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Un’illuminazione più efficiente, qualche ritocchino all’asfalto e alcuni attraversamenti pedonali da sopraelevare. Basterebbe questo – a detta del Movimento 5 Stelle fanese – per creare una “nuova” pista ciclabile lunga ben 5 chilometri e mezzo. Il tutto con una spesa minima e realizzabile in tempi ragionevoli. È la sfida lanciata dai pentastellati all’amministrazione Seri, per una mobilità sostenibile che metta davvero pedoni e biciclette prima delle automobili.


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Una “gigantografia” della scheda che – chissà – ci si potrebbe ritrovare alle urne. E poi alcuni ingrandimenti del possibile impianto e non solo. Si è presentato così, venerdì mattina, il fronte del ‘no’ presso gli uffici del Comune di Fano. Si tratta dell’ex consigliere comunale Davide Delvecchio e del resto del gruppo che, come promesso, ha raccolto le firme necessarie per indire un referendum. Il tema è proprio quello che sta tenendo banco su tutti i giornali nelle ultime settimane: l’ormai arcinoto digestore anaerobico.








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Dal presepe di sabbia alla pista di ghiaccio, passando per il trenino e la via dei Ciliegi addobbata a festa per i più piccoli. Fino al grande evento in Piazza XX Settembre. È stato un lungo weekend quello che si è appena concluso a Fano. Due giorni di inaugurazioni, accensioni di alberi e luminarie. Vi proponiamo i momenti salienti in una lunga gallery.





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Non a Fano. Ecco - per sommi capi - la richiesta della Lega in merito alla realizzazione dell’ormai noto digestore. Un “no” a prescindere, se si parla della Città della Fortuna, mosso da ragioni logistiche e non solo. Bellocchi? Falcineto? Per il Carroccio il problema è soprattutto una questione di quanti saranno i camion in transito per il trasporto dei rifiuti. E di che odore lasceranno al loro passaggio. Ma è ancora più urgente – a detta dei consiglieri leghisti – fare chiarezza su come tutto questo sia iniziato. Con una preoccupazione su tutte: quella per le sorti di Aset.




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Lo ha lasciato incustodito per dieci minuti, ma tanto è bastato per vederselo portare via. Sono stati fulminei i tre minorenni che hanno approfittato di una distrazione per rubare un computer portatile appartenente a una docente dell’università. Salvo poi farsi incastrare dalle telecamere. Per la prof il danno oltre la beffa: i ragazzini le hanno infatti cancellato tutti i dati presenti nella memoria del computer.



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Anisetta Meletti, lievito madre conservato con cura e il miglior burro in circolazione. Sono soltanto alcuni degli ingredienti utilizzati per realizzare il nuovo panettone “Idea.le”, nato da un’idea di Stefano Mirisola, titolare dell’omonimo locale di Piazza XX Settembre. Il tutto viene poi impastato per ben tre volte, parola del maestro pasticcere Stefano Ceresani, autore della prelibata creazione. Che assicura e ribadisce: “È fatto tutto rigorosamente a mano”. Tanto che di questi panettoni ne verranno realizzati soltanto cinquanta. E avranno pure il numero di serie.







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Povertà zero. Stop alla fame. Ridurre le disuguaglianze e agire per il clima. Poi consumi e metodi produttivi più responsabili, senza dimenticare la tutela della salute e del benessere. Tutto qui? No. C’è anche l’uguaglianza di genere tra le richieste dei favolosi 400 studenti che venerdì mattina si sono letteralmente impossessati del Pincio di Fano. Un tripudio di colori e di slogan per un futuro migliore, in occasione del trentennale della Convenzione Onu dei diritti dei bambini e degli adolescenti.






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Aveva 23 anni, ora ne ha 24. Inevitabile, dato che dal suo rapimento è già trascorso un anno. Un lasso di tempo durante il quale si era sperato di risolvere la questione, e nel migliore dei modi. Invece sono già passati dodici mesi, e stando alle ultime notizie Silvia Romano – la cooperante dell’associazione fanese Africa Milele – sarebbe in Somalia nelle mani dei terroristi islamici.






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I Carabinieri della Compagnia di Fano unitamente ai colleghi del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, hanno restituito al Sindaco di Fossombrone, Gabriele Bonci, ed idealmente a tutti i forsempronesi, il dipinto della “Madonna orante”, trafugato la notte tra il 30 e il 31 agosto 1992 dalla chiesa SS Annunziata di Fossombrone.