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Cellulare? Meglio abbracciare un albero: la canzone ‘digital detox’ made in Fano sbanca lo Zecchino d’Oro. Intervista a De Benedittis e Gazzè

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“L’abbiamo fatta grossa”. È stato questo, tornando da Bologna verso Fano, il commento a caldo di Francesco Gazzè – sì, il fratello di Max – dopo l’inatteso trionfo alla 66esima edizione dello Zecchino D’oro. A vincere domenica è stata ‘Non ci cascheremo mai’, scritta proprio da Francesco (e musicata insieme a Max) con il contributo di un autore fanese che porta il suo stesso nome. Quel Francesco De Benedittis dello studio Naive - incastonato nella zona artigianale di Bellocchi - da cui continua a uscire musica di qualità foriera di successi anche impensati.

Non se l’aspettavano proprio eppure hanno conquistato anche la giuria dello Zecchino. Arrivarci è stata dura, la selezione è molto lunga e la concorrenza serratissima. All’Antoniano arrivano ogni volta migliaia di brani, e trovarsi tra i pretendenti al trono è di per sé un successo. Vincere lo Zecchino - direttamente all’esordio, poi, senza neppure aver mai scritto prima una canzone per un target così giovane – è stato un risultato a suo modo clamoroso. Soprattutto se si considera che in gara vi erano canzoni scritte da grandissimi talenti, tra cui Loredana Bertè. Tutto nasce da un sodalizio di successo. Quello tra De Benedittis e i fratelli Gazzè, un vero e proprio trio quando si lavora direttamente per (e con) Max, ma che di base è un duo vincente composto dai due Francesco, autori da almeno dieci anni per artisti come Nek, Max Pezzali, Francesco Renga, Marco Carta, Alvaro Soler e tanti interpreti stranieri. Scrivere e musicare per i bambini, però, è tutta un’altra cosa.

Come mai, dopo tanti anni, proprio lo Zecchino d’Oro?
GAZZÈ: Ne avevo parlato spesso con mio fratello, e alla fine abbiamo deciso di provarci. È stata una vera e propria scommessa. Arrivarci non è scontato, addirittura vincere è una doppia soddisfazione. A distanza di ventiquattr’ore faccio tuttora fatica a realizzare. Con tutti gli autori pazzeschi che c’erano... E poi le lacrime dei genitori di Salvatore – il cantante napoletano di 9 anni che ha interpretato la canzone, ndr -… Ma cosa abbiamo combinato?!
DE BENEDITTIS: Non avevamo mai scritto per i bambini, sempre per gli adulti. Siamo stati invitati da Lucio Fabbri, ex direttore artistico di X Factor e oggi per Italia’s Got Talent. Il suo è un curriculum vastissimo, è praticamente la storia della musica italiana. Tornando allo Zecchino eravamo spaventati, ma abbiamo avuto una folgorazione e ci abbiamo provato.

E ne è nata una sorta di canzone che incita al ‘digital detox’.
DE BENEDITTIS: Tutto è cominciato da una situazione reale. Ho due gemelline di quattro anni, e una mattina a colazione ho preso in mano il cellulare per controllare la scaletta della giornata, forse il meteo, non ricordo. Una delle due mi ha toccato il braccio e mi ha detto: ‘Smettila di guardare quella roba e gioca un po’ con me’. Essere redarguito da lei mi ha fatto pensare. Da qui l’idea di un bambino che ci spiega quanto sia meglio staccarci da questi dispositivi e goderci il mondo in cui viviamo. La verità è che loro sono i più puri, siamo noi che li stiamo ispirando male. Capiscono che il cellulare è uno strumento che rapisce la nostra attenzione. Noi dovremmo dare l'esempio, mostrare loro come l’analogico sia sempre migliore del digitale. Siamo dunque partiti da questo concetto: quanto sarebbe bello giocare come quarant’anni fa? Può sembrare anacronistico, ma è piaciuto. Ho chiamato Francesco Gazzè e ho messo mano al pianoforte. Lui ha preso un pezzo di carta e si è messo a scrivere. Quando parte non lo fermi più! Poi abbiamo coinvolto Max, che di figli ne ha cinque, quindi l’argomento rappresenta per lui un tasto molto sensibile. Infatti è stato ben contento di partecipare. Quando poi la canzone è arrivata alla fase finale ci siamo sorpresi di come sia stata ben accolta da tutti, da Salvatore al coro stesso. Persino gli altri giovani cantanti in gara la canticchiavano, a dimostrazione di come per loro lo Zecchino non sia una competizione ma un’occasione per divertirsi.
GAZZÈ: I bambini non sono prevenuti. Siamo noi che con il passare gli anni diventiamo scontati, rigidi, intrisi di pregiudizi. Loro hanno assorbito subito il significato della canzone, che tratta un tema scottante ma che prova a farlo con un linguaggio leggero.

