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comunicato stampa

Tarsi-Pierpaoli (FdI): "La Giunta Seri si ricorda dei disabili solo in prossimità delle scadenze elettorali"

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Eppur si muove! Apprendiamo dalla stampa che, dopo 9 anni dal suo insediamento, la giunta Seri ha finalmente preso atto che a Fano vivono persone con disabilità, che devono affrontare ogni giorno problemi di ogni genere.

Ci sarebbe da gioire, se non fosse che un risveglio dell’amministrazione fanese così improvviso, dopo 9 anni di letargo, lascia perplessi e sconcertati, perché nasce il sospetto che si tratti solo di una trovata pre-elettorale che purtroppo non corrisponda ad una vera sensibilità nei confronti delle molteplici esigenze dei disabili e delle loro famiglie.

Nel 2019, in occasione delle elezioni amministrative, il tema del Disability Manager venne proposto con forza dal programma elettorale del cdx, dove trovò largo consenso. Ma già nel 2018 Bertoglio (Fratelli d’Italia Fano) sollecitava Seri su due obiettivi: istituire anche a Fano la figura del Garante della Disabilità e potenziare i servizi turistici in chiave accessibile e inclusiva per aspirare al conferimento della prestigiosa Bandiera Lilla; Seri rispondeva con la promessa di accogliere la proposta di istituire il Garante. Nel marzo 2019, cioè due mesi prima delle elezioni amministrative, la Giunta Seri prese in esame un regolamento per l’istituzione del Garante per la disabilità; a quel regolamento non è seguita nessuna nomina, e il garante ancora oggi non c’è.

Nel frattempo, mentre Fano rimane al palo, Pesaro si è dotata del Garante e Senigallia ha ottenuto la Bandiera Lilla.

La promessa di Seri del marzo 2018 si è trasformata in 5 lunghi anni di attesa. Ora, ad un anno dalle nuove elezioni, si torna a parlare di barriere architettoniche e di Garante, con una perfetta ricorsività ciclica preelettorale. Il fatto che la giunta Seri si svegli ora dal suo letargo e annunci la figura del Garante SOLO UN ANNO PRIMA DELLA FINE DEL SUO MANDATO è chiaramente una pura operazione di facciata, falsa nel merito e profondamente offensiva nel metodo perché lesiva della dignità delle persone con disabilità: i loro diritti e le loro richieste sono stati rinchiusi nel cassetto per 5 anni e vengono rispolverati SOLO oggi e SOLO per attirare qualche consenso elettorale, per dare visibilità a chi è sempre alla ricerca dei riflettori, o peggio ancora per facilitare collaborazioni strategiche e di facciata tra forze politiche diverse in previsione di prossime alleanze elettorali. Una operazione vergognosa, tardiva e squallidamente faziosa, perché i disabili vanno tutelati ogni giorno e non soltanto in prossimità delle scadenze elettorali.

L’attuale amministrazione ha già dimostrato in altre circostanze di non avere la necessaria sensibilità nei confronti della disabilità; la vicenda dell’altalena per bimbi disabili in carrozzina ne è l’esempio emblematico, che dimostra indiscutibilmente che il concetto stesso di “inclusione” è usato da alcuni amministratori fanesi con grande superficialità, più uno slogan che non un termine ricco di significato. Ci riferiamo all’altalena per disabili che, regalata alla città da un service club fanese, era stata installata nel parco giochi di Sassonia vicino alla piscina; un luogo pubblico e molto frequentato, facilmente fruibile dai bambini sia fanesi che turisti, un modo semplice per dire che tutti hanno diritto di giocare, e tutti possono farlo insieme. Poi l’altalena, giudicata non più a norma, venne rimossa da quel giardino pubblico e, con la scusa che sarebbe stata meglio controllata, venne spostata nel giardino della casetta degli scout, che non ha libero accesso e che si trova molto decentrato rispetto ai luoghi più frequentati della città. Conclusione: un bimbo in carrozzina che passeggi in Sassonia o in qualunque altro spazio pubblico della città potrà solo guardare i suoi coetanei mentre giocano, e se vuole andare in altalena può farlo solo negli orari e nei giorni consentiti, dopo aver chiesto l’autorizzazione all’ingresso nella casetta scout.

Mentre la giunta fanese spesso si vanta in modo autocelebrativo di aver realizzato parchi giochi “inclusivi”, la realtà dei fatti è che in nessuno dei parchi pubblici della città è stata installata un’altalena per carrozzine, quindi nessun parco-giochi è in grado di accogliere i bimbi con disabilità gravi. Questa, a nostro parere, non è vera “inclusione”, ma è solo un triste esempio di come la cultura della parità dei diritti sia praticata dalla giunta Seri in maniera molto superficiale e strumentale: il termine inclusione è usato più per la ricerca di visibilità di alcuni che non per volontà di rendere concreti i principi di accoglienza e di rispetto delle esigenze delle persone con disabilità. Una città che si definisce “città dei bambini” dovrebbe dare la priorità alla uguaglianza dei diritti di tutti i bambini, senza distinzioni tra chi è performante e chi non lo è. In caso contrario, Fano non è la “città di tutti i bambini” ma solo la città dei bambini normodotati, non è una città realmente inclusiva ma solo la “città delle discriminazioni”.

Alla giunta Seri suggeriamo di dedicare meno tempo ai selfie e ai post sui social, e maggiore attenzione alle emergenze reali della città.

Lucia Tarsi – Giuseppe Pierpaoli



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-02-2023 alle 10:57 sul giornale del 06 febbraio 2023 - 82 letture






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