Puschi (In Comune): Basta polemiche sul questionario della "Città Dei Bambini"

2' di lettura Fano 14/01/2022 - Leggendo i polemici interventi usciti sulla stampa in relazione al questionario elaborato dalla “Città delle Bambine e dei Bambini” ciò che mi colpisce è quanto la destra e soprattutto i soliti personaggi propongano sempre dei proclami quando si tratta di argomenti che toccano la famiglia e la “tradizione”…

Senza motivo cavalcano l’apparente notizia senza neanche approfondire di cosa si tratta (per esempio che è solito dei moduli google inserire “altro” nelle risposte, che riguardi il sesso ma anche qualsiasi altro argomento di domanda) e non perdono mai occasione di alzare polemiche e cercare occasioni di scontro…

Penso sia semplice da capire che nessuno tra i collaboratori del Sindaco voleva mettere in difficoltà le famiglie e tanto meno coinvolgere i bambini. Detto questo ci tengo però ad avanzare, senza polemica, una considerazione altrettanto semplice: se si fosse parlato di ragazzi delle scuole secondarie non avrebbe dovuto esserci nessun imbarazzo e anzi sarebbe stata un’attenzione giusta, nel rispetto di tutte le fragilità, insicurezze e condizioni personali che un* giovan* può avere. Sono stanca di vedere questa continua schematizzazione e semplificazione del mondo, costruendo e irrobustendo questi “scatoloni” del maschile e del femminile, del blu e del rosa, del normale e del diverso…

È una continua banalizzazione dei diritti e delle varie quanto meravigliose emozioni e diversità che ogni individuo ha e che fanno parte di questo mondo. Il mondo reale, quello vero, fatto di persone, non è il mondo chiuso, forzatamente semplificato e oppresso che qualcuno vorrebbe.

Io sono iscritta all’università e nel momento della mia immatricolazione mi è stato chiesto se ero donna, uomo o se preferivo non specificarlo ed è così che dev’essere. All’università non cambia nulla chi sono io, per essa sono una matricola che ha voglia di formarsi e studiare per il suo futuro, non è importante sapere se sono donna o uomo.

Non sempre dev’essere obbligatorio scegliere e soprattuto chiedere. Ci sono delle cose che non hanno niente a che fare con il sesso ed è giusto che per tanti argomenti si possa cominciare a parlare di persone non tanto di maschi e di femmine. In un’ottica di libertà, di fluidità che non impone nulla, che non giudica ma anzi che accetta e include tutti: è quella la strada giusta. I confini purtroppo, da questi inerenti al genere fino ad arrivare alle sanguinanti frontiere non saranno mai matrice di un mondo felice e giusto, mai.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2022 alle 10:33 sul giornale del 15 gennaio 2022 - 528 letture

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