Come organizzate il vostro lavoro?
DE BENEDITTIS: Di solito io parto dalla musica e Francesco mette il testo. In rarissime occasioni do delle ‘imbeccate’ sulle parole, come in questo caso. Ringrazio, poi Giorgio Caselli, che dirige il coro della scuola elementare di Bellocchi. Con loro abbiamo sviluppato un vero provino che abbiamo poi sottoposto alla giuria dell'Antoniano.

Creare canzoni per bambini, poi, non dev’essere semplice.
GAZZÈ: A livello di testo è durissima. Tendo sempre ad articolare la scrittura cercando di sorprendere e di sorprendermi, e cercare di sorprendere i bambini è ancora più divertente. Ci vogliono più rime e più assonanze. Non bisogna mai perdere l’approccio da filastrocca, quando si ha a che fare con loro. Quando poi abbiamo consegnato il pezzo ci siamo un po’ preoccupati, perché non era la classica filastrocca, e avevamo utilizzato un linguaggio tale da rendere la canzone interpretabile anche da degli artisti adulti.
DE BENEDITTIS: Sotto il profilo musicale abbiamo tentato l'azzardo mantenendo un arrangiamento elettro-rock, non proprio automatico quando si pensa ai bambini. Ma si è rivelato funzionale, e ci ha permesso di reintrodurre attraverso i più piccoli un genere – il rock - che ha fatto la storia della musica, con in più uno sprazzo di elettronica. E qui i bambini, accogliendo la canzone con entusiasmo, ci hanno dato l’ennesima lezione mostrandoci quanto sappiano essere di larghe vedute, mentre noi adulti nel tempo ci ossidiamo, diventiamo anche un po’ ignorantelli. Perdiamo elasticità, diventiamo ‘rigidoni’ e bacchettoni. La meraviglia dei bambini è tutta un’altra cosa.

Come siete arrivati a Salvatore?
DE BENEDITTIS: Sono gli organizzatori a scegliere i cantanti. Viene fatta una selezione di incredibile levatura. Una volta scelti ai bambini vengono sottoposti a una vera formazione musicale, e si cerca di associare il più possibile le loro caratteristiche alla canzone che dovranno interpretare, sia per il significato sia per come dovrà essere cantata.
GAZZÈ: Per noi hanno scelto Salvatore proprio perché si sono resi conto di quanto fosse difficile da cantare. Hanno voluto lui proprio perché ci sono dei passaggi con molte parole, con una sillabazione e una scansione piuttosto complicate. Lo hanno cercato per mesi. Noi stessi ci siamo stupiti nel sentirlo cantare. Alla fine gli abbiamo messo il premio in mano, se l’è meritato. Ha dimostrato una tale sicurezza sul palco che, se continua così, non ce n’è proprio per nessuno!

Possiamo quindi aspettarci un vostro bis allo Zecchino.
GAZZÈ Tornando da Bologna ci siamo chiesti ‘Perché non riprovarci?’. Certo, ci vuole l’idea giusta, ma nei prossimi mesi ci lavoreremo su.
DE BENEDITTIS: Assolutamente sì. È stato talmente bello… Non è scontato poter partecipare, ogni volta te lo devi guadagnare con una signora canzone, ma ci abbiamo preso gusto. Per noi la musica dev'essere sempre sinonimo di divertimento. Ci siamo divertiti, perciò l'equazione vuole che ci dobbiamo riprovare!

I prossimi progetti, bambini a parte?
DE BENEDITTIS: Stiamo lavorando a un album meraviglioso di Max che uscirà a marzo. Ci stiamo impegnando tanto tutti e tre. Con Max ho anche condiviso l'esperienza di registrare buona parte del disco in Inghilterra, nello studio di Peter Gabriel, che abbiamo conosciuto. Siamo molto eccitati per questo nuovo album, ci sono molte cose interessanti anche nella scrittura. Poi ci sono altri progetti in fase di costruzione di cui non possiamo parlare anche per scaramanzia. Di certo io e Francesco continueremo a fare tante cose insieme. Ha vissuto tanti anni a Roma e adesso vive a Fano, dove si trova bene e dove sta addirittura sviluppando un nuovo sport. E poi è sempre qui nel mio studio… Manca soltanto che ci mettiamo una targhetta con il suo nome!
GAZZÈ: Ho preso addirittura casa a un chilometro da lì!

Qui il video ufficiale della canzone, qui la puntata integrale della finale dello Zecchino d'Oro. Seguono alcune immagini.

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Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2023 alle 23:00 sul giornale del 06 dicembre 2023 - 2482 letture






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