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Arretramento ferrovia, GruppozerO: "Stati Generali, tra informazione e disinformazione"

ferrovia pesaro 5' di lettura Fano 19/04/2022 - - Il 14 aprile, presso l’auditorium di Palazzo Antaldi di Pesaro, si sono svolti gli Stati Generali delle Infrastrutture, convocati in gran fretta dal sindaco Matteo Ricci.

- Il tema dominante dell’incontro è stato l’arretramento della ferrovia Gradara-Pesaro, un’opera da 1,2 miliardi di euro che permetterà di ridurre i tempi di percorrenza della tratta di circa 5 minuti.

- Un intervento estremamente importante per la rete nazionale dei trasporti che si pone l’obiettivo di migliorare il corridoio adriatico così come sollecitato dal Regolamento UE 1315/2013 che, con il Piano TEN-T, intende favorire l’integrazione dei Paesi europei e la decarbonizzazione della mobilità, con l’obiettivo di potenziare entro il 2030 il trasporto merci su ferro dall’attuale 11-12% al 30%, riducendo conseguentemente il trasporto su gomma.

- Impossibile essere in disaccordo con obiettivi di questa natura, ma i problemi nascono nel momento in cui dai buoni propositi si passa alla fase progettuale.

INFATTI, PREMESSO CHE:


1- La penisola sarà percorsa da due dorsali ferroviarie TEN-T:

a- il corridoio tirrenico di recente formazione, dove i treni possono raggiungere velocità di circa 300 km/h (alta velocità);
b- il corridoio adriatico, parzialmente da rinnovare, dove i treni potranno raggiungere la velocità massima di circa 200 km/h;

c- i capolinea sud del traffico merci sono rappresentati dai porti di Taranto e Gioia Tauro.


RISULTA EVIDENTE che la linea adriatica, per sua vocazionalità, risulterà interessata da un incremento esponenziale del traffico merci.
- Concetto espresso anche nella relazione “Business merci” di RFI dove si legge: “….il miglioramento dell’infrastruttura ferroviaria provocherà una crescita significativa dei volumi di trasporto ferroviario dei corridoi”.


NE CONSEGUE che in prospettiva il crescente flusso di treni merci risulterà particolarmente impattante per quelle località di mare a vocazione turistica che continueranno ad essere attraversate dalla linea ferroviaria.

- Mentre il bypass Gradara-Pesaro, pur allontanandosi dalla linea di costa, comporterà un forte impatto con i suoi viadotti che, oltre a lambire il nuovo ospedale e deturpare Fosso Sejore, imporrà una nuova stazione ferroviaria avente la quota dei binari a circa +10 ml da terra.

- Un tracciato che una volta realizzato non potrà contemplare l’ulteriore arretramento della linea Pesaro-Fano, se non vanificando il tratto Muraglia-Fosso Sejore e gettando quindi alle ortiche circa 500 milioni di opere compiute. Possiamo permettercelo?

- Come è possibile rilevare, le problematiche che scaturiscono dalla velocizzazione della linea ferroviaria sono tante e tutte meritevoli di una opportuna progettazione/programmazione capace di tutelare il territorio, conciliando le istanze di tutte le parti in causa.

- Per quanto sopra, risultano quanto meno preoccupanti le affermazioni pressapochistiche espresse dal sindaco Matteo Ricci nel corso degli Stati Generali, volte a massimizzare i vantaggi, minimizzando nel contempo gli aspetti negativi dell’operazione.
- Il tutto esprimendo dati e scenari inverosimili, al cospetto di una platea di portatori d’interesse locali inevitabilmente disinformati.

- Infatti, l’evento si è svolto senza l’ausilio di alcun progetto ufficiale e senza la partecipazione di rappresentanti del Ministero e/o delle RFI che potessero spiegare in maniera credibile l’intervento in programma.

- Relativamente a quanto espresso, al sindaco Matteo Ricci, si chiede:

  1. Lei afferma che un elemento a favore della nuova linea sia rappresentato dal polo logistico che potrebbe essere realizzato in corrispondenza della nuova stazione di Pesaro.
    - Come ritiene possibile conciliare la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria per passeggeri, con un polo logistico per la movimentazione delle merci, quando il piano dei binari sarà collocato a circa 10 ml da terra?

  1. Lei minimizza l’impatto prodotto dal flusso dei treni che continueranno ad attraversare le città costiere, sostenendo che RFI lo ha informato telefonicamente (?) di averlo quantificato in soli 5 convogli giornalieri.
    - In verità risulta palese che il passaggio delle merci dalla gomma al ferro sarà graduale, come pure graduale sarà l’incremento numerico dei treni in transito che, utilizzando i dati ufficiali, ci porta ad asserire che nel 2030 per raggiungere gli obiettivi TEN-T dovranno risultare almeno 120, con un incremento di 76 giornalieri.
    - Infatti se attualmente l’11% del traffico su ferro si svolge con 44 treni merci, ne deriva che è possibile definire il numero dei convogli che transiteranno nel 2030, con una semplice quanto indiscutibile equazione:
    N=( 44/11*30)= 120, equivalenti ad una frequenza di passaggio Nfp=60/(120/24)= 12 min.

- Transizione che in prospettiva potrebbe raggiungere, secondo i dati ufficiali RFI, un flusso potenziale di 176 convogli giornalieri.

- D’altra parte se così non fosse, non ritiene che il dato da Lei espresso, oltre a non giustificare un’opera da 1,2 miliardi di euro e i danni ambientali conseguenti, non permetta di raggiungere gli obiettivi che il Piano TEN-T si prefigge?

Ora il quesito lo porgiamo ai nostri concittadini e a tutti i portatori d’interesse:

Per quanto APPETIBILE un’OPERA da 1,2 MILIARDI di EURO per il nostro TERRITORIO,

PENSATE FORSE CHE SIA QUESTA la TIPOLOGIA di APPROCCIO da UTILIZZARE per un TEMA di TALE PORTATA ?

- Questa è la ragione per la quale continuiamo a sostenere che il problema non è rappresentato dai buoni propositi, ma dal METODO utilizzato per concretizzarli.

- Un metodo che da troppo tempo condiziona le scelte più importanti per il nostro territorio (Ospedale, Bio-digestore, Mobilità locale, Ambiente, ecc.) caratterizzate da scarsa trasparenza condita da eccessivo personalismo e condivisione apparente, contesto nel quale la superficialità e la presunzione finiscono per produrre effetti devastanti.
- CAMBIAMO METODO: il fine non è quello di spendere le risorse pubbliche, pratica diffusa da tempo nel nostro Paese, ma utilizzarle al meglio per realizzare opere sostenibili che possano portare efficienza e benessere diffuso.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2022 alle 15:55 sul giornale del 20 aprile 2022 - 248 letture

In questo articolo si parla di attualità, pesaro, GruppozerO, comunicato stampa

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