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Bollette e cattivi pagatori: cosa sapere?

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Se si ha qualche bolletta arretrata, si può dover affrontare una segnalazione alla compagnia e l’iscrizione nella lista dei cattivi pagatori. In effetti, se non si rispetta la puntualità necessaria per il pagamento delle bollette, può capitare di ricevere una sorta di “bollino nero” e di perdere credibilità agli occhi dei creditori. Ma cosa comporta esattamente questa segnalazione? E, soprattutto, come uscirne? Ecco tutto quello che è bene sapere in merito. 

Quando si è un cattivo pagatore?

Prima di tutto, è importante capire quando si incorre nel rischio di subire questa segnalazione. Viene considerato cattivo pagatore chi va in debito con l’ente erogatore per più di due rate da pagare, anche non consecutive. È possibile trovare maggiori informazioni qui su cosa succede in caso di bollette non pagate, ma comunque sia il rischio maggiore è la segnalazione al Crif o ad altri registri di referenze creditizie.

Se il debito è nei confronti di un fornitore di energia elettrica, di gas o altri beni, un ritardo prolungato può portare anche alla chiusura della fornitura, mentre quando il debito è verso una banca si incappa nel rischio di non poter più accedere a prestiti o altre agevolazioni.

Come accorgersene

Come scoprire se si è possessori di questa specie di “bollino nero”? In realtà sapere se si è stati inseriti nella lista dei cattivi pagatori non è difficile, e il modo più veloce ed efficace consiste nell’affidarsi a un’azienda specializzata in visure del cattivo pagatore. Questi si occuperanno di fare tutti i dovuti controlli per verificare la presenza o meno di segnalazioni negative a proprio carico, con tempistiche brevi che possono raggiungere al massimo i 15 giorni lavorativi.

Se, quindi, si è saltata qualche bolletta, il consiglio è di richiedere una visura per sicurezza, anche e soprattutto nel caso in cui si abbia la necessità di trovare un nuovo fornitore, perché se si è in questa lista non procederanno ad allacciare una nuova utenza.

Da non confondere, comunque sia, la segnalazione del fornitore di luce e gas con quella al Crif, che invece riguarda le banche: se si è stato segnati in questa seconda lista non si potrà ricevere finanziamenti o prestiti, ma non si avranno ripercussioni legate alle forniture.

Morosità e cancellazione

Una volta che si finisce nella lista del cattivo pagatore, non ci si rimane per sempre, ma è possibile uscirne: il tempo che occorre, però, dipende dai casi.

Innanzitutto bisogna saldare il debito, che comporta anche l’aggiunta della morosità legata al ritardo del pagamento: il tasso fissato dal gestore deve essere in linea con il tasso previsto dalla Banca Centrale Europea. Per la totale cancellazione del proprio nome dalla lista nera è necessario soltanto aspettare i tempi previsti: si parla di solito di 12 mesi per una o due rate arretrate, e di 24 mesi per tre o più rate non pagate.

Va ricordato che cambiare gestore non significa poter evitare di saldare il debito, perché il vecchio fornitore può comunque avvalersi del corrispettivo Cmor.



Questo è un articolo pubblicato il 06-06-2023 alle 09:00 sul giornale del 16 giugno 2023 - 134 letture



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