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Elezioni, la sfida è aperta. Confronto Mascarin-De Leo: l’analisi punto per punto. Centrosinistra, le primarie hanno già una data? Il civico di centrodestra: “I partiti mi evitano, ma così si perde”

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Sono stati i primi due a farsi avanti, a dirla tutta gli unici finora ufficialmente candidati alla guida di Fano. Vengono da schieramenti contrapposti, e chissà che non si ritroveranno l’uno contro l’altro all’’atto finale’, vale a dire le elezioni amministrative di giugno 2024, quando si deciderà chi sarà il nuovo sindaco dopo dieci anni di Massimo Seri. Prima, però, ci sono diverse tappe intermedie. Scogli da superare, in un certo senso. Samuele Mascarin, di centrosinistra e attuale assessore, dovrà superare la boa delle primarie, da lui stesso promosse e sostenute e spada tratta. Giuseppe De Leo, ex direttore generale del Comune in epoca Aguzzi, deve invece ancora conquistare l’appoggio dei partiti, in quel centrodestra di cui intende rappresentare la componente civica. In altre parole, sono entrambi candidati a sindaco, ma da qui a giugno tante cose potrebbero cambiare. Nel frattempo hanno deciso di bruciare le tappe, incontrandosi mercoledì pomeriggio al Tag Hotel di Bellocchi per un primo confronto in presenza nonché televisivo.

Dall’ambiente alla sicurezza, dalla cultura ai parcheggi, dei servizi alla persona a quelli erogati da Aset: questi e molti altri sono stati gli argomenti trattati in quasi due ore di confronto-fiume, tra stoccate e ironia reciproca, ma sempre in un clima di rispetto reciproco, quando non addirittura di stima, con De Leo che ha elogiato più volte l’’avversario’, ipotizzandone – chissà se scaramanticamente – la vittoria alle primarie. Quell’appuntamento pre-elettorale auspicato da Mascarin, fautore di una raccolta di firme che ha presto superato le mille adesioni, e che ora difende con le unghie e con i denti. Non tanto dalla maggioranza di cui fa parte - che quelle primarie in fondo non parrebbe disdegnare -, quanto da quei potenziali alleati (Movimento 5 Stelle, Ribella, Europa Verde, Sinistra Italiana, Bene Comune e Fano dei Quartieri) che vi vedono soltanto uno strumento di divisione, e che per questo vi hanno posto un veto che rischia di qui a breve di far saltare il banco, creando una frattura tra centrosinistra ‘di governo’ e fronte progressista che di certo non farà bene alla causa. Non se la passa meglio De Leo, pressoché snobbato dai partiti della sua area, tra cui Forza Italia che parrebbe intenzionata a portare a termine una clamorosa ‘operazione nostalgia’ proponendo la (ri)candidatura di Stefano Aguzzi, attuale assessore regionale, ma soprattutto già sindaco di Fano per dieci anni prima di Seri. E di cui – ironia della sorte – De Leo è stato direttore generale.

Il quadro è questo, scosso in diretta – su uno dei due fronti – dall’ipotesi di una data già fissata per le primarie del centrosinistra: il 28 gennaio, ma urgono conferme. Mascarin lo avrebbe appreso lui stesso dalla giornalista Anna Marchetti, una delle due moderatrici dell’incontro insieme a Massimo Foghetti. Ne è uscito un confronto sviluppatosi anche a colpi di battute e ribattute, che proveremo a riassumere tema per tema.

