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Sanità, Psi: "A Fano la situazione è grave, si salvi chi può dalle scelte di Saltamartini"

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Ospedale di pesaro

A Luca Serfilippi, giovane Candidato Sindaco della Lega, a Filippo Saltamartini, Assessore della Lega alla Sanità della Regione Marche ci preme comunicare che nel Nord delle Marche, Provincia di Pesaro Urbino si è dimesso il Direttore Generale Nadia Storti, si è dimesso il Direttore Sanitario Edoardo Berselli.

Questa informazione la portiamo alla loro attenzione per conoscere quanta consapevolezza hanno sul dramma della sanità pesarese. Pensiamo anche, come socialisti, di anticipargli qualche descrizione ed anche qualche problema. Non è una lettera aperta, ma un bollettino di guerra, non è quello del Gen. Diaz ma quello, non poteva essere diversamente da Fano, di Augusto che chiedeva a Varo di rendergli le sue Legioni noi socialisti per i cittadini fanesi chiediamo di renderci la nostra Sanità che state distruggendo! La situazione della sanità nella nostra Provincia è grave ed i segnali che arrivano dalla fuga dei vertici del sistema ha un chiaro significato: si salvi chi può dalle scelte del centrodestra e del suo Assessore Saltamartini. Tanti comunicati della politica, delle organizzazioni sindacali che, ironicamente, invitano i cittadini a non ammalarsi. Una Caporetto annunciata con i Generali che pur di salvare i loro fortini, Pergola, Amandola e Apiro, stanno sacrificando il sistema. Ma è solo questo, è solo calcolo di consensi o vi è dell’altro?

C’è dell’altro e anche molto serio. Tutto nasce dalla riforma, incoerente sul piano delle risorse possibili sia economiche che umane. Non ci sono soldi, non ci sono medici, mancano visioni e leadership culturali per rendere la salute un diritto dei cittadini. Le critiche sulla Sanità nella campagna elettorale regionale dove “il gioioso esercito” di Acquaroli e Saltamartini, sollecitava il populismo e il localismo dei vari comitati, sono oggi testimonia inadeguatezza politica e difficoltà a gestire un sistema complesso. E’ male parlare tanto ma con pochi fatti. I fatti preoccupano noi socialisti e chiediamo risposte: Il Piano Aziendale della nostra Azienda Sanitaria dove sta? Dove viene discusso questo strumento fondamentale per i Servizi Sanitari ai cittadini, nelle stanze dell’Assessore o come dovrebbe tra la gente perché i primi azionisti del sistema salute sono proprio gli utenti e non la politica? Che fine fanno le strutture territoriali e quale logica si è seguita per non assegnare a Fano una Casa della Salute, una RSA dopo aver smontato il Santa Croce? I posti letto del Santa Croce vanno a Pesaro per garantire la struttura Privata o restano a disposizione dell’Ospedale? Quali funzioni si riconoscono al Presidio di Fano? È possibile avere qualità ed attrazione senza Primari? È noto all’Assessore Saltamartini che nella AST di Pesaro, dove per esempio abbiamo quattro reparti medici, c’è solo un Primario- vincitore di Concorso- che da Urbino è stato trasferito a Pergola? È noto all’Assessore Saltamartini che il sistema del convenzionamento con il Privato rischia di saltare perché le tariffe sono ferme al 2014 e le strutture, obbligate ad investimenti importanti per essere riaccreditate, lavorano con una remunerazione al di sotto dei valori di mercato per gli acquisti di beni e servizi? Conosce l’Assessore le difficoltà che incontrano nella cura gli anziani, i disabili, i pazienti psichiatrici? È a conoscenza di quale lista di attesa vi sono per accedere a visite ed esami specialistici o nelle RSA o nei Servizi di Psichiatria? L’Assessore è a conoscenza dei problemi emergenti nei giovani per le sindrome di Hikikomori e darà indicazioni per creare servizi di cura nel territorio? Infine, per l’Ospedale di Fano, anche per orientare il dibattito politico, non dopo il voto ma ora, quali progetti si prospettano? Non torni a ripetere come risposta “ci penserà la dott.ssa Storti” perché come si vede dopo aver tagliato il budget di 80 milioni di euro se ne è andata e con lei altri professionisti seri e competenti. Come socialisti forse abbiamo capito il modello leghista della autonomia differenziata che sarà applicato nella Regione Marche. Tagliamo Pesaro dal resto della Regione e continuiamo a garantire le illusioni perché, come in un gioco degli specchi, la buona sanità, le TAC, le Risonanze e le visite specialistiche i Pesaresi la trovano in Emilia-Romagna.



Ospedale di pesaro

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2024 alle 18:18 sul giornale del 17 aprile 2024 - 626 letture






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