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comunicato stampa

Colli al Metauro: il criminologo Vincenzo Musacchio, “Le Marche da tempo non sono più un’isola felice”

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Il Festival “Macchie e Inchiostri” ha chiuso domenica 25 febbraio la sua sesta edizione al Museo del Balì (Saltara), con l’incontro su “Nuove mafie e interconnessioni con il traffico di esseri e organi umani”.

È intervenuto, in un’aula stracolma di cittadini, il criminologo Vincenzo Musacchio, tra i più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali. Musacchio, docente di strategie di lotta al crimine organizzato al RIACS di Newark ha dialogato con la giornalista Asmae Dachan e con il pubblico presente. Il criminologo ha ribadito come per le nuove mafie il traffico di esseri e organi umani, insieme con quello delle sostanze stupefacenti e delle armi, costituisca il mercato più florido dove poter lucrare, riciclare e reinvestire il denaro sporco. Musacchio ha rimarcato la necessità, non più prorogabile, di considerare i crimini di traffico di esseri umani e di commercio di organi reati di matrice transnazionale previsti e puniti da ogni Stato.

“Le nuove mafie conoscono le differenze tra i vari sistemi penali e sanno dove poter commettere i loro crimini evitando conseguenze penali”. Il pubblico ha rivolto al relatore anche alcune domande sulla presenza di mafie nelle Marche e nell’area di Fano. Musacchio ha affermato - sulla base delle relazioni semestrali della DIA e della DNA - che non si possa ancora parlare di radicamento nel territorio. Oggi, tuttavia, ha aggiunto l’esperto, alle mafie non interessa più l’occupazione del territorio ma il controllo di quei settori dove è possibile lucrare. Le Marche subiscono la cd. “mafia in trasferta” tra cui spiccano ‘ndrangheta, camorra e mafie pugliesi. “Preferiscono l’uso della corruzione alla violenza e si alleano e fanno affari con imprenditori e professionisti insospettabili”. La conferma arriva direttamente dall'ultima Relazione della DIA. “Nelle Marche si ricicla si pratica usura e si acquisiscono aziende lasciandole ai precedenti proprietari per essere poi utilizzate allo scopo di aggiudicarsi appalti pubblici ed aiuti economici”. “Qui si reinvestono i proventi derivanti dalle molteplici attività delittuose e si erogano persino quei servizi che lo Stato non riesce a garantire”. Quando al criminologo è stato chiesto chi sono questi mafiosi presenti nel territorio, Musacchio ha risposto:” la 'ndrangheta e nel dettaglio la famiglia Grande Aracri”.

“Parliamo di una ndrina potentissima che ha già nuclei operativi radicati in Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia”. “Io passerei al setaccio il settore delle false fatturazioni”. “Il rischio infiltrazioni nelle Marche credo sia destinato ad aumentare”. “Così come in tutte le regioni d’Italia anche qui da voi faranno gola appalti e subappalti pubblici e privati”. “Il danno maggiore purtroppo lo subiranno le imprese “pulite” e l’intera economia regionale”. “Mi concentrerei molto sulla protezione dei fondi Pnrr, su quelli della ricostruzione post-terremoto e sui tanti fondi destinati alla sanità. “Le Marche, da tempo, non sono più un’isola felice”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-02-2024 alle 21:31 sul giornale del 27 febbraio 2024 - 266 letture






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