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Lavoro, socialità ed espressione di sé: ecco cosa chiedono i giovani. Intervista a Giada Bellucci

3' di lettura Fano 13/04/2022 - Abitudini e rapporti con il territorio, condizioni economica, la voglia di andarsene oppure di restare. C’è questo e molto altro ancora nelle quaranta domande rivolte - attraverso un apposito questionario – ai ragazzi e alle ragazze tra i 14 e i 35 anni residenti nel territorio della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola. Ben 992 persone hanno voluto dire la loro. Validi, però, soltanto 416 questionari. “Nessuno si aspettava un così bel risultato”, parola della psicologa Giada Bellucci, che ha tenuto sin dall’inizio le redini di questa iniziativa che unisce Caritas diocesana, Ufficio catechistico e Pastorale giovanile nell’ambito del progetto ‘Costruttori di Ponti e di Speranze’, in collaborazione con professionisti e ricercatori universitari come Nico Bazzoli e Anna Maurizi.

Chi sono i giovani di oggi? Sono diversi da quelli di ieri?
Sono generazioni diverse. Ciò che li differenzia dal passato è il modo in cui l’ambiente li ha generati e cresciuti, alimentando in loro una determinata immagine del mondo e di loro stessi.

Quali sono le principali criticità emerse?
La mancanza di fiducia e di speranza, a cui si aggiunge una forte solitudine. Ipotizzo che ciò possa impattare negativamente sul senso di efficacia dei giovani, sul pensarsi attivi e sulla sensazione di avere qualcosa ‘da dare’. Sicure sono invece le esigenze di salute psico-fisica, a cui si aggiunge il bisogno di socialità.

E adesso cosa si fa?
I giovani hanno indicato due snodi fondamentali su cui puntare: le opportunità lavorative e i luoghi in cui ritrovarsi, ascoltarsi ed esprimere se stessi. È di questo che hanno principalmente bisogno. Aggiungerei la necessità di conoscere qualcosa o qualcuno per la prima volta per farne esperienza. E per ritrovare fiducia e speranza.

Speranza che i ragazzi non coltivano più?
Purtroppo ne coltivano molto poca, proprio come la fiducia. Alla domanda “Come immagino il mio comune tra tre anni?” hanno risposto “uguale a ora”, oppure “peggiorato” in più di una caratteristica. Inoltre tendono a pensare che gli altri, avendone l’occasione, si approfitterebbero della loro buona fede.

Quanto può aver inciso il Covid in tutto questo?
Non possiamo misurarlo perché non abbiamo una ricerca identica effettuata prima della pandemia, ma possiamo dedurre da altre fonti che i problemi non siano nati tout court dall’emergenza, la quale li ha però esacerbati accelerando dinamiche che scatenano certi stati d’animo.

E la guerra?
Questa nuova emergenza chiede un ulteriore approfondimento, senza dimenticare che il nostro tessuto sociale dovrà attualizzare il tema dell’accoglienza.

Quanto pesa il fattore economico, invece, su tutta questa sfiducia?
Sicuramente tanto. Il fatto che le attuali generazioni ritengano di essere più povere delle precedenti la dice lunga.

C’è chi dipinge il precariato come un approccio al lavoro più moderno e 'smart'. Ma i ragazzi sono pronti per tanta incertezza?
Nessuno è pronto per un livello di incertezza così elevato, soprattutto se affrontato nella solitudine e se privati in questo modo del senso di comunità.

Si percepisce un divario tra chi abita in città e chi in periferia o nell’entroterra?
Sì. Ad esempio i fanesi sono più soddisfatti della vivacità culturale del proprio comune, e pensano di rimanerci a vivere in misura maggiore rispetto a chi risiede in altri comuni della Diocesi. Questo è in linea con lo spopolamento dell’entroterra. Chi pensa di traferirsi a causa del precariato e dello sfruttamento, però, è equamente distribuito tra Fano e gli altri comuni.

Come sono cambiati i rapporti familiari?
La percentuale di chi afferma che le proprie relazioni familiari siano migliorate è maggiore di chi invece ha percepito un peggioramento. È un dato inedito e piacevole.

La situazione è stata fotografata. Cosa intendete fare, ora, con questa foto?
Vogliamo continuare su questo cammino, in collaborazione con l’ente pubblico e con le altre realtà che hanno interesse a mettersi al servizio dei giovani. Sicuramente inizieremo nei prossimi mesi mettendo a disposizione i dati emersi dal questionario tramite una pubblicazione specifica.

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Questo è un articolo pubblicato il 12-04-2022 alle 11:59 sul giornale del 13 aprile 2022 - 456 letture

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