SEI IN > VIVERE FANO > ATTUALITA'
comunicato stampa

Canile comunale ed elezioni, la Melampo chiede garanzie ai candidati: "Struttura compromessa, negli anni soltanto promesse"

4' di lettura
774

canile

Chi ha avuto modo di visitare il canile comunale ha trovato una struttura pulita, ordinata, colorata, con l’erba sempre tagliata, le pareti dei box variopinte e disegnate, cucce, brandine e teli colorati ad arredare i box.

Facciamo davvero il massimo per rendere la realtà del rifugio quanto più piacevole e accogliente possibile per gli animali e per le persone. Ma dietro la facciata c'è una struttura compromessa, in condizioni sempre più precarie: reti rattoppate infinite volte, che cedono improvvisamente, e che più volte hanno messo in pericolo non solo i cani che possono aggredirsi, ma anche operatori e volontari che rischiano la propria incolumità per separarli. I tetti che sono ridotti ad un colabrodo a causa dell'acqua che da anni si infiltra continuamente e in grandi quantità. Le travi portanti dei tetti dei box, in legno, sono ormai marcescenti. Il sistema fognario non riceve più, per cui quando piove diversi box si allagano; anche le operazioni di pulizia e sanificazione provocano lo stesso problema già dopo i primi 3-4 litri di acqua, per cui il lavaggio dei box, richiede almeno mezz'ora invece di pochi minuti.

Se nel tempo fosse stata eseguita la dovuta manutenzione delle strutture, sempre richiesta anche dall'Ufficio competente, ad oggi non ci si troverebbe nella necessità di effettuare una ristrutturazione radicale e sicuramente più costosa, e inoltre si sarebbe evitato di far patire agli animali e agli addetti disagi di notevole entità. Il canile oggi è una struttura non più sicura e inadeguata a sopportare le conseguenze degli eventi meteorici, che oltretutto sono sempre più frequenti e severi a causa del cambiamento climatico. Dopo il nubifragio dello scorso dicembre, infatti, il canile ne è uscito ancor più devastato: alberi caduti, tettoie divelte, letteralmente strappate dal muro, e recinzioni piegate dal vento. Come sempre abbiamo prontamente avvisato l’ufficio comunale Ecologia Urbana, e come sempre la responsabile, nonostante fosse un giorno festivo, è immediatamente venuta in struttura, ha documentato i danni, preparato una relazione ed inoltrato il tutto seduta stante al servizio comunale competente per le manutenzioni. Nuovo sopralluogo di tecnici, l'ennesimo effettuato nel corso degli anni per verificare il da farsi, che si è tradotto nelle solite promesse di interventi immediati, in attesa della ristrutturazione peraltro già richiesta e preventivata, ma rimandata sempre all'anno successivo. Come al solito, per tamponare il disastro causato dalle intemperie ci siamo dovuti arrangiare da soli, chiamando a raccolta amici e parenti.

Come sempre ci siamo improvvisati muratori, idraulici, falegnami, imbianchini, fabbri; siamo saliti sui tetti per ricatramarli alla bene e meglio, abbiamo cercato di ridurre le infiltrazioni con il silicone, rimontato tettoie e pensiline. Ci siamo immersi con le braccia fra i liquami delle caditoie, nella speranza di migliorare il deflusso delle acque. Tutti lavori eseguiti in modo "amatoriale" che non solo non ci spetterebbero ma che sottraggono tempo e forza lavoro all'accudimento e alla cura dei cani. Anche il Servizio veterinario dell'AST, che esegue controlli trimestrali nel canile, ha richiesto diverse volte alcuni adeguamenti che, sebbene siano stati prontamente inoltrati al Servizio Lavori Pubblici comunale, sono stati infine eseguiti a cura e spese dell'Associazione per poter continuare a mantenere aperta la struttura. Purtroppo anche la buona volontà e la disponibilità messe in campo dall'Associazione per proteggere i cani, ormai non bastano più. Siamo stanchi, davvero stanchi di accettare passivamente tutto questo. Il canile comunale è stato costruito più di 20 fa, e già allora per poterlo aprire e spostare gli animali dal rudere ove erano detenuti, l'Associazione ha dovuto sborsare diversi milioni di lire, ottenuti grazie ad alcuni lasciti, per completare la recinzione della struttura, senza la quale non sarebbe stato in regola con la normativa. Da allora si sono susseguite visite di sindaci, assessori, dirigenti, tecnici, consiglieri, che hanno sempre elogiato l'impegno e la competenza di Melampo, promesso interventi e ristrutturazioni mai eseguiti. E’ evidente però che le belle parole, quando non sono seguite dai fatti, restino tali. Lusinghiere, per carità, ma insufficienti a veicolare quel rispetto che l’abnegazione totale e assoluta che da anni l’Associazione dimostra, meriterebbero.

Alle soglie dell'ennesima tornata amministrativa chiediamo quindi ai candidati sindaci Cristian Fanesi, Stefano Marchegiani e Luca Serfilippi se siano disposti ad impegnarsi pubblicamente ad eseguire un'adeguata ristrutturazione straordinaria del canile entro i primi 100 giorni dall'elezione: un impegno da prendere non solo con l'Associazione, ma soprattutto con i moltissimi cittadini di Fano che rispondono sempre agli appelli di Melampo, avendo a cuore il benessere di animali che altra colpa non hanno che quella di essere stati abbandonati e rifiutati.

Per le tue foto e segnalazioni, per ascoltare il radiogiornale di Vivere Fano e per ricevere le nostre notizie in tempo reale iscriviti al nostro servizio gratuito di messaggistica:

  • per Whatsapp iscriversi al canale vivere.me/waVivereFano oppure salvare in rubrica il numero 376 03 17 897 e inviare un messaggio qualsiasi allo stesso numero
  • Per Telegram cercare il canale @viverefano o cliccare su t.me/viverefano
  • Per Signal iscriversi al nostro gruppo


canile

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2024 alle 21:13 sul giornale del 29 maggio 2024 - 774 letture






qrcode