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comunicato stampa

Pensionamento Storti, Fano dei Quartieri: "Preoccupazione per la sanità fanese"

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A seguito della notizia dell’imminente collocamento a riposo, per pensione anticipata, della direttrice generale dell’Asti di Pesaro: dott.ssa Nadia Storti non possiamo che esprimere la nostra preoccupazione circa il futuro della sanità provinciale e fanese in particolare.

Riporto le recenti considerazioni dei sindacati della sanità a proposito dell’argomento, assolutamente condivisibili: “Negli ultimi due anni si sono già avvicendati tre dirigenti apicali tra commissari e direttori generali ed ora siamo di nuovo al punto di partenza! Nel frattempo sono passati mesi ed ancora non ci sono certezze se non un evidente arretramento della risposta sanitaria pubblica al bisogno di salute dei cittadini della nostra provincia. Manca ancora l’atto aziendale, manca la determinazione e la quantificazione precisa dei fondi e delle relative integrazioni del comparto e della dirigenza, mancano certezze sulle risorse economiche e di personale con cui si dovranno affrontare le sfide più importanti che abbiamo davanti: liste di attesa, posti letto per abitanti( ancora nettamente inferiori alla media regionale ) , integrazione ospedale /territorio ( come le si può iniziare a garantire se non ancora non si capisce quali reparti e quali servizi rimarranno nei vari stabilimenti?), investimento sulla sanità di prossimità e sull’integrazione socio-sanitaria, rapporti tra la gestione pubblica e quella privata comprese eventuali esternalizzazioni.”

Ora alcune considerazioni ed ipotesi:

  1. La dott.ssa Storti è stata nominata a capo dell’Ast pur sapendo del suo pensionamento. Un modo come un altro per tergiversare sulle importanti decisioni da prendere.
  2. La dott.ssa Storti si è trovata di fronte ad una “mission impossible” e ha scelto di rinunciare.
  3. Non le sono stati forniti i necessari strumenti per governare al meglio una struttura complessa come la nuova Ast.

In tutti i casi le colpe sono da ricercare ad Ancona tra chi decide sul futuro della sanità marchigiana. In ogni caso a sopportare i disagi di questa situazione sarà in primis il personale medico ed infermieristico, ma di conseguenza anche gli utenti che troveranno guardie mediche chiuse, pronti soccorso e reparti ospedalieri con personale demotivato e ridotto all’osso, prestazioni ambulatoriali possibili solo dopo mesi e mesi. Senza un piano aziendale non si possono fare assunzioni, non si possono fare programmi a lunga scadenza né garantire progressioni di carriera in tutti i campi.

Tutto ciò condurrà ad un ulteriore disamoramento per il proprio lavoro da parte del personale e porterà inoltre ad una maggiore fuga verso il privato. Ma forse è proprio questa: la sanità privata che si vuole valorizzare… A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si piglia, diceva Andreotti che se ne intendeva….



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2024 alle 11:45 sul giornale del 15 aprile 2024 - 86 letture






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