Emissioni di metano, l'allarme di Trivelle Zero Marche sulle centrali Eni di Falconara e Fano

3' di lettura Fano 30/09/2021 - Centrali ENI di Falconara e Fano: ONG statunitense rivela le immagini delle telecamere termiche che mostrano la pericolosità delle emissioni di metano in Italia

Metano pericoloso gas serra, soprattutto se emesso direttamente in atmosfera: infatti è uno dei principali responsabili del riscaldamento globale e il nostro paese è l’hub principale del Sud Europa per lo stoccaggio di gas. La ricerca di Clean Air Task Force, mostra la pericolosità degli impianti di metano nel nostro Paese: rischio incidenti, rischio per la salute delle persone che vi vivono accanto, rischio geologico con il gas stoccato in giacimenti sotterranei che si sollevano quando vengono riempiti. Come dimostrato anche dalla recente trasmissione di PresaDiretta, il Ministero della Transizione Ecologica non solo non controlla gli impianti inquinanti ma insiste sulle fonti fossili.

La Centrale ENI di Falconara rilascia metano in atmosfera, un pericolosissimo gas clima-alterante, 80 volte più potente della CO2 in un lasso di tempo di venti anni. Quella di Fano, sempre dell'ENI, emissioni incombuste. I processi di stoccaggio e raffinazione del metano emettono nell'atmosfera polveri sottili (pm 2,5), ossido di carbonio, ossido di azoto, anidride carbonica. Un mix che miscelato ad altri reagenti contribuisce al surriscaldamento climatico attraverso la produzione di azoto oltre a nuocere alla salute di chi abita accanto agli impianti.

A dimostrarlo tra i tanti monitoraggi eseguiti in tutta Italia i due video-rilevamenti della ONG statunitense Clean Air Task Force che sta conducendo un'inchiesta sul tema in centinaia di impianti europei, poi data in esclusiva all'agenzia Reuters (https://www.reuters.com/business/environment/exclusive-gas-infrastructure-across-europe-leaking-planet-warming-methane-video-2021-06-24/)

Il video della Centrale di raccolta e trattamento rilasciato dalla ONG appare inequivocabile. È stato ripreso con una speciale termocamera che permette di rilevare appunto queste perdite, anche quando a occhio nudo sono invisibili date le caratteristiche del gas. Il pomeriggio del 15 aprile scorso il camino rilasciava metano che si disperdeva in atmosfera nel famigerato fenomeno del "venting", il rilascio libero di metano. Il video è qui: https://www.youtube.com/watch?v=vf0iNOPc3yU

Invece a Fano sono state rilevate perdite da incompleta combustione. Qui il video: https://www.youtube.com/watch?v=Y5CSbMPwpcc

Sempre più numerose sono le ricerche scientifiche pubblicate a livello internazionale che da un lato fanno emergere il drammatico ruolo del metano nell'esacerbare la crisi climatica e dall'altro dimostrano che la filiera del gas, dai pozzi di estrazione ai gasdotti, passando per centrali di trattamento e spinta e stoccaggi sotterranei, perde molto più gas in atmosfera rispetto a quanto ammesso dalle aziende petrolifere. Insomma, quella del metano più sostenibile è praticamente una leggenda metropolitana sostenuta dai petrolieri.

Non a caso il recente rapporto degli scienziati dell'IPCC dell'ONU diffuso ad agosto 2021 ha messo sul banco degli imputati anche il metano, chiedendo a tutti gli stati interventi urgenti per tagliare le emissioni di questo gas. L'Agenzia Internazionale per l'Energia, nel suo ultimo rapporto, ha evidenziato che per rimanere nell'aumento di temperatura di 1,5 gradi fissato dall'Accordo di Parigi bisognerebbe fermare da subito ogni nuovo investimento in fonti fossili, metano compreso. Invece in Italia non vi è praticamente alcun controllo sugli impianti da parte degli organismi pubblici, in primis dal Ministero della Transizione Ecologica. Quest'ultimo recentemente ha pure dato il via libera a nuove estrazioni di fronte la costa marchigiana, con il parere positivo alla Valutazione di Impatto Ambientale del nuovo pozzo Calipso 5 Dir nel mare di fronte Ancona e Falconara (qui le info sul progetto: https://va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/6880)!

Insomma, a parole grandi dichiarazioni per fermare la crisi climatica, poi nella realtà il businness delle fonti fossili prosegue. Anche per questo dalle Marche sosteniamo le prossime contestazioni di Milano in occasione della PRECOP26 e l'appello lanciato dalla Campagna nazionale Per i Clima Fuori dal Fossile: BASTA BUGIE, FERMIAMO IL GREENWASHING, PORTIAMO IN PIAZZA LA GIUSTA TRANSIZIONE!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-09-2021 alle 17:03 sul giornale del 01 ottobre 2021 - 781 letture

In questo articolo si parla di attualità, Trivelle Zero Marche, comunicato stampa

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