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comunicato stampa

Bene Comune: "Il non funzionamento della centralina ARPAM a Bellocchi ci preoccupa"

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Il non funzionamento della centralina ARPAM a Bellocchi ci preoccupa. Luciano Benini, storico fondatore di Bene Comune, da dirigente ARPAM aveva promosso l'installazione della centralina per controllare continuamente le emissioni in aria con rilevazione anche dei metalli. La proposta fu accolta e la centralina fu acquistata dalla Profilglass e poi il Comune ne affidò la gestione ad Arpam.

Da responsabile del servizio e fino alla data del pensionamento (30 giugno 2019), Benini si era preso cura di validare i dati e pubblicarli egli stesso sul sito del Comune di Fano. Dalla recente nota dell'assessora Cora Fattori emerge che le rilevazioni sono continuate fino almeno al 2021 e si sono interrotte nel gennaio 2023 per due motivi: l'indisponibilità della proprietà della Profilglass di proseguire in questo intervento di tutela della salute dei cittadini del territorio e la latitanza dei soggetti coinvolti nella precedente convenzione, in primis della Regione Marche, che sembra dare prova per l'ennesima volta della sua indifferenza alla salute dei cittadini del territorio che governa (con particolare accanimento nei confronti di quelli fanesi).

Sarebbe il caso che Serfilippi aprisse gli occhi sulle mancanze del governo marchigiano di centrodestra. Tuttavia, tra le righe, la nota dell'assessora Fattori omette di riferire che già nell’estate 2020 uno studio dell'università di Urbino, commissionato dal Comune di Fano, aveva evidenziato, alla centralina di Bellocchi, una qualità dell'aria peggiore rispetto a quella già pessima rilevata dalla centralina di via Montegrappa in zona urbana, e aveva rilevato dati sulle emissioni incompatibili con le fonti sia misurate che autorizzate, il che lasciava supporre la presenza di una o più fonti emissive non note agli enti preposti al controllo e al rilascio delle autorizzazioni delle emissioni. Invece di implementare i sistemi di controllo della qualità dell’aria e di far effettuare le necessarie indagini per accertare le cause dell'inquinamento e tutelare la salute dei cittadini il Comune di Fano ha addirittura lasciato cadere in disuso anche l’unica centralina presente.

Di fronte alla necessità di tutelare la salute dei cittadini, Comune e Regione non possono farsi irretire da una sorta di soggezione agli interessi dei ceti produttivi. Inutile dichiarare emergenze climatiche e proclamarsi amici dei bambini e delle bambine quando non si ha la forza di tenere la schiena dritta di fronte ai potentati economici. Le imprese sono certamente uno dei motori dell'economia cittadina e sono interlocutrici fondamentali nello sviluppo della città ma un'amministrazione che si prostra ai loro interessi, come ha fatto ad esempio nell'area dell'ex- zuccherificio, e che non si pone invece come mediatrice autorevole tra quegli interessi e la difesa dei cittadini, in una visione ampia di progresso del territorio, abdica al suo ruolo e si dimostra del tutto incapace di svolgere il compito affidatole dagli elettori.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2024 alle 22:52 sul giornale del 30 maggio 2024 - 294 letture






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