Bosco al campo d'aviazione, gli ambientalisti: "Alberi? Si snatura l'area e si fa un danno all'avifauna"

3' di lettura Fano 22/06/2022 - E' apparso sulla stampa locale l'articolo "Il Comune di Fano realizzerà un nuovo bosco urbano": "Nel parco in zona Campo di Aviazione è prevista, nei prossimi mesi, un’azione di potenziamento del verde urbano per migliorare la qualità dell’aria e della vita a beneficio dei cittadini" (Vivere Fano, 17 giugno 2022).

Ben vengano gli alberi con le loro chiome e la loro ombra se la piantumazione riguarderà il margine dell’area destinata a divenire parco pubblico; se però gran parte dell'area, in nome di una maggiore vivibilità, diventasse oggetto di piantumazioni arboree e venisse trasformata in “verde attrezzato” si perderebbe la sua prerogativa - rara nel territorio costiero regionale - di ampia zona erbosa priva di alberi e non urbanizzata (complessivamente, la pista d’atterraggio erbosa e l’area destinata a parco pubblico hanno un’estensione di circa 100 ettari).

Per decenni l'Associazione Naturalistica Argonauta di Fano ha fatto presente (in libri e documenti) che la principale caratteristica del Campo d'Aviazione di Fano è quella di essere priva di alberi e non urbanizzata e che quindi non adatta a creare un bosco ex novo che cancellerebbe questa sua peculiarità.

L'articolo suindicato riporta che l'iniziativa di forestazione è volta a promuovere la biodiversità. In realtà il Campo d'Aviazione è ricco di biodiversità grazie alle sue caratteristiche attuali di distesa erbosa costiera. Infatti, grazie alla sua posizione, punto di collegamento tra la rotta migratoria lungo la costa adriatica e quella lungo l’asta fluviale del Metauro, il Campo d’Aviazione è di grande rilevanza per l’avifauna delle zone erbose aperte. Durante la migrazione numerose specie di uccelli sostano sui suoi prati (Stiaccino, Culbianco, Cutrettola, Piviere dorato, Strillozzo, ecc.), altre vi soggiornano nel periodo invernale (Pavoncella, Pispola, Saltimpalo, Codirosso spazzacamino, Beccamoschino, Migliarino di palude, ecc.); alcune vi nidificano (Quaglia, Allodola, Calandrella, ecc.). Capita che persino grandi trampolieri, come la Gru e la Cicogna bianca, e rapaci, come il Falco cuculo, l'Albanella minore, il Falco di palude, ecc. facciano una sosta nei prati del Campo d’Aviazione.

Ma non è solo per salvaguardare la biodiversità che quest’area aperta non dovrebbe essere banalizzata con piantumazioni arboree rilevanti e strutture ingombranti: da qui si gode di un ampio panorama verso l’entroterra. Nelle giornate con buona visibilità questa distesa erbosa diventa una finestra aperta sull’Appennino, lo sguardo può spaziare dal Monte Conero ai rilievi appenninici: Monti del Furlo, M. Nerone, M. Catria, M. Cucco, M. San Vicino. Barriere visive quali cortine di alti alberi impedirebbero questa visione panoramica.

Chiediamo pertanto un incontro urgente con il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente per valutare approfonditamente il progetto presentato alla stampa e trovare quindi una soluzione che non snaturi la vocazione dell’area e preservi la zona prativa che è la sua principale ricchezza.

In foto: Monti Catria e Acuto visti dal Campo d’Aviazione di Fano

per Argonauta Luciano Poggiani
per La Lupus in Fabula Claudio Orazi

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da Associazione Naturalistica Argonauta e La Lupus il Fabula







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2022 alle 15:51 sul giornale del 23 giugno 2022 - 602 letture

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