Piazza Marcolini, Venturelli: "Quando la ragione gira a vuoto"

8' di lettura Fano 11/12/2021 - Si legge sul Corriere Adriatico di lunedì 29 novembre a pag. 17; “Piazza Marcolini La Lega appoggia la petizione contro il progetto”. Ed il progetto è quello comunale della valorizzazione di Piazza Marcolini, col suo omonimo palazzo, bello, ricco di rimandi alla storia locale, italiana ed internazionale. Palazzo che in tempi recenti fu sede dell’ Istituto d’Arte.

Palazzo ora vuoto che attende di essere ridestato . Occorre scrivere che il luogo coi suoi edifici che ne disegnano il perimetro, sembra produrre attenzione, quanto elettoralmente interessata da parte di Lega Fano, si vedrà. E par giusto esprimere che nella buona intenzione comunale si voleva evidenziare lo specifico fascino storico artistico del luogo, liberando la facciata del palazzo Marcolini e non solo, dalla cortina degli alberi ivi presente. Questa, certamente la parte più significativa e nonostante contestata del progetto, occorrendo, senza alcun precostituito cliché, usare il coraggio, la ragione, e pensare che ci sono nel territorio comunale ampie possibilità di piantumazione risarcitoria degli alberi abbattuti, (es. al Codma; alla pista Zengarini … ).

Se tra i firmatari della petizione contro il progetto ci sono ex soprintendenti del Mibact e persino il grande Salvatore Settis, occorre, prescindendo dalle firme illustri, ragionare sui vantaggi dell’operazione per la città. Non sono certo quei pochissimi alberi i nostri maggiori valori ambientali, bensì la massa verde ad ampio raggio sul territorio. Questa, l’elemento naturalistico migliorativo. Nel caso di piazza Marcolini l’idea degli alberi messi come si vedono e molto cresciuti, fu sin dall’inizio poco azzeccata, in quanto si sarebbe costituito un disturbo visivo per leggere l’architettura della piazza. Basta paragonare che a Senigallia, su Piazza Garibaldi, il recupero di quell’incanto si è ottenuto con il taglio di tutti gli alberi presenti nel luogo che nascondevano alla vista i palazzi perimetrali, con la posa del nuovo pavimento disegnato a commesso di pietre e marmi di vario colore, ed ovviamente con la pedonalizzazione che promette alle persone di riascoltare il silenzio di quell’antica prospettiva, tranquille di essere investite solo dalla bellezza.

Di fronte al presunto scempio delle piante abbattute, fu poi obbligo piantare altrove alberi in numero moltiplicato. Anche il sindaco Maurizio Mangialardi dovette subire la reazione di categoria del commercio locale con la divertente osservazione che nella piazza, nel frattempo divenuta bellissima, non c’è un filo d’ombra … Come esattamente in tutte le piazze d’Italia. Dunque, quanto un tempo era coperto, oggi con il sacrificio degli alberi risulta evidenziato e qualifica alla grande Senigallia come città educante alla bellezza, ovvero a quanto di meglio sa produrre l’uomo. Cfr. su questo portale “La pedonalizzazione di Piazza Garibaldi vista da Fano” archivio Paolo Venturelli. Non pensano i commercianti che questo favorisca le vendite? Molti consumatori non preferiscono comprare dove costa meno ma dove almeno la bellezza sorride. Ricordo che a Fano decenni fa, i negozianti del centro, insorsero contro la chiusura al traffico dell’intero Corso Matteotti e Piazza XX Settembre al tempo usata a parcheggio. Esiste qualcuno che vorrebbe riaprire alle auto questi due luoghi? Forse lo vuole la Lega, adducendo la praticità della vita odierna per arrestare l’ulteriore chiusura degli esercizi commerciali, quando tutte le città d’arte pedonalizzano proprio per favorire il turismo? Forse dopo decenni che non si pedonalizzava più niente, quella recente di via Garibaldi è rappresentabile come negativa?

I turisti pagano le guide per visitare e fotografare i nostri monumenti e luoghi antichi e moderni, proprio dove insiste il piccolo commercio ed il cibo della ristorazione raffinata e necessariamente familiare. Ma soprattutto vanno dove esiste il fascino della bellezza, della cultura, della storia, ben valorizzato. Mica inseguono il concetto paesano e snobistico di chi si rivolge insino a Salvatore Settis – un’illustre figura- quasi per farsi rappresentare da un tanto grande sapiente delle Arti. Persone che in gruppo sono brave a farsi ascoltare comunque. Per una eventuale altra piazzetta da sistemare, si rivolgeranno direttamente al sempiterno Zeus ed al Papa, visto che Salvatore Settis, è stato tirato in ballo anche contro la variante di Gimarra? Ogni progetto è perfezionabile, ma qui si rischia da parte dei cittadini firmatari, di invalidare il motivo veramente qualificante dell’operazione. Quando lasciare quegli alberi che non permettono di vedere per intero le antiche facciate dei palazzi del luogo, altera e ridimensiona il valore del progetto, pur non occorrendo essere particolarmente addentro in questi argomenti per capirlo noi tutti. Insomma una contestazione a valanga, una petizione irragionevole, solo apparentemente di cultura urbanistica.

