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comunicato stampa

UDC: "La variante di Centinarola non c'è più. Ora cosa farà l'imprenditore?"

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La Variante di Centinarola non è più in discussione il consiglio comunale vota contro e la maggioranza si spacca. Il Sindaco tragga le conclusioni e si dimetta. Cosa farà l’imprenditore che ha investito su quella variante? tirerà fuori dalle tasche il sasso che lanciò pubblicamente sulla stampa qualche giorno fa?

Una vicenda che non deve finire nel silenzio, bisognevole di trasparenza, per questo in qualità di segretario politico dell'UDC, insisto nel pretendere chiarezza tornando in argomento.

È veramente originale che un imprenditore si reca in Comune per affrontare un tema amministrativo, come una variante, e l’amministratore, assessore Paolini, che incontra lo spedisce da un tale Minardi che certo non era né Sindaco né assessore al comune di Fano in quel periodo. Altrettanto originale che lo riceva in una sede di partito, il PD, e che da quanto dice l’imprenditore nel primo intervento il Minardi, allora consigliere regionale, asseconda la proposta.

Ma a che titolo con quali poteri un cittadino, che interloquisce con un amministratore, può essere indirizzato ad un altro amministratore che non ha nessuna competenza connessa alla proposta ? e lo incontra in una sede politica, in questo caso il PD, che è partito di maggioranza al Governo di questa città!.

È evidente che quanto accaduto crea dibattito, perplessità e curiosità fra i cittadini, purtroppo anche dubbi che anche lo stesso PD dovrebbe chiarire .

In una vicenda come questa, dalle forti implicazioni economiche, è importante che vadano prima di tutto fugati dubbi nei rapporti fra l’imprenditore , amministratori e politici contattati.

La prima cosa che dovrebbero fare l’ex assessore Paolini, il Sindaco Seri e l’ex consigliere regionale Minardi è quella di dichiarare subito che con l’imprenditore non sono stati intrattenuti rapporti di tipo economico anche assolutamente legali come il finanziamento di una campagna elettorale o come l’assunzione di impegni che non competono ai singoli amministratori ma ad organi collegiali.

E’ evidente a questo punto che, essendo il Consiglio comunale sovrano, l’operazione non si farà più, anche perché la Giunta è in scadenza, e quindi l’imprenditore ha un’unica possibilità, agire per vie giudiziarie nel caso si senta leso nei suoi interessi perché si è affidato alle promesse o rassicurazioni date da persone il cui comportamento lo ha tratto in errore.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2023 alle 15:44 sul giornale del 01 giugno 2023 - 136 letture






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