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comunicato stampa

Nuovo monastero, La Lupus incalza: "Monte Giove non è un posto per trappisti"

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La raccolta firme ad opera dei residenti delle colline di monte Giove e Prelato, in calce ad una richiesta indirizzata al Sindaco del Comune di Fano perché faccia qualcosa per ridurre il chiasso proveniente da alcune ville della zona, utilizzate per feste e balli, porta alla ribalta il tema del nuovo monastero che i trappisti vorrebbero realizzare proprio a monte Giove, a pochi metri dal monastero camaldolese.

Val la pena ricordare che nella Relazione definitiva facente parte degli elaborati progettuali del nuovo complesso monastico, a pag. 13 si legge che: “il terreno in questione è collocato in località Monte Giove, un’area collinare con una evidente vocazione storica per gli insediamenti religiosi, data la bellezza, il raccoglimento e il silenzio che vi si possono riscontrare e così importanti per una vita contemplativa”. Anche secondo il Rapporto preliminare screening di Vas “l’area è pertanto idonea, dal punto di vista acustico, alla variazione in destinazione d’uso F5 CC – Convitti e Conventi”. Ma la realtà è purtroppo diversa da come viene raccontata da chi sostiene la variante ed è quella lamentata da anni persino dai frati residenti nell’Eremo.

Ora viene da chiedersi che fine hanno fatto le decine di osservazioni contrarie alla variante “ad personam”?. L’associazione La Lupus in Fabula, contraria al progetto, ma ovviamente non ostile all’arrivo dei frati trappisti sul territorio fanese, ha presentato varie osservazioni. Fra queste si eccepisce che la variante sembri in contrasto con la L.R. 22/2011 (legge per la riduzione del consumo di suolo) per cui non possono essere adottati nuovi PRG o varianti ai PRG vigenti, che prevedono ulteriori espansioni di aree edificabili in zona agricola nei Comuni che non hanno completato per almeno il 75 per cento l'edificazione delle aree esistenti con medesima destinazione d'uso urbanistica, cioè U1.2 Residenze collettive.

Inoltre, è stato rilevato che variante urbanistica non è adeguatamente motivata e gli interessi speculativi privati prevalgono sull’interesse pubblico concernente la tutela dell’integrità e della bellezza di una zona ad elevato valore ambientale e paesaggistico. Infine, secondo l’associazione ambientalista, si crea un fatto discriminatorio, dal momento che solo alla Comunità Monastica Trappista di Frattocchie sarà consentito di edificare in quella zona, senza una contropartita di evidenti benefici sociali ed economici per la comunità fanese.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2024 alle 17:59 sul giornale del 12 febbraio 2024 - 314 letture






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