CANDIDATURA E APPOGGIO POLITICO

Dal canto suo, Aguzzi o non, De Leo deve fare i conti con la possibile concorrenza interna di un candidato espresso dai partiti. “È da vedere se ci sarà – ha detto -, perché finora hanno lanciato varie proposte ma hanno ricevuto soltanto rifiuti. Io mi candiderò comunque, perché rappresento un’area civica, e non un partito. Su alcune cose ho anche una visione diversa rispetto a loro. Non ho padroni né padrini, e rispondo soltanto ai cittadini, sono loro i miei azionisti di maggioranza. Mi propongo come segno di grande discontinuità, poi il centrodestra farà quello che vuole. Se vorranno dialogare con me sono ben disposto ad ascoltare e a cercare di coniugare tutte le esigenze”. Intanto l’incontro di ottobre con i partiti è saltato e non si è più recuperato. “Forza Italia ha fatto saltare il tavolo – ha detto -, e il centrodestra sta fuggendo. Eppure io li sto cercando, ho un buon rapporto con tutti. Mi dicono ‘Fai il bravo, fai un passo indietro’, io invece ne faccio tre avanti. Le decisioni non devono essere prese da fuori Fano per mettere sulla scacchiera gli interessi personali di qualcuno. Vi sembrerebbe una cosa onesta? I coordinatori locali dei partiti sono ingabbiati, non parlano, ma se a livello regionale non vogliono nemmeno incontrarmi è chiaro che andrò avanti da solo, poi saranno i cittadini a decidere. Temo che se non verrà fatta una scelta intelligente il centrodestra rischi di stare all'opposizione per altri dieci anni”.

“Nelle prossime ore ci riuniremo – ha invece dichiarato Mascarin -, e spero verrà fatta una scelta definitiva per dare la parola ai cittadini in modo trasparente. Le primarie sono un passaggio di partecipazione democratica. Tutto questo in una logica di cambiamento che consentirà un rinnovamento della classe dirigente, una vera urgenza per noi. Sosterrò il candidato vincitore, nel caso dovessi perderle, così come mi aspetto un sostegno nel caso dovessi vincerle io. E in questo senso sono fiducioso”. E i progressisti? “Non sta a me definire il perimetro delle alleanze, ritengo che però vi siano una visione condivisa e dei valori che ci legano. È però sbagliato dire ‘no’ a priori alle primarie, togliendo il diritto di scelta ai cittadini. Una logica che contribuisce a far sì che candidati e alleanze si creino nelle segrete stanze, magari a Pesaro, Ancona o Roma. E non sarebbe un bene per Fano”.

DIVERGENZE E PUNTI DI CONTATTO

Alle elezioni politiche contano molto le ideologie, ma alle amministrative si guarda più ai candidati. Ne è convinto De Leo, secondo cui alle comunali si tratta più che altro di questioni programmatiche. Di quale visione si intende esprimere. “Ho anche qualcosa in comune con il centrosinistra, ma se mi presento è perché ritengo che questa giunta abbia fallito e occorre un cambiamento radicale”, ha detto.

“La politica non è neutra nemmeno a livello locale – ha invece spiegato Mascarin -, ci sono valori che possiamo trovare in tanti ambiti e che aiutano a trovare le priorità. Nelle scuole comunali di Fano duemila bambini mangiano gratuitamente ogni giorno. Questo nei comuni amministrati dal centrodestra non avviene, ed è una cosa che può fare la differenza”.

LOTTA ALLA POVERTÀ

Disoccupazione e salari bassi sono due delle cause individuate da Mascarin, che ha evidenziato anche un’altra delle attuali emergenze, ovvero quella abitativa. “Sono centinaia le famiglie in difficoltà – ha detto -, e occorre fare qualcosa di concreto. Tra le altre cose sarà bene rilanciare gli investimenti, anche per contribuire a rendere Fano sempre più attrattiva. Occorrono risorse, e voglio ricordare come i risultati di bilancio di Aset di questi anni siano stati reinvestiti anche nel welfare. La nuova Azienda per i Servizi alla Persona (la cosiddetta ‘Asp’, ndr)? È stata approvata da nove amministrazione comunali, e se sarò sindaco rispetterò questa scelta. Lo ritengo uno strumento capace di garantire quell’orizzontalità che oggi manca. Le obiezioni a riguardo sono ideologiche e strumentali”.

