Sabato la Camminata per la Pace

2' di lettura Fano 19/10/2022 - Il conflitto iniziato nel 2014 ed esploso poi il 24 febbraio 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa facendo decine di migliaia di vittime, col rischio di diventare un conflitto di lunga durata con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro delle popolazioni europee, per l’accesso al cibo e all’energia di centinaia di milioni di persone, per il clima del pianeta, per l’economia globale.

Siamo e saremo sempre dalla parte della popolazione civile, delle vittime della guerra e dei pacifisti russi e ucraini che si battono per porre fine all’aggressione militare. Vediamo semi di speranza nelle migliaia di cittadini russi, donne e uomini, che sfidando un regime brutale lottano contro la guerra rischiando pestaggi e galera. Molti altri fuggono dal paese per non essere arruolati. Così come migliaia di pacifisti ucraini che rifiutano la guerra rischiando la vita. Chiediamo che quanti si rifiutano di fare la guerra siano accolti in Italia e tutelati dalla legge.

Questa guerra va fermata subito e va cercata una soluzione negoziale, ma non si vedono sinora iniziative politiche né da parte degli Stati, né da parte delle istituzioni internazionali e multilaterali che dimostrino la volontà di cercare una soluzione politica alla crisi. Occorre invece che il nostro paese, l’Europa, le Nazioni Unite operino attivamente per favorire il negoziato e avviino un percorso per una conferenza internazionale di pace che, basandosi sul concetto di sicurezza condivisa, metta al sicuro la pace anche per il futuro. Bisogna fermare l’escalation militare. Le armi non portano mai la pace, ma solo nuove sofferenze per la popolazione. Non c’è nessuna guerra da vincere: noi invece vogliamo vincere la pace, facendo tacere le armi e portando al tavolo del negoziato i rappresentanti del governo ucraino, di quello russo, delle istituzioni internazionali.

La popolazione italiana, nonostante sia sottoposta a una massiccia propaganda, continua ad essere contraria al coinvolgimento italiano nella guerra e a chiedere che si facciano passi concreti da parte del nostro governo e dell’Unione Europea perché sia ripresa con urgenza la strada dei negoziati. Questo sentimento maggioritario nel paese è offuscato dai media e non è adeguatamente rappresentato nel Parlamento. Occorre dargli voce perché possa aiutare il Governo a cambiare politica ed imboccare una strada diversa da quella attuale.


   

da Organizzatori





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2022 alle 10:05 sul giornale del 20 ottobre 2022 - 194 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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