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La Bcc di Pergola e Corinaldo blocca l’indicizzazione dei tassi fino a fine anno. Una misura straordinaria, della quale potranno beneficiare i soci

3' di lettura Fano 15/10/2022 - Dopo aver avviato la moratoria dei mutui e messo a disposizione delle popolazioni alluvionate un plafond dedicato con condizioni ampiamente agevolate, la BCC di Pergola e Corinaldo mette in atto un altro intervento del tutto straordinario, una agevolazione del cui tipo non si ricordano precedenti.

Misure in questo caso rivolte a tutti i soci dell’istituto di credito intestatari di un mutuo, per tentare di contrastare il momento di crisi che attanaglia famiglie ed imprese soprattutto a causa dell’aumento dei costi energia, dell’inflazione e del conseguente balzo in avanti dei tassi di interesse disposto dalla Banca Centrale Europea, che va a incidere in maniera importante su un’economia già in forte difficoltà. Con il nuovo provvedimento adottato per tre mesi – a partire dallo scorso primo ottobre e fino a fine anno – la banca ha disposto il blocco dell’indicizzazione dei tassi, di conseguenza i soci si troveranno a pagare per i propri mutui a tasso variabile rate senza aumenti. Della parte eccedente si farà carico la stessa BCC di Pergola e Corinaldo. Una decisione presa sulla scorta dello spirito cooperativistico che le è proprio, prevedendo un sostegno per la sua compagine sociale.

Tornando indietro di qualche settimana, va ricordato che la BCE nella seduta dell’8 settembre ha rialzato i tassi di 75 punti base, dopo un precedente rialzo di 50 bps già avvenuto lo scorso luglio. Immediate le conseguenze sul parametro euribor a sei mesi a cui sono indicizzati i mutui contratti dai clienti della banca, passato dal -0,50 di gennaio al +1,55 di fine settembre. Uno scossone non indifferente, che ha portato i vertici della BCC ad una riflessione, nel chiedersi quale effetto avrebbe avuto tale rialzo su famiglie e imprese già gravate dal caro bolletta. Per comprendere meglio la portata dell’intervento bastano un paio di semplici esempi. Prendendo il caso di una famiglia che ha contratto un mutuo di 100 mila euro, l’aggravio mensile per i soli maggiori interessi sarebbe stato di 120 euro. Per un’impresa con mutuo di 500 mila euro, l’aggravio mensile sarebbe corrisposto a 585 euro sempre a causa dei maggiori interessi. Aumenti che, come è facile intuire, non sarebbero stati facilmente assorbibili in un contesto delicato come quello attuale.

“Nello statuto – spiega il presidente del consiglio di amministrazione, Fabio Vernarecci – c’è scritto che nell’esercizio della nostra attività siamo ispirati da principi cooperativi e di mutualità, e che il nostro scopo in parte è anche quello di favorire i soci. Abbiamo quindi deciso di farci carico noi, per questi ultimi tre mesi dell’anno, dei maggiori interessi che altrimenti avrebbero gravato sui bilanci familiari ed aziendali dei nostri soci, intestatari di mutui a tasso variabile.” Una manovra importante, resa possibile grazie all’ottimo profilo reddituale e patrimoniale della banca. E i cui vantaggi, ancora una volta, vengono condivisi dall’istituto con la propria base sociale.







Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 15-10-2022 alle 15:02 sul giornale del 17 ottobre 2022 - 118 letture

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