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Un nuovo centro diurno per anziani e altri soggetti fragili: le immagini. Ecco quando sarà pronto e dove

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Trecentosessanta metri quadri a disposizione di anziani e disabili. È questa l’estensione del nuovo centro diurno che sorgerà a Colli al Metauro entro la fine del 2025. Un luogo in cui socialità e dignità della persona andranno a braccetto, nel nome delle relazioni e per la piena valorizzazione dell’individuo.

È stata presentata con una certa carica emotiva la nuova struttura pronta a spuntare in via Carbonara, tra le frazioni di Villanova e San Liberio - zona facilmente raggiungibile anche dai comuni limitrofi – pensata per i più fragili. Un progetto avviato cinque anni fa grazie all’impegno di Vivere Sereni, l’associazione nata dodici anni fa a sostegno delle persone in difficoltà e che è proprietaria del terreno su cui sorgerà questa residenza, con il sostegno di tutti i comuni dell’Ambito Territoriale Sociale 7.

Il progetto è stato redatto da un gruppo di professionisti del territorio coordinati dall’ingegner Federico Gaggiottini e dall’architetto Giorgio Battisti. Il documento prevede la realizzazione di una struttura polifunzionale e modulare, così da poterla eventualmente ampliare nel tempo. La Fondazione Carifano si farà carico della sua realizzazione, dal costo di 1,35 milioni di euro, insieme al contributo economico di Schnell, azienda leader mondiale nel settore delle macchine automatiche per la lavorazione del ferro per cemento armato, per la produzione di rete elettrosaldata e software di gestione per i centri di sagomatura. Nello specifico la Fondazione acquisterà il terreno dall’associazione e subentrerà nel permesso di costruzione, realizzerà il centro e, una volta completato, lo concederà in uso a Vivere Sereni per un certo numero di anni come forma di pagamento per l’area ricevuta.

Alla base vi è l’idea che gli anziani siano custodi e testimoni del tempo, e per questo da valorizzare e da rispettare in particolar modo. Da qui l’intuizione di un nuovo luogo di aggregazione per contribuire a restituire loro un ruolo centrale all’interno della comunità. E lo stesso – ovviamente – vale per i diversamente abili, a cui si garantiscono attività ed esperienze tutte da vivere. Una volta pronto il centro sarà operativo per cinque giorni alla settimana, per attività, laboratori didattici e percorsi ludico-produttivi ed educativi, mentre il sabato e la domenica sarà a disposizione di chi vorrà usufruirne per altre iniziative.

“È stato un inter complesso – ha ammesso il presidente della Fondazione Carifano Giorgio Gragnola -, ma è mio obiettivo far sì che il nostro ente, dalla storia così profonda, lasci un segno tangibile. Ricevere il sostegno di un’azienda come Schnell è per noi motivo di grande soddisfazione, creando una sinergia concreta per il territorio. Ringrazio anche l’associazione Vivere Sereni, a cui si deve l’impulso per la creazione di questo luogo attraverso cui vogliamo anche avvicinarsi alle esigenze delle famiglie alle prese con certe situazioni di fragilità”.

Di mutua relazione ha invece parlato il presidente di Schnell Simone Rupoli. “La nostra sede – ha detto – si trova a poche centinaia di metri dall’area in cui verrà costruito il centro. Per noi è un modo per restituire al territorio quel che il territorio ha dato noi come impresa. I nostri collaboratori, i nostri valori e le nostre energie provengono da qui. È un circolo virtuoso in grado di produrre un effetto moltiplicatore capace di portare benefici. Credo che il ruolo sociale dell’impresa – ha concluso - risieda nella consapevolezza di prendersi sempre più cura del territorio”.

“In questo momento si vede chi ha il cuore aperto – ha commentato il presidente di Vivere Sereni Luciano Ordonselli -, e il presidente della Fondazione ha davvero uno sguardo particolare verso il sociale. Quando c’è l’empatia le parole non servono, ci si capisce al volo. Noi siamo nati dal basso, e operiamo con gli altri soggetti per rimettere l’essere umano al centro, e non di certo quello sano e perfetto. È nostra intenzione – ha concluso - promuovere un pensiero nuovo di quotidianità, in una struttura in cui la persona diventerà protagonista delle sue scelte anche in nome di una maggiore integrazione”.

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Questo è un articolo pubblicato il 23-05-2024 alle 16:48 sul giornale del 24 maggio 2024 - 4180 letture






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