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Comitato Arzilla resistente: "Un progetto partito male e finito peggio"

pista ciclabile 2' di lettura Fano 14/04/2022 - Con la fame di piste ciclabili che c’è a Fano era proprio necessario buttare 400 mila euro su un tratto di percorso che funziona da 25 anni, consentendo di raggiungere il mare senza dover attraversare la Statale? Ovviamente no, ma poiché la giunta aveva ormai avallato la proposta ASET (ma chi ha fatto la proposta a chi? Il Comune all’ASET o viceversa?) abbiamo cercato in tutti i modi di collaborare per migliorare il progetto iniziale.

Già il Consiglio comunale, nel 2019, aveva dato indicazioni precise: larghezza del sedime ridotta (massimo 2,5 metri tutto compreso), salvaguardare il più possibile dei 30 alberi, intervento leggero in quanto si è in un percorso naturalistico di valore. Purtroppo il progetto approvato definitivamente aveva ignorato queste indicazioni, pensando di realizzare una vera e propria pista ciclabile come se fossimo sulle strade cittadine in mezzo alle auto: 4,5 metri di ampiezza del sedime, taglio della scarpata con apposizione di gabbionate alte 4 metri e lunghe più di 70, asfalto (ecologico?) invece di terre stabilizzate.

Ci siamo subito mobilitati per far rispettare le indicazioni del consiglio comunale ma il Comune non ci ha mai veramente ascoltato. Ma il progetto aveva tali e tante pecche che hanno dovuto rimediare a posteriori: dopo aver affidato l’incarico dei lavori, abbiamo fatto notare che mancava una relazione geologica che dimostrasse la necessità delle gabbionate. La relazione geologica eseguita dopo l'appalto dell'opera è stata utilizzata per non cambiare il progetto che fin dall'inizio prevedeva la gabbionata, nonostante in 25 anni non ci sia mai stato il benchè minimo movimento della scarpata. Poi si sono accorti che per mettere una gabbionata così impattante avrebbero dovuto invadere terreni privati, ai cui proprietari non avevano comunicato né concordato nulla.

A questo punto ieri la mozione presentata in consiglio comunale avrebbe potuto rimediare a queste mancanze: la mozione chiedeva di fare sondaggi geologici nei punti dove ancora non si hanno informazioni, in modo che con una spesa minima rispetto al costo dell’opera si potesse sperabilmente evitare la gabbionata, salvare 30 alberi e non invadere le proprietà private, risparmiando un sacco di soldi. Ma la maggioranza non ha sentito ragioni: ha respinto la mozione confermando un intervento inutilmente impattante e costosissimo. Col risparmio sulle gabbionate si sarebbe potuto sistemare anche il tratto che va dal ponticello a in fondo a Via Paleotta, che invece rimarrà con fondo instabile e che si allaga ad ogni pioggia. Perché tanta insensibilità? Che interessi ci sono in gioco? Promesse elettorali? Pervicacia di un comitato e di una associazione che preferiscono far prevalere una mobilità ciclabile invasiva anche a costo di violentare una zona naturalistica di pregio?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2022 alle 11:42 sul giornale del 15 aprile 2022 - 187 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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