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Lubrica: il tradimento della terra

2' di lettura Fano 19/11/2022 - L'amore è uno stato di grazia, una dimensione in cui la nostra miseria è sospesa, dove il cinico ha la libertà di essere ingenuo e il milionario quella di sentirsi bello.

Quando ho sentito il terremoto mi sono girate le scatole, perché tutto trema, tutto si muove, anche ciò che di solito siamo portati a credere il luogo più sicuro, la casa.

Anche quando non ci sono danni qualcosa cambia.

Perché senti tante piccole scosse e la terra è strana e a me sembrava di camminare sopra un grandissimo pallone gonfiato.

La terra è la nostra base, siamo terreni e siamo coi piedi per terra, anche se a volte proprio la terra ci tradisce.

Ma non ci tradisce veramente, perché la terra si muove come noi, ma noi siamo troppo veloci e non lo vediamo perché duriamo troppo poco.

Ma quando si muove lo sentiamo.

E allora tutto cambia e la terra diventa come l’acqua.

Noi sappiamo che tutto scorre e che non ci si bagnerà mai due volte nello stesso fiume.

Ma cosa succede quando crollano le nostre sicurezze?

Succede che acquisiamo una nuova coscienza e diventiamo sensibili ai problemi della Terra, ne sentiamo il respiro e ogni più piccolo brivido.

Per noi la Terra rimane una madre, quando trema non dovrebbe farci male.

Invece ce ne fa perché è in grado di distruggere le nostre certezze, le nostre illusioni, i nostri edifici e castelli più o meno costruiti nella sabbia.

Noi resistiamo soltanto se stiamo alla larga da quello che abbiamo costruito, che però è quello che ci dà sicurezza.

Perché in fondo noi siamo proprio quel cambiamento di cui abbiamo paura e infatti cambiamo continuamente.

Tutto si sgretola, le case, i sentimenti, gli affetti.

Aspettiamo che qualcosa cambi e che torni un punto di riferimento mentre il mondo crolla.

Costruiamo cose che vorremmo eterne e nel mentre invecchiamo a piccoli passi.

Siamo servi della Terra, una terra ingrata che ci ha insegnato a non aspettarci nulla.

In un mondo violento che non ci sopporta più e vorrebbe scrollarci di dosso come si scrolla un cane bagnato.

O forse potremmo ritrovarci lontano dalle case, sdraiati in un prato la sera, con qualcuno da amare e ignorare la terra che trema guardando le stelle.






Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2022 alle 08:08 sul giornale del 21 novembre 2022 - 5754 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Carlo Tortarolo, teatro goldoni firenze

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