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Tragedia della Lanterna Azzurra, Francesco Vitali: “Benni, ti prometto che i responsabili verranno puniti”

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Lucide riflessioni e tanta determinazione. Dietro, una rabbia quieta. Una razionalità forzata dalla necessità di andare avanti, e di dare una forma ‘sostenibile’ al dolore. C’è tutto questo dietro il discorso di oltre nove minuti che Francesco Vitali, fratello di Benedetta, ha pubblicato sui social per il quinto anno dell’anniversario dalla tragedia della Lanterna Azzurra. Quella notte, a Corinaldo, ha perso la vita proprio la sua amata Benni, che di anni ne aveva appena 15. Insieme a lei se ne se sono andati anche Asia Nasoni (14 anni di Marotta di Mondolfo), Mattia Orlandi (15, di Frontone), Daniele Pongetti (16, di Senigallia), Emma Fabini (14, Senigallia) ed Eleonora Girolomini (39 anni, Senigallia).

“In cinque anni ne sono successe di ogni – ha detto Francesco -, da quella notte in cui ti ho vista partire ma non ti ho vista tornare. Cinque anni in cui sto prendendo consapevolezza di cosa è successo, per questa ferita per cui non esiste sutura. Spesso mi domando: ‘è possibile tornare indietro?’. Basterebbe davvero poco, mi accontenterei di un abbraccio, un saluto, o semplicemente di uno 'sto bene'. Nessuno potrà ridarci indietro il nostro rapporto, nessuno saprà capirmi come lo facevi tu. Ed è proprio per questo che non riuscirò a darmi pace. Sono arrabbiato, la tua assenza è un vuoto incolmabile, ed è causa di molti, troppi dispiaceri”.

Proseguendo, Francesco prova a riflettere sulle cause e sulle conseguenze di quella terribile notte. “Per quale motivo siamo arrivati a questo? – ha detto -. Razionalmente è una domanda complessa, ma onestamente sono cinque anni che sono razionale, e mi sono un po' stancato. Viviamo in un Paese in cui tutto gira intorno ai soldi, dove più volte si è messo in evidenza come la vita, così come l'importanza di quest'ultima, vengano spesso accantonate per lasciar spazio all’ossessione per la moneta. Se quella sera fosse filato tutto liscio sai che bel bottino? Ma era già filato liscio troppe volte, ed è successo quello che è successo. Ora chi paga? Noi povere famiglie, che dovremo convivere con un mattone nello stomaco da qui alla fine dei giorni, perché dobbiamo andare avanti, perché non c'è alternativa”.

Il video di Francesco (che a sua sorella aveva dedicato un post a settembre, quando avrebbe compiuto vent'anni) volge poi su uno degli aspetti più pressanti: il desiderio di una giustizia degna di questo nome. “Siamo sicuri che i gestori siano gli unici colpevoli? Sinceramente no. Viviamo in un mondo – ha proseguito - in cui la superficialità regna sovrana, in cui chiudere un occhio la maggior parte delle volte conviene, e al contrario sollevare una questione potrebbe creare disordine. Quindi, silenzio assenso. La superficialità di chi ha controllato che il locale fosse a norma è stata evidente, almeno per me, forse anche per voi. Ma per la giustizia, dopo cinque anni, ancora no. Nessuno, tra chi è realmente colpevole, è stato condannato. Come se gli unici colpevoli fossimo noi, che non dormiamo la notte, e a cui è cambiata la vita. Quale potrebbe essere una soluzione a tutto questo? Una risposta dentro di me c'è, ma purtroppo non è tutelata da nessuno. Dentro quella maledetta aula di tribunale ogni volta il mio cuore ascolta, ma credetemi, mi sto mangiando le mani a non dirvi le cose che sento e quelle che vedo. Vi posso assicurare che con le parole hanno ucciso le sei vittime più di una volta ancora”.

Francesco ha poi invitato al ricordo. “Non vi chiedo di farlo sempre – ha spiegato -, ma almeno oggi che è l’8 dicembre. Pensate a Benedetta, Asia, Mattia, Emma, Eleonora e Daniele. Concludo ringraziando mia sorella, per quello che ogni giorno lei e mia mamma (che Francesco ha perso meno due anni dopo a causa di una malattia, ndr) mi fanno capire, come fossero ancora qua. Grazie Benni, e grazie mamma. Sono stato fortunato ad avervi al mio fianco, e sono orgoglioso di aver condiviso insieme a voi dei momenti unici”. Infine una promessa alla sorella. “Cara Benni, da questa parte hai un fratello tanto arrabbiato quanto determinato. Te l'ho promesso ma lo rifaccio ora: farò di tutto perché tu possa riposare in pace, punendo chi ha causato questa strage. Per sempre, Francesco" (qui il video integrale).

Martedì scorso, intanto, il Liceo Nolfi Apolloni ha consegnato a Francesco e suo papà Corrado il diploma di maturità che Benni non ha avuto modo di conseguire. “È stato un momento molto bello e sentito – ha raccontato Francesco -, ne siamo enormemente soddisfatti anche perché la scuola era una delle cose a cui mia sorella teneva di più. So che se fosse stata qua avrebbe fatto di tutto per raggiungere quel diploma, come stava già facendo. È stato anche un modo per tenere viva la memoria di Benedetta e di quello che è successo cinque anni fa”. Giovedì a Gimarra, come ogni anno, la Santa Messa in ricordo di Benni. “È importante ricordare affinché queste cose non accadano più”, ha concluso Francesco.

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Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2023 alle 22:59 sul giornale del 11 dicembre 2023 - 2200 letture






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