Quando l’idea di progetto per piazza Marcolini, espressa da questa amministrazione, andava e va benissimo soprattutto togliendo gli alberi. Meno bene andrebbero le luci dallo sporto della ventaglia del tetto del palazzo Marcolini ad illuminare la piazza, che sembrano esulare da quel fascino della normalità che sempre è una guida sicura per i progetti di sistemazione sull’antico. Lei, la piazza, non ha mai chiesto di diventare altro da quello che è, magari colorandola di luci diverse secondo le stagioni e l’ora … e come in tutti i progetti di questo tipo, più somiglia a se stessa, alla sua funzione originaria, migliore risulterà la sua valorizzazione fuori dal Kitsch. Così in questa discussione da cortile, Lega si distingue in quanto una evoluzione- almeno qui- l’ ha compiuta rispetto al parcheggio multipiano proposto nel 2020 entro lo spazio- giardino esterno della scuola Filippo Corridoni. Ma evidentemente Lega Fano aderisce alle stesse considerazioni di incultura artistica espresse da tutti coloro che non vogliono neppure l’abbattimento di pochi alberi, sacrificio necessario per evidenziare tutto il luogo artistico urbano e non già naturalistico. E risulta eccessivo lo zelo ambientalista per intervenire con la forza benefica del proprio convincimento nelle imperfezioni vedute solo negli altri. Zelo eccessivo capace di arrivare a punte inopportune quando invece occorre imparare a prevedere gli spazi urbani con le adatte finalità.

Provi la Lega a fare opposizione con proposte per il centro storico, improntate ad una visione inclusiva dei beni artistici ivi presenti ed il commercio se ne gioverà! Pensare solo in termini particolari, non di politica urbana complessiva, comporta il rischio di un rinvio della valorizzazione di piazza Marcolini come sta avvenendo da anni con la pista ciclabile alla Paleotta, braccio di ferro ormai per un metro di larghezza del tracciato, per la massicciata di sicurezza ed altro. Ovvero dettagli rispetto al valore del vantaggio per tutti. Forse per questo le attuali non brillanti proposte dei firmatari contro il progetto per piazza Marcolini, hanno provocato la convergenza di Lega Fano; e non è un buon consenso se i confini con la destra sono così fluidi … Il che significa più di qualcosa. Significa che certe esagerazioni ambientaliste, meritano quelle attenzioni di propaganda leghista, ma anche significa che tra le varie “forze” partitiche di centro destra e di centro sinistra ci sono poteri che girano a vuoto, c’è un deficit di rinnovamento ragionato, rinnovamento che non può non guidare le scelte cittadine. A questo punto legittimo è il dubbio e le domande da porsi. Qui nessuno vuol costruire una cabinovia sul Catria od un dannoso monastero al Prelato.

“Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, onde essa sia onorevolmente dotata et guernita per cagione di diletto et allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità, et accrescimento della città et dei cittadini.” Il virgolettato famoso è tratto dall’ancor più famoso Costituto( Il primo statuto cittadino)di Siena di fine 1200. Un monumento della cultura del tempo e di sempre, tradotto in volgare nel 1309 per essere offerto a tutti e che racconta i principi ai quali attenersi per governare bene la città. E’ probabile assai che da questo tipo di dichiarazioni presenti sin dal medioevo, si sia generata per secoli la famosa bellezza artistica di tante città e dell’Italia intera: ovvero Il Bel Paese. E Salvatore Settis il Costituto Senese medievale lo conosce a menadito facendone sostanza di lezioni universitarie. Mentre oggi c’è poco di che essere di centro, di destra, di sinistra da parte di chi amministra o vorrebbe amministrare. Se vorrà farlo bene dovrà almeno ispirarsi a come “canta” la dichiarazione sopra virgolettata. Di meglio, ancora non si conosce altro. A Fano, purtroppo, per la tutela del nostro patrimonio artistico si rispetta lo Statuto Comunale fanese bello stampato sulla carta ma che rimane solo sulla carta. Pertanto senza aver a cuore massimamente la bellezza della città, il danno è assicurato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2021 alle 12:19 sul giornale del 13 dicembre 2021 - 353 letture

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