Mazzanti, Panaroni e Fontana: "Aset si salva solo se rimane pubblica"

3' di lettura Fano 19/01/2022 - In campagna elettorale, la coalizione a sostegno del Sindaco Seri giurava e spergiurava che non c’era alcuna intenzione di privatizzare Aset e che quanto raccontavamo sui pericolosi flirt con Marche Multiservizi era solo un pettegolezzo fondato sul nulla. La difesa della natura completamente pubblica della nostra azienda era messa nero su bianco sul programma elettorale di chi oggi amministra la città, ed è stata votata in consiglio comunale nelle linee programmatiche di mandato della Giunta Seri, nonché ribadita in più documenti successivi. 

Che una parte della maggioranza fanese (liste civiche, Più Europa, Azione) faccia finta che tutto questo non sia successo, dal 2019 ad oggi, è francamente inaccettabile e irrispettoso nei confronti dei cittadini.

La proposta avanzata da qualcuno di farsi dare da qualche consulente esterno una linea sulla gestione dei servizi pubblici, come se la civica assise non l’avesse già fissata a più riprese, rappresenta il decadimento di una parte della classe politica che evidentemente non è più in grado di agire nel solco di determinati principi di riferimento, e si abbandona alla comodità della tecnocrazia per non assumersi le proprie responsabilità.

La narrazione che sta prendendo piede, sulla necessità di Aset di fondersi con Marche Multiservizi per vincere le future gare su acqua e rifiuti, sconta un vizio di partenza: nessuna fusione o partnership garantirà ad Aset una vittoria nel caso in cui si andasse a gara, tanto più se si prende atto che il contesto sarebbe quello europeo, dove dominano diversi colossi. Nella migliore delle ipotesi, l'apertura al libero mercato dei servizi pubblici locali della nostra provincia comporterebbe, se non la completa esclusione dalla gestione dei servizi, un ruolo assolutamente secondario di Aset, con gravi pregiudizi per la sua sopravvivenza e ripercussioni negative sul reinvestimento locale dei proventi delle bollette pagate dai cittadini.

La verità è che l’unico modo per garantire un futuro alla nostra azienda, al di là delle possibili collaborazioni con altri attori pubblici o privati su specifici investimenti, è di continuare ad affidarle direttamente i servizi, mantenendo il capitale in mani totalmente pubbliche. Al riguardo, ricordiamo che il consiglio comunale di Fano ha approvato all’unanimità un nostro ordine del giorno per chiedere al Parlamento di stralciare le norme del ddl Concorrenza che aumentano gli adempimenti richiesti per l'affidamento "in house" dei servizi pubblici locali a rilevanza economica.

Nelle Marche, la nostra provincia è l’unica, soprattutto per il servizio idrico integrato, in cui prevale la gestione mista pubblico-privata di Marche Multiservizi, che di fatto rappresenta il principale ostacolo, dal punto di vista pratico e normativo, per futuri affidamenti diretti dei servizi da parte dell'Ambito Territoriale Ottimale.

Ecco perché sarebbe auspicabile aprire un ragionamento con la Regione Marche su un eventuale superamento dei confini provinciali per il disegno degli Ambiti, coinvolgendo magari il territorio anconetano, dove il gestore unico per il servizio idrico è una società al 100% pubblica.


da
Tommaso Mazzanti
Francesco Panaroni
Giovanni Fontana





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2022 alle 15:16 sul giornale del 20 gennaio 2022 - 166 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

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