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Il Torrente Arzilla fa paura. I residenti: “Interventi strutturali subito, a ogni bomba d’acqua è a rischio la nostra incolumità”

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La sezione del torrente si è alzata di un paio di metri. E questo, con l’arrivo della stagione delle piogge, fa ancora più paura. Perché - al netto di chi ancora nega - i temporali di oggi non sono quelli di ieri, e le bombe d’acqua che prima si vedevano ogni tre decenni o più, ora si ripresentano circa ogni sei mesi. Lo sanno bene i residenti del quartiere Arzilla, a Fano. Loro non negano, anzi, si preoccupano. Perché le loro case sono a ridosso dell’omonimo torrente. E al netto della pulizia ordinaria latitano quegli interventi straordinari che consentirebbero loro di dormire sonni più tranquilli.

Per questo i residenti hanno lanciato l’allarme. In realtà l’hanno fanno già da tempo, ma qui rischia di stagnare tutto. Tutto tranne l’acqua dell’Arzilla. “Ho cercato invano di organizzare un incontro tra tutti gli organi competenti – ha spiegato il portavoce Walter Durpetti -, ma qui c’è un continuo rimpallo delle responsabilità. Il Comune ha provveduto alla pulizia ordinaria nella parte di sua competenza, ovvero dal ponte del Carmine fino alla foce. Ma qui occorre finanziare interventi molto impegnativi a un livello più alto. Il torrente è lungo 21 chilometri e attraversa più comuni, per questo chiamiamo in causa la Regione Marche, da cui finora non abbiamo avuto riscontro. Di certo a poco potrà la Provincia, demansionata e ormai con poche risorse”.

Servono risposte da parte delle istituzioni, e servono subito. Soprattutto i residenti reclamano interventi risolutivi e di una certa rilevanza. “L’assessora all’ambiente Cora Fattori – ha aggiunto il consigliere comunale, nonché residente, Enrico Fumante – ha commissionato uno studio all’agenzia Enedrion per analizzare le criticità e per arrivare a delle soluzioni. Si tratta di interventi strutturali che il Comune da solo non può affrontare. Stiamo parlando di una pulizia a fondo della sezione, e quindi di una maggior cura dell’alveo. Occorrerebbe inoltre tagliare in modo selettivo parte della vegetazione (nel rispetto dell’ambiente) e realizzare delle aree di laminazione (nella zona tra Falciraga e Carignano, per un costo di 6 milioni di euro) per attenuare le eventuali piene. Tutto questo ridurrebbe i rischi del 30-40 per cento”.

La preoccupazione è tanta, al punto che i residenti non hanno alcuna intenzione di fermarsi. ”Qui l’incolumità delle persone corre un rischio altissimo – ha proseguito Fumante -, quindi ci si metta una mano sul cuore, anche perché con l'arrivo delle piogge il pericolo aumenta. Se necessario invierò una pec al prefetto per segnalargli il forte pericolo che stiamo correndo”. Nel mentre avrebbe fatto comodo trovare una sponda nel Contratto di Fiume, utile per la governance del torrente. “Mi è stato riferito – ha precisato Durpetti – che il Comune non ha le risorse umane per proseguire su questo percorso. Ora noi non ne facciamo una questione politica, ma le istituzioni devono fare di più. Intanto ce ne stiamo qui a sperare che il meteo sia clemente”.

Seguono alcune foto.

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Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2023 alle 17:59 sul giornale del 25 settembre 2023 - 1850 letture






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