Prosecuzione lavori parco Luciano Polverari, Venturelli: "Strappare bellissima area da degrado urbanistico della speculazione sui suoli"

alberi chiome 4' di lettura Fano 01/02/2022 - La notizia dal Comune di Fano alla città che a metà marzo riprenderanno i lavori per la realizzazione del parco Luciano Polverari, oltre a tranquillizzare quelli in età come il sottoscritto che per intuibile desiderio sperano di vedere completata l’opera non proprio dall’Ade, rincuora ancor tante persone che chiedevano quando si costruirà qualcosa di altro oltre al buono sin qui fatto.

Come appartenente al Comitato Bartolagi, gruppo spontaneo impegnatosi in passato per domandare quest’opera, riaffermo il valore alto di tale atto urbanistico, del voler offrire alla cittadinanza un luogo felice e felicitante di ampia estensione per ritrovare, i cittadini, il rapporto profondo e antico con le bellezze naturali. Luogo offerto come servizio sociale valido tanto più in epoca di virus mutanti, che accresce il rilievo salutistico della scelta. Perché la destinazione di quegli ettari a parco non è un lusso quando l’Urbanistica serve tutti i cittadini e magari per primi coloro che ne osteggiarono la costituzione, considerandola un’esigenza non prioritaria. Invece il primo valore destinato ad accrescersi col tempo è divenuto quello del metro quadro di verde pubblico, al posto del valore del metro quadro di calcestruzzo … Un parco, quindi, che è un’addizione verde alla città, ben diversa da quella che, ad esempio fu l’addizione malatestiana. Un verde che non si compra o si vende nelle agenzie immobiliari e che vale l’inestimabilità della salute e della bellezza. E senza tornare nel merito di tali valori si può scrivere senza timore di smentita che l’operazione che si sta compiendo, sfida la storia urbanistica fanese. Città che non ha mai ricevuto tanto verde pubblico quanto quello che promette il progetto del parco Luciano Polverari. Infatti, fu allo scadere del 1800, che in argomento del verde cittadino, Enrico De Poveda, interessante personalità poliedrica, ingegnere del Comune di Fano, propose agli amministratori la realizzazione di un parco ad anello largo mezzo campo da calcio attorno a tutte le mura e porte urbiche ancora esistenti , ma senza successo, visto che immediatamente dopo quei cervelli finissimi che esercitavano la propria incompetenza sulla città, demolirono porte e mura onde permettere nuove edificazioni. Delle mura romane si salvò a fatica solo il tratto che va dal Pincio alla Fortezza Malatestiana. Occorre riflettere che l’idea di De Poveda sarebbe divenuta una incantevole scelta urbanistica, paesaggistica e socializzante, ma il ricordo del tanto proposto allora, serve solo ad illustrare il vuoto di chi era inadeguato ad amministrare. Da allora i piani regolatori fanesi furono prevalentemente piani di cementificazione. Mentre per quel che sarà il nuovo parco, saranno le future generazioni a comprenderne tutto il valore.

Ma ancor scrivo per ringraziare Samuele Mascarin, poco propenso a seppellirsi sotto le sue proprie parole, come fanno i cattivi politici, quanto piuttosto a lavorare ai fatti. Perche alla fine del comunicato sulla ripresa dei lavori, la dichiarazione fatta dall’assessore “scopro che l’impossibile è un meraviglioso traguardo”, suggerisce considerazioni di denso peso specifico … Non è realistico infatti che i cittadini vivano senza desiderare anche un’apertura all’impossibile. I sogni sono di tutti. Quando la città così com’è fatta non è più sopportabile, nasce la necessità di qualcosa che sia migliore, ovvero quel che sembrava impossibile. Ecco la connessione tra realtà ed impossibile, solo apparentemente contraddittoria. Quando la città vive senza progettare un “di più”di quel che ci ritroviamo attorno, si genera una inversione, una ribellione auto educativa e creativa fondamentale. E ci sono persone che su tale desiderio hanno rimodellato il proprio pensiero, finalità ed atti e nel caso del parco all’ex aeroporto, hanno domandato e stanno ottenendo un destino cittadino per quell’area, interamente nuovo che vale molto di più di un piano regolatore, di quelli che i Comuni devono fare, mai risolutivi se non addirittura destinati al fallimento sin dalle previsioni che vorrebbero accontentare troppi particolari interessi contrastanti.

Umano, serio e coerente l’assessore, dunque, quando riavvolge il filo della sua memoria nel ricordo da studente diciassettenne di liceo, con il suo splendente sostegno alle suggestioni del prof. Luciano Polverari nel merito della raccolta firme per l’agognato parco urbano che stavolta non farà naufragio come accadde a quello di Enrico De Poveda. Questo contengono le parole di Samuele Mascarin, oggi principale fautore politico con il suo tenace impegno per una struttura che procede con tutte le carte in regola per diventare Il più importante atto urbanistico degli anni duemila. Un progetto messo in bella dall’attuale governo cittadino di centro sinistra che per tanto merita riconoscenza.

Strappare questa bellissima area dall’inferno del degrado urbanistico della speculazione sui suoli è stata una operazione di democrazia, il cui inizio - giusto ribadirlo- nacque da un rapporto educativo tra menti che si misero a vibrare su un tema utile per costituire un impegno di lavoro politico lungo un quarto di secolo e non ancora concluso ma per il quale si spera che, tra non troppo tempo, i fanesi ringrazieranno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2022 alle 15:33 sul giornale del 02 febbraio 2022 - 437 letture

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