Anastasia ritrovata in un trolley: “Era silenziosa e gentile”. Convalidato il fermo dell’ex marito pronto alla fuga: in tasca aveva quasi 4mila euro

4' di lettura Fano 15/11/2022 - I tasti di un pianoforte. Come immagine di copertina per il suo profilo Facebook, Anastasia aveva scelto una delle sue passioni. Era brava a suonare, ma anche a insegnare piano e canto ai bambini, come sanno alla scuola musicale Bramucci. Il suo talento si è spezzato con lei, dopo che è stata uccisa con tre coltellate dall’uomo che avrebbe dovuto amarla, proteggerla. E rispettarla, nel caso se ne fosse voluta andare. E in effetti la 23enne aveva deciso di porre fine a quella relazione fatta di liti e maltrattamenti. Prima la denuncia ai carabinieri, appena due giorni dopo la sua scomparsa finita in tragedia.

Anastasia Alashri, ucraina, era scampata alle bombe russe. Era arrivata da Kiev proprio con il marito Amrallah Mostafa Alashrj - 42enne egiziano - e il loro figlioletto di due anni. A Fano il tentativo di ricominciare, lontano dagli orrori della guerra, dai soprusi degli uomini su altri uomini. Eppure la violenza era rimasta una costante. Quella degli uomini contro le donne. La 23enne aveva detto basta, il marito non aveva saputo accettarlo. Venerdì scorso la denuncia ai carabinieri per porre fine alle vessazioni, alla morsa di un uomo che non la voleva lasciare andare. Non c’è stato il tempo, non c’è stato il modo. Forse sono mancati gli strumenti, le norme, le soluzioni tempestive. Perché di fronte a simili minacce, anche quando appena velate, non si può aspettare. Perché certi campanelli d’allarme dovrebbero suonare prima. E molto più forte.

Silenziosa e gentile. La definisce così chi aveva avuto il piacere di conoscerla. Forse anche inquieta e triste, secondo il giudizio di altri che la osservavano, sì, ma che in fondo non ci avevano quasi mai parlato. Era brava pure sul lavoro, di certo benvoluta. “Sarai sempre nei nostri cuori”, ha scritto Martina Carloni sui social, proprietaria dell’Osteria dalla Peppa, dove Anastasia aveva trovato lavoro come cameriera. È stato uno dei suoi colleghi – un amico – a darle ospitalità lontano dalla casa che aveva condiviso con suo marito, un appartamento di via Trieste in zona Lido. Lunedì un trambusto fuori stagione, in quella viuzza in cui d’estate trovano alloggio diversi turisti. Lunedì soltanto freddo, vento, pioggia, divise, nastri sigillanti e telecamere.

È dentro quella casa che potrebbe essersi consumato il delitto, mentre il figlio della coppia si trovava dall’amico di Anastasia. Lei domenica mattina era tornata per prendere alcuni indumenti. Lì deve aver incontrato l’ex marito. Il resto sono ombre su cui si sta cercando di far luce. Come il fatto che il cellulare della ragazza si trovasse sotto il cavalcavia che porta all’ex pista dei go kart di Sassonia: probabilmente un depistaggio, dato che il corpo è stato trovato a chilometri da lì. Diverse le ferite da taglio riscontrate, al collo e all’addome. Ad aggiungere inquietudine all’inquietudine è il fatto che sia stato rinvenuto all’interno di un trolley, nascosto tra i rovi in zona Belgatto a Fano, nei pressi del torrente Arzilla. Sarebbe stato difficile arrivare fin lì, in quel posto angusto e pieno di vegetazione, se non fosse stato proprio il 42enne a indicare dove trovare il corpo di Anastasia.

L’uomo ha parlato dopo quattro ore di interrogatorio. Era stato rintracciato e fermato alla stazione di Bologna, da dove probabilmente sperava di sparire per sempre: i quasi 4mila euro che aveva con sé sembrano fugare ogni dubbio a riguardo. Voleva andarsene dall’Italia, dunque. Il Paese che aveva accolto lui, Anastasia e il loro bambino ora rimasto solo, la cui sorte è appesa alle decisioni di un tribunale. Pare sia atteso l’arrivo della nonna materna, la mamma di Anastasia. Intanto è stato convalidato il fermo che ha bloccato Alashrj nel carcere di Bologna, dove dovrà rimanere in custodia cautelare. Di fronte al giudice per le indagini preliminari avrebbe ammesso almeno in parte il litigio avvenuto domenica con l’ex moglie. Altro non avrebbe saputo o voluto aggiungere. L'accusa nei suoi confronti è quella di omicidio. È lui il principale indiziato per la morte della 23enne. La ragazza bella, silenziosa e gentile che – a differenza sua - Fano aveva imparato ad amare.

Per le tue foto e segnalazioni, per ascoltare il radiogiornale di Vivere Fano e per ricevere le nostre notizie in tempo reale iscriviti al nostro servizio gratuito di messaggistica:

  • per Whatsapp salvare in rubrica il numero 376 03 17 897 e inviare un messaggio qualsiasi allo stesso numero
  • Per Telegram cercare il canale @viverefano o cliccare su t.me/viverefano







Questo è un articolo pubblicato il 15-11-2022 alle 19:54 sul giornale del 16 novembre 2022 - 6380 letture

In questo articolo si parla di cronaca, fano, ucraina, femminicidio, articolo, Simone Celli, anastasia alshri

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/dCUR





logoEV
logoEV