“Sono tantissime le famiglie che riescono a fatica a mettere insieme pranzo e cena e a pagare l'affitto – ha detto invece De Leo -, perciò la sfida è enorme. Oggi le risorse a disposizione sono insufficienti, il Comune però può fare tanto in quanto ad affitti e bollette. Deve trovare i soldi, poi vanno spesi bene, senza distribuire denaro a pioggia. L'Asp? Un grave errore, un atto di arroganza perché creata senza condivisione con il terzo settore. Ora lo statuto e al vaglio della Regione, e ci saranno senz’altro dei problemi. Il punto non è tanto l’aver creato questa azienda, quanto averlo fatto senza condividerlo con il terzo settore”.

CULTURA

“Dire che con la cultura non si mangia è da ignoranti”, ha esordito De Leo, critico però sull’operato della giunta. “Il teatro romano? Oggi sono ancora tre gradoni coperti da un telo. Il Comune sta spendendo fior di soldi, ma è tutto fermo. La Basilica di Vitruvio? Restiamo con i piedi per terra, parliamo di cose che non esistono. Prima si deve scavare, ma a oggi non c'è nulla di certo”.

Concorda sul primo concetto Mascarin, che ha però sottolineato come l’idea di una cultura che non porti economie sia una concezione della destra. Ha poi ricordato come a settembre i turisti siano aumentati del 25 per cento rispetto allo stesso mese del 2022, a riprova di come gli investimenti fatti – anche sul fronte culturale – sembrerebbero dare dei frutti. “Sul teatro romano – ha replicato – non dico niente, perché a breve l’assessora competente darà una notizia grandiosa. Per il resto occorrono le risorse, certi che la cultura sia un volano per l’economia e un elemento identitario che va di pari passo anche con la qualità della vita”.

BIBLIOTECA FEDERICIANA

“Quello di Cucinella è un progetto visionario da 10,5 milioni, di cui 2,5 ottenuti dal Pnrr vincendo un bando nella cui graduatoria siamo arrivati anche prima del Maxxi di Roma. Ma servono altre risorse – ha proseguito Mascarin -, e su questo la Regione è silente. Ho però fiducia che le troveremo nel privato, e a gennaio partirà in proposito una manifestazione d'interesse. Il nostro sarà uno tra i primi sette o otto poli bibliotecari dell’Europa meridionale, un grande risultato se si tiene conto che il nostro non è neppure un contesto metropolitano”.

Non è sufficiente, invece, secondo De Leo, puntare su una manifestazione d’interesse. “Fano – ha detto – è isolata, e con il ministero vi sono soltanto rapporti epistolari. Certo, questo è un progetto da portare avanti, una scelta avveniristica importante. Ma non deve pagare Fano, occorre reperire le risorse, cosa che questa amministrazione non è in grado di fare”.

AMBIENTE E INFRASTRUTTURE

La variante di Gimarra? “Una scelta scellerata – secondo De Leo -, uno spreco di tempo e di risorse per inseguire un’’isola che non c'è’. Si sono persi 20 milioni che si sarebbero potuto utilizzare per altre cose, e tutto questo per sbancare due colline e portare il traffico un po' più in là. Il casellino di Fenile risolverebbe il problema, mentre la complanare sud non si farà per colpa della politica del no. Invece lo sviluppo si fa con i sì, coniugando lea scelte necessarie con la tutela ambientale. La giunta però taglia le piante senza metterne di nuove”. E il parco urbano? “Non c’è, le persone che ci credevano sono state prese in giro. Finora soltanto una valanga di chiacchiere”. De Leo ha poi detto sì alla pista dell'aeroporto, “fondamentale in un'ottica di sviluppo”. E le Terme di Carignano? “Sono rimaste lì. Sulle scelte strategiche la giunta non fa niente, come sul fronte delle antenne per cui serve un piano aggiornato, altrimenti continueremo a perdere i tanti riscorsi al Tar”.

