Parte il progetto "Non tirare il pacco" della Caritas Diocesana

5' di lettura Fano 01/07/2022 - Come Caritas Diocesana di Fano Fossombrone Cagli Pergola - con il supporto della Diocesi – oggi lanciamo il progetto “Non tirare il Pacco” (NTP). Si tratta di un’iniziativa che ha come obiettivo principale quello di una attenta analisi del territorio, sia dal punto di vista sociale degli interventi pubblici in atto, che del terzo settore, su povertà, grave marginalità e intersecandosi con il percorso sinodale avviato nei territori quest’anno.

NTP è innanzitutto un progetto di advocacy volto a rafforzare i diritti dei più fragili, deboli ed esclusi. E Caritas nasce appunto nel 1971 non per aiutare i poveri – che venivano aiutati già prima – ma per aiutare meglio i poveri, in forma più organizzata e per difendere i diritti degli esclusi, dei fragili, degli emarginati- per dare voce a chi non ha voce.
L'anno pastorale 2021-22 è profondamente segnato dalla vicenda della pandemia, che ha cancellato i luoghi di incontro con i più poveri e i più fragili e per gli effetti della guerra che è tornata in Europa e che vede tutti i paesi colpiti dalle sue conseguenze socioeconomiche, e dall’imminente crisi ambientale. Ed è anche l’anno in cui si sono programmate le
nuove politiche: Europee – il nuovo settennato –; Nazionali: con il lancio del PNRR; e nel nostro territorio è stato l’anno dell’approvazione dei piani sociali di zona.
In tutto questo dove sono gli esclusi, i fragili?

Assieme alle diverse occasioni di impegno e progettazione svolte dalla Caritas Diocesana, oggi con NTP vogliamo innanzitutto:
- Analizzare gli interventi pubblici nella nostra diocesi sul tema della fragilità e della povertà estrema con un osservatorio dedicato e specifico, al fine di proporre percorsi, interventi e riflessioni alla comunità intera.


Vogliamo avviare un Osservatorio della durata triennale che analizzerà l’IMPATTO delle progettazioni e delle azioni in campo, pubbliche e del terzo settore, cercando di capire come tali progettualità siano riuscite o meno a produrre un cambiamento nelle dinamiche della povertà. Si tratterà di un’analisi anche di tipo scientifico, grazie al supporto del
Dipartimento di Economia, Società e Politica dell’Università di Urbino. Nel corso di questo triennio cercheremo di allargare l’indagine e la collaborazione anche con le Caritas di Pesaro ed Urbino, con le quali abbiamo avviato un percorso di collaborazione fattiva volta ad unificare iniziative, interventi in maniera strutturate e sinergica.

E allora perché NTP: perché’ in questa osservazione ed azioni di advocacy parleranno i dati ed i rispondenti, ma soprattutto parlerà anche chi non risponde, chi ci “tirerà il pacco”.

Vogliamo farlo interamente con nostre risorse economiche per mantenere la massima autonomia operativa.
Saremo attenti osservatori e critici anche e soprattutto a partire dai nostri interventi. Vorremmo certamente ridare valore e soluzioni all’intervento sociale che negli ultimi tempi vengono sempre più fagocitati dal sistema sanitario e dal suo approccio, ed anche analizzare come gli ETS possano essere fautori di proposte e non solo beneficiari di risorse.
Infine, una analisi di impatto data da NTP risponde anche ai criteri della riforma del terzo settore richiede agli enti stessi, e quindi magari suggerirne indicatori, metodologie etc...

- Con NTP vogliamo avviare uno studio di fattibilità, assieme alla cooperativa Contatto, per l’avvio e la nascita di un Emporio Solidale, come quelli che stanno portando avanti nei territori della nostra regione diverse Caritas Diocesane assieme agli enti pubblici del territorio. Un emporio, come detto anche all’inaugurazione del Centro Ri-vestiamo, è un
luogo che dà il diritto di scegliere. È un luogo, ed è questo altrettanto importante, dove incontrare le fragilità ed i poveri. Perché la pandemia ha ancora di più isolato ed allargato i poveri, allontanandoli dai luoghi di comunità e dai diritti.

Uno studio di fattibilità che vuole innanzitutto intervistare e chiedere idee ed opinioni alle persone in difficoltà che serviamo. Poi vorremmo chiedere alle nostre comunità parrocchiali ed alla rete dei nostri centri di ascolto e dei volontari che ogni anno distribuiscono pacchi viveri, cosa pensano di un emporio solidale, e della poi probabile attivita’
che cambierebbero nel loro servizio. E poi vorremmo chiedere ed analizzare quale l’impatto sulla comunità di una tale azione; come potrebbe integrarsi con le politiche di intervento nel territorio di contrasto alla povertà. Nella speranza che poi questa iniziativa venga anche supportata da interventi pubblici.
E allora NTP è anche un titolo provocatorio che indica che non vorremmo più darti un pacco, ma fartelo fare da te assieme a noi, approfondendo i luoghi di incontro.

- Ultimo ma non per ordine di importanza NTP è anche un’azione che vogliamo mettere all’interno del secondo anno del percorso sinodale.
Nino Santarelli membro della segreteria del sinodo diocesano, ricorda che il tema delle povertà e delle disuguaglianze non riguarda solo la Caritas ma tutta la Chiesa e se ne deve fare carico in tutte le sue espressioni, incluso il laicato.
La sinodalità che si rafforza rendendo protagonisti i fragili, le persone che sono in stato di difficoltà e che non trovano molto spazio o sono timorose di essere protagonisti attivi all’interno della nostra Chiesa. Tra le priorità per il secondo anno del Cammino sinodale vi sono:
a. la corresponsabilità e formazione deli operatori pastorali: per cui NTP potrebbe aiutarci a conoscere e formarci meglio sulle politiche in atto per chi è più in difficoltà
b. ascolto dei “mondi” (poveri, giovani, donne, professioni, culture…) per cui NTP è uno strumento che possa favorire l’ascolto dei poveri e delle povertà, stimolandoci come Diocesi a trovare soluzioni e coinvolgimenti di comunità e di ascolto.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-07-2022 alle 11:41 sul giornale del 02 luglio 2022 - 252 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, Diocesi di Fano, comunicato stampa

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