SEI IN > VIVERE FANO > CULTURA
comunicato stampa

"Teresa Iacucci - artista fanese", venerdì l'inaugurazione della mostra alla chiesa di Sant'Arcangelo

4' di lettura
296

TERESA IACUCCI (1925-2017) - ARTISTA FANESE” Fano, chiesa di Sant’Arcangelo dal 16 al 25 settembre 2022 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA VENERDì 16 SETTEMBRE ALLE ORE 18,30

A distanza di cinque d’anni dalla sua scomparsa, si vuole ricordare con questa mostra e con la presentazione al pubblico del catalogo, uno degli artisti marchigiani meno conosciuti ma non trascurabili del secondo Novecento. Un omaggio doveroso, quindi, per lasciare a futura memoria il ricordo di una vita operosa quanto discreta, trascorsa nell’arte e nella meraviglia che dall’arte scaturisce.

TERESA IACUCCI (Fano, 21 gennaio 1925 – Pesaro, 26 febbraio 2017) ha dedicato la vita alla poesia, alla pittura, alla scultura e all’amore per la natura. Dotata di una sensibilità e di un talento non comuni, ha saputo “vivere” l’arte così come un monaco vive la spiritualità.

Hanno scritto di lei e della sua opera:

“[...] La prima cosa che mi ha colpito è stata la sua capacità di superare gli impacci dell’autodidatta e di capire con una finezza straordinaria, con un intuito vigoroso, non solo le formulazioni tecniche, ma la propria carica poetica. Poi, subito, mi ha convinto la singolarità di una pittura che non ha nulla di femminile; quella sovrabbondanza di grazia, cioè, di pathos che si riscontra nelle opere delle donne che oggi dipingono.

L’Antonucci [è il cognome del marito] ha un temperamento robusto, certamente nervoso ed irrequieto ed anche quando parte da un dato sentimentale l’origine letteraria non supera la sua forza naturale, così come i richiami evidenti all’espressionismo dei grandi maestri non coprono la natura della sua attiva drammaticità. Neppure il riscontro di una pittura assai più lontana nasce da una ripetizione culturalistica, ma da una personale libertà...” (Valerio Volpini, 1963)

“[...] Più volte mi son chiesto se anche le sorti della pittura, come quelle della poesia, non siano affidate a pochi ignoti piuttosto che ai molti celeberrimi: così oggi, davanti a questa mostra della mia conterranea Teresa Antonucci...

[...] qui tutto è vivo e impetuoso, anche nel bianco e nero: quel vigore emotivo, quei nudi estenuati, vestiti di paura, quegli occhi enormi fra lo sgomento e l’angoscia...“ (Fabio Tombari, 1965)

“[...] In queste opere di figura la pennellata sembra farsi più magra e guardinga, quasi per un tremore di timidezza, quasi per il ti- more di perdere le forme che qui contano; le maschere, i corpi, non possono essere approssimativi, devono rispondere ad un in- timo rigore severamente vogliono raccontare una loro storia, e sia pure immaginata. [...] Ma quanto effettivamente conta è altro: proprio la denuncia d’una vera sofferenza, o un desiderio di evasione che venga frustrato da presagi che possono impaurire: così candidamente espressi che si commuovono, e sono, a mio parere, ben suoi. “ (Francesco Carnevali, 1965)

“[...] l’uomo ha come tradito la sua natura e si è vestito, prigioniero di una realtà svisata, di abiti che non sono più suoi: solo gli animali, che popolano questi suoi ultimi lavori, liberi dalle finzioni, vivono autenticamente. C’è qualcosa di istintivo nel loro comportamento che l’uomo – sembra suggerire l’autrice – dovrebbe recuperare con il filtro dello spirito ma che ormai ha perso forse definitivamente. Il discorso sulla pittura che viene fuori da questa mostra fa trasparire, in definitiva, un’appassionata difesa del proprio “mestiere di vivere” che nella Antonucci che si è tradotto sempre più coerente- mente in vocazione a dipingere. (Giancarlo Nicolini, 1975)

“[...] Vorrei che, chi si occupa dello smantellamento della sua casa e delle sue cose non buttasse via né i suoi quadri, peraltro bel- lissimi, né le sue statuine: mi piacerebbe che fossero esposte, in qualche strada, dove la gente potesse prenderle e portarsele a casa per amarle e farne oggetto di compiaciuti sguardi. Teresina Jacucci ne sarebbe contenta e paga.“ (Ivana Baldassarri, 2017) Con l’ampia esposizione nella sua città natale si intende realizzare un evento davvero eccezionale: le opere - sculture, dipinti e grafica - messe a disposizione del pubblico in così gran numero, rappresentano presso- ché nella sua interezza il lavoro dell’artista e saranno messe in vendita (il ricavato, per disposizione testa- mentaria dell’autrice, verrà devoluto a organizzazioni benefiche sul nostro territorio). Iimpossibile sarà perciò in futuro ripetere una mostra come questa, che resterà un’unica occasione per ammirare il lavoro della Iacucci prima che questa produzione artistica si disperda in collezioni private.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-09-2022 alle 15:36 sul giornale del 15 settembre 2022 - 296 letture






qrcode