Anche secondo Mascarin occorre creare infrastrutture e soluzioni di qualità, “ e per i 2.300 residenti di Gimarra sno necessarie scelte nette e coraggiose”. L’assessore ha poi elencato gli interventi fatti finora, dagli scolmatori di Sassonia alla vasca di prima pioggia, dalla bonifica dell'amianto in 98 edifici pubblici - tra cui 16 scuole – a quella eseguita al palazzetto dello sport. “Le piante? Ne stiamo piantumando migliaia, certo le vedremo tra trent’anni. Per l’aeroporto il tema è invece il suo stesso futuro. Va bene cederlo allo Stato, purché paghi”. Secondo Mascarin il problema delle antenne sarebbe invece legato a una “normativa nazionale sbilanciata verso il privato, per la quale il parlamento dovrebbe rispondere alle comunità e non alle lobby”.

ASET

“Resti pubblica ma non isolata, anche in virtù delle gare importanti che ci saranno tra poco, a cui da sola Aset non potrà nemmeno partecipare”. La vede così, De Leo, in merito alla società dei servizi, ma guai a farne il ‘bancomat’ del Comune, “che non può dipende dagli introiti di Aset”. Il civico di centrodestra dice no all’ipotesi di una fusione, “ma così com’è ce la porteranno via con un piatto di fava. Si devono fare delle scelte, non come l'amministrazione attuale, che fugge di fronte a ogni decisione strategica. Come si fa ridare il voto a chi non ha saputo decidere nulla? Seri fa da tre anni fa il commesso viaggiatore, alla ricerca di un posto in Europa”.

“A dire il vero io sono anche troppo decisionista, e forse è per questo che piaccio alla destra quando si parla di Aset. Perché vuole l’uomo forte”. Questa la replica sarcastica di Mascarin, secondo cui è fondamentale che la società resti in house. “Serve la capacità di costruire collaborazioni per il futuro – ha proseguito -, e per migliorare la qualità dei servizi. Bisogna però ammettere che mantenere questa dimensione senza svenderla è stato molto difficile. Fano è stata assediata in questo senso. Non per costruire operazioni virtuose, ma per impiantare modelli di società che non credo ci interessino”. Laconico, poi, il modo in cui l’assessore ha liquidato la questione ‘bancomat’: “Semplicemente – ha detto - le risorse restano qui e non finiscono in borsa. Anche così Fano eviterà di diventare la periferia di qualcun altro, e questa sì che è una questione strategica”.

PARCHEGGI

“Sogno un’isola pedonale in centro storico, ma i commercianti hanno bisogno di parcheggi. Manca una visione, eppure basterebbe guardare cos’hanno fatto città come Cattolica, Riccione o Rimini”. Questa l’opinione di De Leo in merito ai parcheggi, che propone di riappropriarsi della caserma magari per farvi un multipiano. “Per liberare il centro dalle auto servono parcheggi importanti”, ha detto, puntando di nuovo il dito contro l’amministrazione per non aver già fatto un piano ad hoc. Poi ha rincarato la dose apostrofando come indecente lo stato di Piazza Amiani e definendo lastazione ferroviaria una fogna.

Mascarin ha ribattuto dicendo che invece a Fano di parcheggi vicini al centro ce ne sono centinaia e pure gratuiti, a differenza di località vicine come Pesaro e Senigallia. Ha definito migliorata la situazione in viale Gramsci grazie alle strisce blu. “Non è però soltanto una questione di quanti parcheggi hai – ha aggiunto -, si tratta casomai di ridisegnare la mobilità, incentivare l’uso dei mezzi pubblici, mettere delle navette e investire su nuove linee ciclopedonali. In merito al presunto degrado ha poi elencato le varie riqualificazioni fatte in anni recenti, dal Pincio a Piazzale Marcolini, passando per la via dei Ciliegi e Piazzale Rosselli. Il piano parcheggi? Seri lo ha già annunciato. “Perché non hai fatto di più quando eri direttore generale?”, ha incalzato l’assessore. “Non ero mica il sindaco – ha risposto De Leo -, ma se lo fossi stato avrei fatto di più rispetto ad Aguzzi”.

