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La tecnica attraverso gli occhi degli antichi: con ‘Eutopia’ i classici tornano d’attualità. Il programma

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Guardare la tecnica con occhi nuovi. Paradossalmente, quelli degli antichi. Ci proveranno i promotori della settima edizione di Eutopia, la rassegna nata dalla collaborazione tra il Comune di Fano - con il Sistema Bibliotecario -, il Liceo Nolfi Apolloni e un gruppo di ex studenti dello stesso istituto. Come sempre l’intento è quello di far dialogare passato e presente attraverso i classici. Cosa ci dicono gli antichi sulla tecnica? È davvero nata per migliorare la vita dell'uomo? Sono alcune delle domande a cui si proverà a rispondere attraverso il pensiero e le parole di tre autori.

“È uno degli appuntamenti culturali a cui sono maggiormente affezionato – ha affermato l’assessore alle biblioteche Samuele Mascarin -, anche per il suo saper dimostrare quanto sia importante il dialogo tra il Comune e la scuola. La nostra convinta adesione nasce dall'intento di promuovere e valorizzare i nostri patrimoni, anche quelli immateriali come la lingua italiana e, se può essere compreso tra questi, anche l'amore per la conoscenza e per la capacità di alimentarlo”.

Tre saranno le presentazioni di libri nella Sala Ipogea della Mediateca Montanari. Si comincerà mercoledì 13 marzo alle 17 30 con ‘Le macchine nel mondo antico’ (Carocci, 2019) di Giovanni Di Pasquale, professore associato aggiunto di storia della scienza alla Texas A&M University. Collabora con il Museo Galileo ed è autore di numerose pubblicazioni di storia della scienza fra antichità e Medioevo. Converserà con Agnese Giacomoni.

Secondo appuntamento martedì 26 alla stessa ora con "Le tessitrici" (effequ, 2023) di Loreta Minutilli, in un dialogo con Donatella Marchionni e Agnese Giacomoni. Minutilli è autrice di due romanzi, ‘Elena di Sparta’ (Baldini+Castoldi) e ‘Quello che chiamiamo amore’ (La Nave di Teseo), oltre che di diversi racconti. Ha collaborato con varie riviste letterarie e si occupa della direzione editoriale de ‘Il Rifugio dell’Ircocervo’.

La rassegna si concluderà giovedì 4 aprile – sì, ancora alla stessa ora - con la presentazione del libro di Ivano Dionigi ‘L'apocalisse di Lucrezi0’ (Raffaello Cortina Editore, 2023). Professore emerito di lingua e letteratura latina all’Università di Bologna, di cui è stato magnifico rettore dal 2009 al 2015, è anche direttore del centro studi ‘La permanenza del classico’ e consultore del dicastero della cultura e dell'educazione della curia romana. Converserà insieme a Samuele Giombi.

Per ulteriori informazioni, e per consultare il programma completo, consultare il sito sistemabibliotecariofano.it. Seguono i contenuti dei libri in rassegna.


LE MACCHINE DEL MONDO ANTICO
L’antichità è immaginata come un’epoca di straordinaria fioritura artistica e architettonica, letteraria e filosofica. La presunta marginalità delle conoscenze scientifiche, l’incapacità di porre in proficua relazione scienza e tecnica, oltre all’ampia disponibilità di schiavi, hanno costituito i pilastri della resistentissima tesi della “stagnazione tecnologica” del mondo antico. L’autore cerca di confutare tale ipotesi mettendo a frutto studi e ricerche degli ultimi anni. L’antichità, epoca in cui tutto venne ideato dal nulla, è caratterizzata dalla presenza di personaggi capaci di costruire e adoperare strumenti per portare a compimento sfide a lungo apparse come sogni impossibili. Vasche per la premitura delle uve, torchi, macine, gru, ruote idrauliche, dispositivi da guerra e per il teatro definiscono il paesaggio del Mediterraneo come un vero e proprio “paese delle macchine”.

LE TESSITRICI
Che legame c’è tra Ada Lovelace, la geniale matematica figlia di Lord Byron, e la metamorfosi di Aracne trasformata in ragno da Atena? O tra le Supplici di Eschilo e le sei donne che hanno programmato l’ENIAC, il primo computer della storia? Tutto ha inizio da un telaio: i miti delle donne greche che usano l’arte della tessitura per trovare soluzioni a problemi scomodi, ma anche la storia dell’informatica e l’invenzione dei primi computer, il cui funzionamento fu ispirato al meccanismo a schede perforate del telaio Jacquard. Attraverso la narrazione intrecciata delle donne che hanno inventato la programmazione e dei miti sulla tessitura, prende forma una mitologia dell’informatica in cui le vite dimenticate delle programmatrici del passato vengono sfilate e disfatte perché, passando sotto la lente del mito, possano raccontare qualcosa sul futuro.

L’APOCALISSE DI LUCREZIO
"Io annuncio cose inaudite." Con questo messaggio rivoluzionario Lucrezio irrompe nella conservatrice Roma repubblicana del I secolo a.C. Politica, religione e amore sono costruzioni della mente, forme di alienazione e fonti di infelicità: indossano una maschera e nascondono la realtà. Quale la via d'uscita? Lucrezio non ha dubbi: "la scienza della natura", la quale consente la "rivelazione", quella "apocalisse" che dalle tenebre dell'ignoranza ci porta alla luce della ragione e ci rivela verità rasserenanti: l'aldilà con le sue pene e paure non esiste; un'unica legge governa tutte le cose; l'universo, anzi gli innumerevoli universi stanno in equilibro grazie al bilanciamento di forze uguali e contrarie; il mondo è leggibile perché le singole realtà sono ordinate secondo i principi della scrittura e della grammatica; la forma più nobile di pietas è contemplare il tutto con mente serena. Capiamo perché il poema La natura, lo scandaloso poema di Lucrezio, a lungo vittima della congiura del silenzio, ha cambiato il volto della cultura europea e parla ancora di noi e a noi.

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Questo è un articolo pubblicato il 29-02-2024 alle 22:30 sul giornale del 01 marzo 2024 - 152 letture






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