esser dilapidato. Sono ormai passati due anni dallo stanziamento di 1 milione di euro proprio per questo scopo.



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E’ stato approvato in consiglio comunale un ordine del giorno sottoscritto da tutte le forze politiche di maggioranza che impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali e a tutti i livelli, affinché il progetto della ciclovia lungo la ex ferrovia Fano-Urbino – che è già in fase avanzata di progettazione negli uffici regionali – prosegua il suo iter arrivando a compimento nel minor tempo possibile, per non perdere il finanziamento stanziato dalla Regione Marche di euro 4.500.000,00 del Fondo Sviluppo e Coesione con scadenza il 31/12/2021.


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Ci sono due modi per realizzare una pista ciclabile tra Fano e Urbino. Il primo è di farlo all’interno del sedime ferroviario, se non sopra i binari. Questo tracciato è stato colpito non solo da una serie di onerose prescrizioni di RFI, che ha anche suggerito di trovare un itinerario alternativo, ma soprattutto da due pareri negativi del Ministero che hanno bloccato l’iter per mesi, rischiando di far perdere i finanziamenti per la realizzazione dell’opera.