SICUREZZA

“Abbiamo 62 agenti di polizia locale e soltanto 15 carabinieri, ma non possiamo soltanto fare pressione sul questore per avere più forze dell'ordine”. Ha argomentato così, De Leo, la sua idea di coinvolgere maggiormente la municipale affinché sia più parte attiva in quanto a sicurezza. “Se sono vigili, che vigilino”, ha detto auspicando anche l’impiego di pattuglie notturne. “La delinquenza – ha proseguito – proviene spesso da persone che vivono in famiglie disgregate. I giovani vanno ascoltati, e la diversità è per me una ricchezza, ma basta con l'impunità. Tolleranza zero con chi è violento, insulta o imbratta. Occorre intervenire tempestivamente. Fano è ancora un’isola felice, ma non troppo”.

Per Mascarin è cruciale la prevenzione. Ok al coordinamento tra la polizia locale e le altre forze dell'ordine, ma poi se c'è degrado la devianza è più facile che faccia danni. Ha poi proposto “un lavoro attento su alcune aree che rischiano di rimanere periferiche, e diventare così un problema per la comunità. Bisogna investire sulla socialità, sui quartieri e sugli spazi pubblici. Abbiamo aumentato l’illuminazione e la videosorveglianza. Isola felice? Sì, ma abbiamo anche noi due beni confiscati. Dobbiamo continuare a presidiare il territorio”.

COSA CAMBIERÀ SE DIVENTERÀ SINDACO

“Ci vuole discontinuità, siamo noi la ‘storia nuova’”, ha dichiarato De Leo citando il suo claim elettorale. “Dobbiamo essere umili e lavorare nel tempo, dobbiamo diventare una città vera e smetterla di essere un paesone. Siamo sempre stati subalterni a Pesaro, tiriamo fuori l'orgoglio. Servono rapporti fecondi con le istituzioni superiori. Ci sono imprenditori che vogliono investire su Fano, ma che mi hanno detto che se ci sarà ancora questa amministrazione non faranno nulla. Mascarin? A Samuele – ha concluso – riconosco grande coraggio, sta in mezzo alla gente, vuole le primarie che per me vincerà. Il suo limite è quello di far parte di un'amministrazione che non ha fatto tanto di ciò che avrebbe invece potuto fare”.

“Le elezioni del 2024 rappresenteranno la fine di un lungo ciclo politico, che va oltre i dieci anni di Seri. Dopo un trentennio uscirà di scena una generazione di dirigenti politici. Sarà l’occasione per un ricambio dei gruppi dirigenti. Ne abbiamo bisogno, questa è la vera discontinuità di cui tanto si parla”. La vede così, Mascarin – lusingato per gli attestati di stima dello ‘sfidante’ - che nella tornata elettorale del prossimo anno vede davvero la fine di un’era a prescindere dal risultato delle urne. “A 43 anni mi definiscono una giovane promessa, e questo è un problema”, ha aggiunto. “Ci saranno nuove sfide e dovremo coglierle, nel lavoro e nell'impresa, ma anche nella rete dei servizi alla persona. Dovremo saper scegliere le priorità. Il punto fermo è che nonostante i cambiamenti non dovremo mai lasciare indietro nessuno, indirizzando bene la spesa pubblica e ridisegnando una città che nel frattempo è cambiata. Lo sviluppo economico – ha detto in una sorta di arringa finale - passa anche e soprattutto per il turismo. L’urbanistica richiede partecipazione e ascolto, e sarà importante anche il tema dell’arretramento della linea ferroviaria. Resteremo aperti e curiosi verso le sfide che verranno da fuori, ma con una forte autonomia politica, per essere anche un punto di riferimento per le nostre vallate. Fano non si può esaurire dentro i suoi confini, ma deve essere un perno intorno a cui costruire una nuova storia collettiva. Per riuscirci servirà tanta buona politica”.

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Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2023 alle 23:12 sul giornale del 09 dicembre 2023 - 986 letture






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