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Ci voleva la rissa per svegliare le istituzioni dal torpore? Sono anni che i residenti (e non solo) si lamentano degli schiamazzi e dei disturbi arrecati da alcuni avventori all’angolo tra Via Nolfi e Via de’ Borgogelli.


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Quanto avvenuto ieri all’incontro pubblico sull’interquartieri presso il centro civico di Gimarra è la conseguenza più che naturale e comprensibile di una prepotenza perpetrata negli ultimi due anni dalla Giunta Seri con scelte calate dall’alto e senza uno straccio di confronto non solo con i residenti, ma con la città. Non accampassero scuse risibili come quella del Covid, che è una cosa seria e non ha certo impedito al Sindaco e agli Assessori di tagliare nastri su nastri e di far visita ai neo-centenari a favor di telecamera.


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Correva l’anno 2021. In autunno, il consiglio comunale aveva stanziato 97.600 euro per l’acquisto di 130 nuove biciclette, con la prospettiva di riattivare il servizio di bike sharing. Non solo: nella programmazione degli acquisti era indicata la spesa a carico del Comune di 317.200 euro per la gestione del nuovo servizio.


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La situazione di pericolo era segnalata con insistenza da mesi ma, come troppo spesso avviene, ci si è ridotti a intervenire solo dopo che è accaduto l’irreparabile. Questa è la sintesi di quanto successo a Rosciano con la caduta del ramo secco di una quercia su una abitazione. Per fortuna non si sono verificati danni ingenti e nessuna persona è rimasta ferita, ma negli ultimi tempi abbiamo seguito da vicino la problematica, segnalandola più volte all’Amministrazione Comunale, e possiamo dire senza timore di essere smentiti che a Fano la gestione del verde pubblico è allo sbando più totale.




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Si invia una mozione appena protocollata in merito alla tutela delle api e degli insetti impollinatori.


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Sono in corso i lavori di bonifica dell’area ex Agip che potrebbero restituire alla collettività, dopo sette anni dalla chiusura del distributore, un angolo strategico per Fano. Dai fondi del PNRR abbiamo ottenuto 380.000 euro per interventi di riqualificazione nella zona, con scadenze non troppo remote nel tempo.




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È comprensibile che un’azienda privata, desiderosa di investire sulla nostra città, pretenda che gli enti pubblici siano totalmente disponibili ad adeguarsi alle sue esigenze, imponendo per di più una tempistica stringente. Molto meno tollerabile è che un’amministrazione comunale si prostri completamente alle volontà dettate dal privato e ceda agli aut-aut, sottraendo occasioni di dialogo con gli organi istituzionali e rifiutando di fornire tutti gli approfondimenti utili ad assumere una decisione consapevole.