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Carenza di psichiatri, interrogazione di Biancani. "Le dimissioni testimoniano la gravità della situazione, il carico sul personale è troppo"

andrea biancani 4' di lettura Fano 08/07/2022 - Mancano sempre più psichiatri al Dipartimento di Salute Mentale di Pesaro e Fano e i pazienti e le loro famiglie sono penalizzati, per questo ho presentato un'interrogazione regionale. La causa non sono solo i pensionamenti, il godimento di ferie arretrate e le malattie, ma anche alcune dimissioni.

Queste ultime, tra l’altro, sembrano legate al contesto lavorativo estremamente logorante dal punto di vista psicofisico, soprattutto alla luce della carenza di organico. Un gatto che si morde la coda, visto che più psichiatri se ne vanno, maggiore diventa il carico per gli altri.

Gli psichiatri dell’ASUR oltre ad occuparsi dei reparti di psichiatria degli ospedali, gestendo le urgenze, i ricoveri volontari e quelli in Trattamento Sanitario Obbligatorio e le consulenze agli altri reparti, lavorano in tutti gli altri servizi territoriali.

I servizi territoriali includono i Centri di Salute Mentale (CSM) dove vengono coordinati gli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale, tramite un programma terapeutico individualizzato e dove vengono effettuate attività psichiatriche ambulatoriali, di consulenza e di emergenza/urgenza. Tali Centri hanno sedi dislocate anche in vari Comuni del territorio (Mondolfo, Vallefoglia, ecc.). Oltre a questi ci sono i centri diurni preposti ad attività riabilitative, nei quali i pazienti sperimentano abilità nell’attività quotidiana e nelle relazioni interpersonali e le strutture riabilitative residenziali extra-ospedaliere, nelle quali lo psichiatra verifica periodicamente l’attuazione del programma personalizzato. Infine ci sono il dipartimento per i disturbi alimentari, le visite nelle carceri e le collaborazioni con i centri gestiti da associazioni e cooperative come CeIS, Alpha e T41.

La mancanza di personale sta provocando già ritardi nelle prestazioni nella maggior parte di questi servizi. Sta diventando difficile coprire tutti i turni, le reperibilità e garantire gli interventi urgenti e notturni presso i due Servizi di Diagnosi e Cura Psichiatrici ospedalieri di Pesaro e Fano. Anche le prime visite, fondamentali per la presa in carico e l’avvio dei programmi terapeutici individualizzati, subiscono rallentamenti di mesi, per non parlare della difficoltà che gli operatori delle comunità residenziali incontrano nella gestione degli ospiti, quando manca il monitoraggio dello psichiatra.

La scelta della Regione di chiudere in futuro il reparto di psichiatria di Pesaro e di lasciare attivi solo Fano e Urbino in realtà creerà ulteriori problemi per il personale, perché la gran parte dei servizi territoriali resteranno a Pesaro e in parte saranno trasferiti a Mombaroccio costringendo i medici a ulteriori spostamenti che tolgono tempo alle visite e alle cure dei pazienti.

Il rischio è che anche i pochi professionisti rimasti in servizio, visto l’alto carico lavorativo e di stress che il tipo di lavoro, l’assenza di colleghi e la futura organizzazione comportano, se continuerà questa situazione, decidano di dimettersi per cercare lavoro in altre regioni che offrono condizioni lavorative migliori, mettendo ulteriormente in crisi i servizi.

Per queste ragioni ho presentato un’interrogazione per sollecitare la Regione a farsi carico di questo problema e avviare bandi per assumere al più presto un numero di psichiatri sufficiente a garantire i servizi e condizioni di lavoro adeguate a tutti i professionisti. Non è una questione che riguarda solo il lavoro dei medici e la salute dei pazienti, ma anche il benessere di chi gli sta vicino. Chi ha problemi psichiatrici spesso deve essere seguito costantemente dalle famiglie, che fanno tanti sforzi e sacrifici per stare a fianco dei propri cari e che senza il giusto supporto delle strutture pubbliche faranno sempre più fatica a veder garantiti salute e diritti dei loro parenti.

Mi auguro che Regione e Asur riescano a dare una risposta rapida ed efficace attraverso nuove assunzioni, rivedendo anche alcune scelte riguardo il trasferimento dei servizi fuori da Pesaro che in questo contesto risultano ancora più sbagliate, perché oltre ad allontanare i pazienti da contesti sociali strutturati e dalle famiglie, costringeranno gli psichiatri ad ulteriori spostamenti aumentando il carico lavorativo e togliendo tempo alle visite e alle cure.

L’interrogazione è stata sottoscritta anche da Micaela Vitri e dal Gruppo PD.


da Andrea Biancani
Vicepresidente Consiglio Regionale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2022 alle 17:56 sul giornale del 09 luglio 2022 - 259 letture

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