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comunicato stampa

La lupus: la priorità è piantare alberi, non abbatterli

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Qualche giorno fa sulla stampa locale è apparso un allarme di una cittadina fanese sul rischio che querce e acacie presunte pericolanti possano cadere su auto, biciclette e ovviamente persone. Si riferiva ad alberi esistenti su scarpate di strade comunali della collina di Monte Giove in cui lei vive.

Lanciare appelli allarmistici motivati da personali sensazioni (es. scricchiolii) o presunte conoscenze sulla instabilità degli alberi (radici scoperte) può creare più danni che benefici per la sicurezza pubblica. Gli alberi cadono per molte ragioni, ma non per questo quando si percorrono le strade di campagna bisogna tenere gli occhi al cielo per capire se una pianta ci cadrà sulla testa.

Sulle scarpate delle strade comunali ci sono centinaia di querce non in asse, piegate verso la strada pubblica, da decenni sono fuori baricentro, ma resistono. L’apparato di una quercia sana è formidabile. Prima di condannare qualcuno ci vogliono delle prove schiaccianti di colpevolezza, prove tecniche e scientifiche. Ormai di querce secolari ne rimangono sempre meno: se ne vanno per l’età, o sono state tagliate con svariate giustificazioni, qualcuna è caduta, qualcuna ha seguito il cedimento di intere scarpate durante le piogge che condensano in poche ore mesi di precipitazioni, altre ancora si seccano a seguito di potature inutili e sconsiderate praticate da incompetenti. Dato che per vedere una quercia secolare servono secoli (lapalissiano, ma non così evidente a quanti sostengono con leggerezza che tagliato un albero se ne pianta un altro…), oltre a piantare querce ai lati delle strade (cosa che non stiamo facendo, ed addirittura impediamo la rinnovazione naturale spontanea col passaggio delle barre falcianti, veri distruttori delle fisiologia degli alberi), dovremmo salvaguardare con grande decisione quelle che ancora abbiamo nel nostro armonioso paesaggio marchigiano.

Dove gli alberi li amano e rispettano si mettono sostegni per tenere su rami colossali, si fanno riempimenti di scarpate per evitare lo smottamento. L’abbattimento è sempre l’estrema ratio, non la prima. Pertanto, se ci sono casi puntuali di querce che possono rappresentare un pericolo vanno valutati da esperti, anche con prove di stabilità e apposita strumentazione. Ovviamente per gli alberi secchi non servono autorizzazioni ed è giusto che siano rimossi se rischiano di cadere, come le migliaia di olmi che si sono seccati negli ultimi anni a causa della grafiosi, complice anche il clima sempre più siccitoso. In questi tempi la priorità deve essere piantare alberi, non abbatterli.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2024 alle 10:39 sul giornale del 23 febbraio 2024 - 132 letture






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