Povertà digitali e servizi sociali, Bene Comune alla giunta comunale: "Mancati ascolto e costruzione"

2' di lettura Fano 21/10/2021 - Non è un welfare che ci piace quello che, affascinato da piattaforme e tecnologie, punta tutto sull’efficienza della digitalizzazione, tralasciando la relazione, come è avvenuto per l’avviso pubblico buoni spesa alimentari per il sostegno alle famiglie.

Se quelle persone o famiglie inserite con il pin in piattaforma fossero state ricevute, ascoltate, prese in carico nella loro problematicità, se si fosse andati a cercare quell’altra parte del bisogno che fa fatica a rapportarsi con un processo di digitalizzazione, se si fosse compreso che c’è un sistema di welfare integrato tra pubblico e terzo settore in grado di coprogrammare e coprogettare risposte più mirate, soprattutto integrate con politiche attive del lavoro di competenza dei centri per l’impiego, con percorsi di formazione, di riqualificazione e di offerte di lavoro, non si sarebbe agito meglio?

La giunta comunale ha invece deciso di distribuire i buoni e ricaricare la tessera sanitaria in forma anonima: lo ha fatto consentendone la richiesta solo con lo spid, usando le tecnologie che hanno portato innovazione ma si sono dimenticate fasce di diseguaglianza, non facilmente stimabili, che non sono in grado di accedere a PC, cellulari, SPID. Lo ha fatto peraltro concedendo, ai potenziali destinatari dell'avviso pubblico, un termine di presentazione delle domande brevissimo. Forse se si fossero incrociati i dati con quelli della Caritas si sarebbero potute individuare queste fasce di poveri fra i più poveri.

È mancato invece l’ascolto, la presa in carico, la costruzione di percorsi di uscita dalla povertà. Quando poi si tratta di famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese neppure per gli acquisti alimentari, sarebbe bene dedicare loro un po’ di tempo da parte dei servizi alla persona, se no che servizi alla persona sono?

Le domande emerse sono state 855. I servizi sociali si sono posti il problema di quanto pesi il sommerso, per capirci di quante siano le famiglie senza lo spid d’accesso e di come raggiungere quel sommerso, che la Caritas intercetta meglio del Comune?

Come pensa di intervenire il Comune per raggiungere anche il sommerso quando verranno meno i contributi del governo?

Quante famiglie di quel sommerso hanno figli minori e quindi ci troviamo di fronte a gravi ricadute di povertà educativa di cui prendersi cura con urgenza?

Scoperchiato il problema con lo spid e con le piattaforme ora c’è tanto lavoro per i servizi sociali quelli senza l’ausilio delle tecnologie quelli dei servizi alla persona.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2021 alle 15:27 sul giornale del 22 ottobre 2021 - 163 letture

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