SEI IN > VIVERE FANO > POLITICA
comunicato stampa

Area ex-Agip: FdI, "Il valore del patrimonio culturale fanese prevalga sul gusto personale"

3' di lettura
90

Dopo aver recentemente presentato un’interrogazione in consiglio comunale sull’argomento dell’area ex-Agip, i consiglieri Tarsi Lucia e Pierpaoli Giuseppe di Fratelli d’Italia tornano oggi sul tema del nuovo giardino che riqualificherà l’area, con una nota di soddisfazione in merito alle notizie riguardanti l’evoluzione attuale del progetto.

una nota di soddisfazione in merito alle notizie riguardanti l’evoluzione attuale del progetto. Si apprende infatti dalla stampa che la Soprintendenza regionale ha imposto al Comune di Fano una serie di prescrizioni che modificano sostanzialmente il nuovo progetto, con importanti correttivi che propongono una impostazione stilistica affine allo spirito del progetto originario derenziano.

Purtroppo questa notizia non è mai stata ufficialmente comunicata alla città da parte della Giunta Seri, con la solita mancanza di trasparenza che contraddistingue l’attuale maggioranza di csx: come sempre accade, i componenti della maggioranza sono abili a dare enfasi alle notizie (anche minime) che servono per far colpo sugli elettori, ma sono altrettanto scaltri a nascondere o ad omettere errori e gaffes, cercando di non perdere quel poco che resta della fiducia dei fanesi. L’area Ex-Agip conosce una lunga storia, fatta di tanti errori.

Il primo errore, quando l’amministrazione comunale del 1956, incurante dell’importanza artistica dell’opera derenziana del complesso “F. Corridoni”, decise di demolire il giardino annesso alla scuola (nonostante ne fosse parte integrante), per sostituirlo con un distributore Eni.
Il secondo errore, quando nel 2016 l’attuale giunta comunale non impose all’Eni di mantenere gli impegni contrattuali di “messa in pristino” (cit. dal contratto originale) dell’intera area ma si accontentò della sola bonifica ambientale; ora l’intero costo della riqualificazione urbanistica dell’area sarà a carico del finanziamento PNRR: 441.000 euro di denaro pubblico in luogo del promesso investimento sottoscritto da Eni.

Il terzo errore, aver perso tempo e denaro dietro l’improbabile progetto del vivaio urbano, con le piante nei contenitori di plastica.

Il quarto errore, il peggiore, quando la giunta Seri ha scelto di sostituire il progetto originario derenziano con un nuovo progetto, senza peraltro comunicare tale decisione agli organi superiori competenti. Una scelta che ha sollevato nella nostra città una molteplicità di voci di protesta, unanime e trasversale, in difesa del ripristino dell’originale giardino, un coro di sollecitazioni ricche di pareri prestigiosi che ha cercato di sensibilizzare il Sindaco e la sua Giunta sulla importanza, per Fano, di poter recuperare un tratto significativo della sua storia architettonica e sulla opportunità (realizzando il recupero fedele dei giardini derenziani) di agganciare Fano al più ampio panorama culturale architettonico e urbanistico ispirato al Bauhaus.

Un coro unanime che ha tentato di riaffermare la priorità del valore artistico del patrimonio architettonico della nostra città sulle scelte dettate solo dal gusto estetico personale. Alla protesta la giunta Seri ha risposto con un muro di chiusura e di silenzio, con il solito atteggiamento borioso di presunta superiorità intellettuale (abituale in certi politici cittadini), che però stavolta si è sciolto come neve al sole di fronte alle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza regionale. Infatti, se oggi la Soprintendenza delle Marche interviene per ridefinire le linee principali del nuovo progetto con una ripresa sostanziale delle geometrie, dei materiali e dei colori del progetto originario, allo scopo di riallinearle all’impianto architettonico derenziano dell’intero complesso, ciò significa semplicemente che quelle voci di protesta non erano così insensate né peregrine, perché avevano colto perfettamente le gravi criticità contenute nel nuovo progetto di riqualificazione dell’area. Quale “cultura del bello” intendono lasciare gli eredi di Vitruvio alle generazioni future? La decisione più ovvia e corretta da un punto di vista filologico, storico, culturale, è sempre stata il ripristino del giardino originale dell’arch. De Renzi; rinunciare al progetto derenziano in nome del gusto soggettivo personale di qualche componente di maggioranza, significa rinunciare alla possibilità di recuperare integralmente un’opera architettonica di grande levatura; per Fano, significa perdere ancora una volta l’occasione di poter partecipare ad una vetrina culturale di ampio respiro.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2023 alle 09:55 sul giornale del 30 novembre 2023 - 90 letture






qrcode