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Saldi (quasi) al via, si spera nella partenza sprint. Intervista a Marcolini (Confcommercio): “C’è fiducia. Bene la moda, ma l’online…”

saldi 4' di lettura Fano 03/01/2022 - Fiducia. È quella che si respira, nonostante tutto. Nonostante Omicron, nonostante l’online. A un passo dall’inizio dei saldi – previsti nelle Marche dal 5 gennaio al 1° marzo – pare che non tutto sia perduto. Anzi, ci si aspetta un salto in avanti, soprattutto per certi settori. Ma è ancora presto per parlare di normalità. Per il commercio al dettaglio – quello ‘vis a vis’ - i bei vecchi tempi sembrano un ricordo. C’è molto da lavorare, ma anche da pazientare. Soprattutto finché il Covid resterà una costante, ma le speranze sono buone e – a detta della presidente di Confcommercio Fano Barbara Marcolini – l’auspicio è quello di una partenza sprint.

Marcolini, quali sono le aspettative per l’imminente periodo di saldi?
Si spera in un buon inizio. La spesa stimata è di 120 euro a persona, in linea con il dato nazionale. Ci si augura che i commercianti potranno ottenere quella liquidità necessaria per coprire le spese e rilanciarsi verso i mesi a venire. Di certo abbiamo aspettative migliori rispetto allo scorso anno, quando la pandemia era ancora in una fase più complessa rispetto a quella attuale.

Però il Covid rischia di incidere negativamente pure quest’anno.
Con Omicron stiamo vivendo una fase diversa. Ci ha messo subito paura, ma ora – stando alle informazioni che ci arrivano dal Sudafrica, cioè da dove arriva questa variante – sappiamo che è, sì, più contagioso, e per questo dobbiamo restare sempre molto attenti rispettando le regole e indossando le mascherine, possibilmente FFP2… ma pare anche che Omicron sia meno letale della Delta. Per questo, nonostante i tanti marchigiani già contagiati – soprattutto tra i giovani – confidiamo che quest’anno ci sarà più voglia di cercare buone occasioni e di fare acquisti. Potrebbe incidere anche il fatto che in tanti abbiano disdetto il cenone di Capodanno: la gente, anche per questo, ha più liquidità da spendere. E i commercianti hanno bisogno di liquidità, di svuotare i magazzini per poi ripartire.

Ci sono settori per i quali si prospettano risultati migliori rispetto ad altri?
L'abbigliamento ha ripreso una fetta del suo mercato. Quest'anno le stime sono senza dubbio in rialzo per tutti il comparto moda, comprese le calzature. Numeri che lasciano ben sperare anche per l’elettronica, un po’ meno – ad esempio – per le gioiellerie.

C’è da aspettarsi un divario tra le vendite dei centri commerciali e quelle dei negozi del centro storico?
Il centro commerciale è accattivante. C'è di tutto e di più, anche con le solite catene e i loro sconti importanti. Ma se il clima ci dà una mano il centro storico resta accogliente, bello, tutto da vivere. È a tutti gli effetti un centro storico naturale, ma è importante che l’offerta sia variegata così come lo è un centro commerciale, in cui trovi di tutto.

Con la pandemia gli acquisti online sono aumentati esponenzialmente. Quanto inciderà tutto questo?
Questo è il discorso che ci preme di più. Ormai il commercio online si è preso una fetta di mercato molto importante, e ci dobbiamo convivere. È andata così anche con i regali di Natale, e rischiamo accada altrettanto con i saldi. Con un click si acquista velocemente, e il prodotto ti arriva anche il giorno seguente. Un processo, questo, accelerato dalla pandemia in modo forte e importante. Un altro problema riguarda le tasse: le multinazionali dell’online non ne pagano abbastanza per quanto vendono.

E allora cosa si può fare?
Intanto dobbiamo resistere fino alla fine di questo periodo così particolare. Vogliamo che la gente riscopra il rapporto umano con i negozianti, una relazione che determina la nostra stessa identità di Paese. È fondamentale sostenere il commercio di vicinato, far capire che è bello poter parlare con le persone. Dal canto nostro cerchiamo di incentivare la gente a venire nei negozi del centro. Purtroppo il Covid non ci ha permesso di organizzare chissà quali eventi natalizi, ma abbiamo un centro comunque bellissimo. Riscopriamone le vie, le vetrine. Torniamo a relazionarci, ritroviamo la bellezza dei nostri borghi anche sostenendone le attività. Senza negozi c’è il degrado, si aprono le porte alla delinquenza.

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Questo è un articolo pubblicato il 03-01-2022 alle 19:08 sul giornale del 04 gennaio 2022 - 584 letture

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