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Ortopedia, Biancani (PD): “Che fine hanno fatto i 50 posti letto per la provincia di Pesaro-Urbino?"

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“Ancora non sono stati attivati i 50 posti letto di ortopedia previsti per la Provincia di Pesaro Urbino già dal 2018 – ricorda Biancani, Vicepresidente del Consgilio Regionale (PD) -. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Regione per chiedere se intenda attivarli velocemente, verificando prioritariamente la disponibilità delle strutture pubbliche esistenti o di quelle convenzionate senza aspettare il nuovo Piano Socio-Sanitario. Attendere la nuova programmazione vorrebbe dire perdere altro tempo, costringere i cittadini ad andare in Romagna e aumentare i costi della mobilità passiva".

“La necessità di questi posti letto per ortopedia è stata sancita nel 2018 quando, nell’accordo per il nuovo ospedale tra Pesaro e Fano, si stabilì che sarebbero stati realizzati a Fano. Lo scopo di questi posti letto è fornire ai cittadini un servizio sanitario di qualità e di cui c’è moltissima richiesta. Ad oggi, non avendo ancora attivati i 50 posti letto di ortopedia previsti, tantissimi persone si rivolgono alla sanità dell’Emilia Romagna anche per interventi di poco conto, aumentando le spese della sanità marchigiana, visto che poi la Regione deve trasferire le risorse all’altra Regione.

Da un recente studio dell’Università Politecnica delle Marche, elaborato in collaborazione con l’ARS, nel quinquennio 2017-2021 la provincia di Pesaro e Urbino ha registrato una mobilità passiva ospedaliera extraregionale pari al 34,85% di quella regionale (per un valore di circa 40 milioni di euro) e le prestazioni ortopediche giocano un ruolo importante in questa spesa.

Nonostante i bisogni dei cittadini e i costi che sosteniamo non avendo questi posti letto, nel 2021 con la cancellazione del progetto dell’ospedale nuovo “Marche Nord”, da oltre 600 posti letto, si è revocata anche la collocazione dei 50 posti letto, previsti a Fano dalla stessa delibera revocata.

A complicare il quadro è arrivata anche la riforma delle aziende sanitarie. A gennaio infatti nascerà la nuova AST provinciale, che dovrà produrre un gran numero di atti e programmi per riorganizzare i suoi servizi e, contemporaneamente, la Regione dovrà completare l’aggiornamento del nuovo Piano Socio-Sanitario.

Il rischio è che prima di attivare i posti si attenda il completamento di questi passaggi, continuando per mesi a non dare questo servizio importantissimo ai cittadini e spendere per pagare le cure in Romagna.

Per queste ragioni nell’interrogazione, sottoscritta anche da Micaela Vitri e dal gruppo PD, non solo chiedo con che tempistiche la Regione intenda attivare questi posti letto, ma suggerisco anche di non attendere l’approvazione del nuovo Piano Socio-Sanitario, che richiederà mesi, in cui i cittadini continueranno a rivolgersi fuori regione.

Ritengo che i 50 posti letto debbano essere attivati prioritariamente presso le attuali strutture pubbliche, ma che occorra, sin da subito, verificare la reale disponibilità sia di spazi che di personale e, solo qualora emerga l’impossibilità di collocarli nelle strutture pubbliche, verificare chi tra quelle convenzionate sia in grado di attivare in tempi rapidi le prestazioni ortopediche richieste.

Mi auguro che la Regione comprenda i bisogni del nostro territorio e l’urgenza di attivare questi posti letto che permetterebbero di colmare una lacuna del nostro sistema sanitario in provincia di Pesaro Urbino, migliorando la sanità regionale e riducendo i costi di mobilità passiva. Con la revoca dell’accordo per il nuovo ospedale Marche Nord non ci sono più motivi per non attivare in tempi rapidi i posti letto necessari.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2023 alle 18:36 sul giornale del 10 gennaio 2023 - 110 letture






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