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Come in un’eterna zona gialla. In barba all’impennata dei contagi dei giorni scorsi, il fine settimana da poco terminato è stato caratterizzato dagli eccessi, ma anche dai controlli più serrati. Nei due giorni che hanno preceduto il passaggio delle Marche in zona arancione – vale a dire sabato 27 e domenica 28 febbraio – la stretta delle forze dell’ordine per quanto riguarda il rispetto delle norme anti-Covid ha dato i suoi ‘frutti’.





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I numeri, no, non sono affatto confortanti. Basti pensare al bollettino di sabato mattina: i nuovi contagi sfiorano le 800 unità, e quasi le metà riguardano la provincia di Ancona (i dettagli). È anche per questo che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso di intensificare i controlli. Soprattutto al confine sud della provincia pesarese.








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«Doveva garantire una “Liquidità immediata” (diceva la ex Ministra Bellanova) alle imprese della ristorazione ed aiutare il settore agroalimentare: 600 milioni di euro stanziati per garantire ai ristoratori contributi a fondo perduto per l’acquisto di prodotti 100% Made in Italy. Ma nonostante siano passati due mesi dall’ultima data utile (le domande andavano presentate dal 15 novembre al 15 dicembre) di questa “liquidità immediata” si è persa ogni traccia. I 46.692 imprenditori della ristorazione che han fatto domanda non hanno ricevuto il becco di un quattrino!».







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L’Area Vasta 1 in merito alla vaccinazione di massa per le persone di età pari o superiore ad anni 80, che partirà nella Provincia di Pesaro-Urbino Sabato 20 Febbraio, comunica alla cittadinanza che è fortemente consigliato, al fine di favorire l’agile svolgimento delle attività di accettazione, scaricare dal sito https://www.asur.marche.it/web/portal/-/vaccinazione-covid-19 la modulistica da compilarsi preventivamente e da consegnare nella sede di somministrazione del vaccino, ovvero:





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Chissà chi vincerà Sanremo. Poco importa, in fondo. Quel che conta è che, di fronte alla tv, tra poche settimane ci saranno anche loro. Due spettatori d’eccezione, affezionati al Festival e – è cosa certa – anche alla vita. Perché hanno da poco sconfitto il Covid. Tutti e due. Sono Bruno Contardi e sua moglie Diva di Marotta di Mondolfo, rispettivamente di 90 e 84 anni. A raccontare il loro calvario e – soprattutto – il loro ritorno alla vita è il nipote Matteo.