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Elezioni, il 7 aprile le primarie del centrosinistra: “Siamo una squadra, la destra l’unico avversario”

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Sfumato definitivamente l’accordo con i progressisti, i quattro candidati alle primarie del centrosinistra si sono finalmente dati una data. Il 7 aprile. Ecco quando si terrà l’appuntamento pre-elettorale durante il quale gli elettori saranno chiamati a scegliere tra Samuele Mascarin (In Comune), Cora Fattori (+Europa), Cristian Fanesi (Partito Democratico) ed Etienn Lucarelli (in rappresentanza delle liste civiche), tutti assessori uscenti della seconda giunta Seri pronti a prendere le sue redini.

I dettagli non sono ancora stati definiti, ma probabilmente l’impostazione sarà quella delle primarie precedenti. Vincerà il candidato che otterrà almeno il 40 percento delle preferenze, a patto che però distanzi il secondo ‘classificato’ con uno scarto di almeno cinque punti percentuali. Altrimenti tutti di nuovo a votare la domenica successiva per il ballottaggio di coalizione. La sensazione – pressoché esplicitata – è che si sarebbe voluti partire prima. Il vincitore avrà infatti soltanto un paio di mesi scarsi per la sua campagna elettorale. Ma le lungaggini per cercare un’intesa con i progressisti, unite alla Pasqua di fine marzo, hanno fatto slittare la data delle primarie più in là del previsto. Ma ora la macchina del centrosinistra è ufficialmente partita.

“Quanto fatto finora – ha precisato Renato Claudio Minardi, segretario del PD fanese e portavoce della coalizione – ha avuto come obiettivo quello di mantenerci uniti. La nostra coesione è un valore per la città. Il centrosinistra ha governato Fano per dieci anni, e a prescindere da cosa se ne pensi i 250 milioni di investimenti fatti, di cui 140 per le opere in corso, dimostrano che c’è fermento, e che con noi questa città è cresciuta”.

Al di là delle premesse e delle perplessità sulla bontà o meno delle primarie, oggi la coalizione si mostra convinta e motivata. “Si tratta di un'opportunità politica importante – ha aggiunto Minardi -, perché mettiamo a disposizione dei cittadini quattro candidati che godono della loro fiducia. Consideriamo un dovere quello di delegare la scelta agli elettori, così che certe decisioni non vengano prese nelle segrete stanze come sta accadendo nel centrodestra, il cui candidato è stato scelto da fuori Fano. Oltretutto Luca Serfilippi, che aveva ripetutamente detto di non essere disponibile, ha lavorato fino all’ultimo per evitare di venire candidato. Le primarie rappresentano invece qualcosa di radicato nel nostro territorio. Lo stesso Seri è stato scelto così nel 2014. Ora è importante mostrare compattezza e gioco di squadra, come stiamo già facendo. Chi vince – ha concluso - avrà il sostegno leale degli altri”.

Durante la presentazione delle primarie, tenutasi mercoledì mattina al ‘Dacsì’ di Piazza XX Settembre, hanno poi preso la parola i diversi candidati. “Sono emozionato – ha detto Mascarin, promotore delle primarie tanto da averle lanciate con una raccolta di firme -, perché sono undici mesi che aspetto questo momento. Esserci arrivati compatti, pronti a grandi sfide, è un risultato da mettere a valore. Vogliamo proseguire con il buon governo dimostrato finora, ma con l'obiettivo di cambiare la città, che vogliamo sia aperta, curiosa ed europea. Abbiamo diversi competitor, ma un solo avversario: la destra, il cui candidato è stato scelto da Acquaroli. Un enorme in bocca al lupo a tutti. Comunque vada, date le nostre età, questo sarà senz'altro un importante cambio di passo generazionale”.

Per Fattori si tratta di un momento d’incontro tra i candidati. “Siamo una squadra – ha esordito -, pezzi di un puzzle che porteranno una loro visione. Siamo molto diversi tra noi, ma tutti molto operativi e appassionati. Io ho cominciato da poco, ma ho ottimi maestri. Fano può volare alto – ha detto ancora -, e il nostro è un approccio aperto, che induce a crescere, ascoltare, rispettare, per poi farci adottare strategie concrete e per farci unire con altre città e territori”.

A tempo debito Fanesi si era detto disposto a un passo indietro pur di realizzare l’alleanza con i progressisti, ma oggi rivendica la bontà delle primarie. “Per il Pd – ha detto - hanno sempre rappresentato un importante strumento di scelta. Questa città è viva, tanti sono i cantieri in corso. Fano è molto migliorata, e lo rivendichiamo. Ora servono persone capaci e competenti all'interno di un processo aperto e inclusivo”.

Di certo di tempo se ne è perso tanto, ma “questa attesa ci ha caricato a molla”, ha dichiarato Lucarelli. “Da oggi – ha aggiunto - racconteremo quello che abbiamo dentro, i valori del centrosinistra e del civismo, che si basano su ascolto e concretezza. È stato un mese di confronto e di unità. Ormai vedo più gli altri candidati della mia famiglia. Insieme abbiamo sviluppato la capacità di governare. Vi chiedo – ha concluso rivolgendosi ai tanti presenti - di essere moltiplicatori del nostro racconto”.

Un comitato organizzatore metterà a punto i dettagli delle primarie. E poi? Chi vincerà avrà la fedeltà e l’appoggio degli altri, ma senza la promessa di un assessorato in caso di vittoria nella tornata elettorale dell’8 e 9 giugno. I candidati spergiurano che non vi siano accordi di questo tipo, come invece paventato dai progressisti, che nei metodi del centrosinistra hanno invece visto immobilismo, oltre al rischio di troppa poca discontinuità rispetto all’attuale amministrazione.

Intanto, però, i confini delle alleanze restano sfumati. A detta di Minardi il dialogo con i progressisti sarebbe ancora aperto. Al netto di una contraddizione, però. Quella del sindaco uscente Massimo Seri, che ha già espresso il suo endorsment per Lucarelli, ma che di fatto è iscritto – nonché dirigente – di Azione, il partito a cui fa riferimento Stefano Marchegiani. Vale a dire il candidato dei progressisti. A mettere una pietra sopra sulla questione ci ha pensato Minardi. “La presenza del sindaco a questa conferenza è di certo significativa”. E poi c’è De Leo, ex direttore generale del Comune durante le giunte Aguzzi che si è da subito lanciato come candidato civico, che però non ha scaldato gli animi dei partiti di centrodestra, e che oggi appare isolato. “Siamo disponibili a un confronto con lui – si è detto a fine conferenza -, così come con chiunque non si presenti come un esponente di destra”.

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Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2024 alle 20:31 sul giornale del 22 febbraio 2024 - 778 letture






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