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Un'auto in fiamme, i pompieri in azione, e la grande domanda di fondo: chi le ha dato fuoco? Sono scene atipiche quelle a cui hanno assistito la sera scorsa i residenti di Caminate. Ignoti hanno incendiato una vettura poco prima delle 20 30, rendendo necessario l'intervento dei vigili del fuoco.




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Stava svoltando verso viale Pertini, ma nel tentativo di immettersi ha urtato un uomo che stava attraversando la strada proprio in quel momento. Pericoloso investimento nei pressi della rotatoria di Sant'Orso, intorno alle 17. La 50enne alla guida dell'auto – una Opel Corsa – non si è accorta del pedone, e così lo ha inavvertitamente buttato a terra.




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Lo hanno trovato lunedì mattina, di fianco alla sua bicicletta. Era accasciato a terra, in via Vitruvio, ormai privo di vita. Un fatto che ha destato sgomento in tutta Fano, e non soltanto tra i clienti della pizzeria Doma – dove lavorava - e tra quelli dell'Uccellin Bel Verde, apprezzata sala da tè del centro gestita dalla sua compagna Valentina. Dall'autopsia una conferma forse un po' scontata, ma non per questo meno dolorosa: Paolo Pedini Boni se n'è andato per un malore. Venerdì sarà il giorno dell'ultimo saluto.


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Tanti soldi, forse troppi. Ben 13mila euro, la maggior parte dei quali chiusi in una cassaforte a doppia mandata, il resto in giro per casa. Una bella somma per un pensionato di 74 anni come Sesto Grilli, trovato legato e privo di vita in casa sua a San Lorenzo in Campo. Oggi l'autopsia, ma intanto s'indaga proprio a partire da questi soldi, oltre che dai nomi trovati sulle fotocopie di alcune cambiali.


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Al volante della sua Polo si era comportato in modo strano. A un certo punto – lungo la superstrada E45 – sembrava non sapere se proseguire oppure se uscire a Sant'Andrea d'Agliano, in Umbria. Insospettita, un'auto della polizia stradale che si trovava nei paraggi ha deciso di raggiungerlo. Così un 28enne di Torre Annunziata - ma residente a Fano - è stato beccato con un importante carico di droga, per un valore totale di 180mila euro.


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Stava consegnando i compiti ai suoi studenti dopo averli corretti. Li ha chiamati alla cattedra per restituirli, e per far sapere loro com'era andata. Ma c'è chi ne ha approfittato per aprirgli il borsello e rubargli il portafogli. Con dentro ben duecento euro. Amara sorpresa per un docente dell'istituto tecnico Battisti di Fano, un brutto episodio che è sfociato nell'arrivo dei carabinieri direttamente a scuola.


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Non è ancora chiaro come abbia fatto a perdere il controllo della sua vettura. Ma le conseguenze, mercoledì mattina, erano sotto gli occhi di tutti. Un'auto rovesciata dopo essere finita contro un albero, con a bordo un ragazzo del posto: è questo lo “spettacolo” visto dalle auto in transito lungo la strada provinciale orcianese, tra Cerasa e Solfanuccio.


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Quando una passione ti salva la vita. O perlomeno ti evita il peggio. Ti fa respirare, nonostante intorno ci siano soltanto odio, sfruttamento. Guerra. A Dario Longarini è andata proprio così. Durante il secondo conflitto mondiale è stato deportato dai nazisti. L'avevano costretto a spaccarsi la schiena nei campi di lavoro. Ma era troppo bravo a utilizzare ago e filo: lasciarlo lì sarebbe stato un peccato. Per questo è stato trasferito a cucire divise per gli ufficiali delle SS. Ed è soltanto un frammento della sua lunga storia, di lui che era l'ultimo dei deportati ancora in vita in tutta la provincia, e che se n'è andato appena un giorno fa.



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Sciacalli del web di nuovo in azione. L'account Instagram di Benedetta Vitali – la 15enne fanese vittima della tragedia della Lanterna Azzurra di Corinaldo – è stato di nuovo violato da qualche hacker senza scrupoli. Il classico furto di followers. In altre parole: per la seconda volta in pochi mesi, qualcuno ha sottratto a Benedetta tutti i suoi amici virtuali presenti sul social. Per finta che siano suoi. O di qualcuno che ha pagato per rubarli.


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Il suo corpo si trovava in cucina. Era legato con del nastro adesivo grigio, lo stesso con cui l'hanno imbavagliato. Forse soffocandolo. Non sono ancora certe le cause della morte di Sirio Grilli, il pensionato 74enne trovato senza vita nella sua abitazione tra le campagne di San Lorenzo in Campo, e con addosso soltanto mutande e pantofole. Fanno riflettere, però, le numerose tracce di sangue trovate a terra. Per non parlare dei lividi su volto e braccia.





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Le analisi effettuate dalla Procura hanno confermato quanto già i testimoni avevano dichiarato fin delle prime ore della tragedia: a scatenare il panico all'interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove poi a causa del fuggi fuggi hanno person la vita cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni, e una mamma di 39 anni, è stato lo spray al peperoncino.



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Un'auto semidistrutta. Un muretto sgretolato. Un cartello abbattuto. E poi i carabinieri, la polizia municipale, i vigili del fuoco, il 118. Infine loro, gli uomini delle pompe funebri. A terra, un telo bianco che copre il corpo di un uomo. È la triste scena a cui ha assistito - poco prima di mezzogiorno - chi stava transitando all'altezza del semaforo di Marotta, all'incrocio tra la statale e via Valcesano.













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Un mezzo pesante completamente distrutto dal fuoco. Due esplosioni che hanno spaventato i tanti automobilisti in transito in quella zona. Poi lei, la colonna di fumo nero, nerissimo. Alta, con odori fastidiosi che arrivati anche in quartieri lontani a causa del vento. È lo scenario che ha caratterizzato la giornata di lunedì, dopo che in via Campanella – nei pressi del Codma – ha preso fuoco un tir tedesco. Lunghissime le operazioni di spegnimento. La bonifica, invece, si è protratta ancora più a lungo.




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“Come mai tutto questo traffico, stamattina?”. È la domanda che si sono posti alcuni automobilisti che poco fa stavano transitando dalle parti del Codma di Rosciano, sorpresi anche per la presenza di un'alta colonna di fumo nero. La causa di tutto? Un tir – appartenente a una ditta tedesca - che ha preso fuoco poco prima delle 11. Il mezzo è andato completamente distrutto.