FVM: "La ciclabile lungo i binari così ideata e progettata è divenuta illegale"

4' di lettura Fano 25/06/2021 - A coloro che sentenziano “l’idea del treno non è fattibile” FVM- l’Associazione che da oltre 20 anni si batte per il ripristino della linea Fano Urbino - replica ai nostalgici della ciclabile lungo i binari che tale siffatta opera così ideata e progettata è divenuta illegale.

Si fa un continuo parlare della ciclabile ad 1 metro e mezzo dai binari ( bocciata dal MIT, bocciata da RFI e per ultimo bocciata dal neo Assessore Baldelli) come di una occasione perduta e che ubicandola altrove non si sarebbe fatto in tempo per la fine del 2021 ad impegnare i 4,5 M€ disponibili per la sua realizzazione. Questa pregiudiziale è decaduta dato che a causa della pandemia covid l’utilizzo dei fondi comunitari FSC è stato prorogato al dicembre 2022. In ogni caso : nulla di più falso nel complesso delle affermazioni.

Nel Giugno 2019 la Regione ha prodotto un progetto (preliminare) per realizzare questa ciclabile cosiddetta “del Metauro”, lo ha presentato ad RFI con la proposta di attestarsi ad 1,5m dal più vicino binario, quindi nella fascia di proprietà di Rfi, e di sormontare il binario con pannelli rimuovibili(?) nei tratti su ponti, viadotti e in 8 gallerie per l'ammontare di oltre 13 su 48 km. circa tra Fano ed Urbino. La proprietà (RFI) ha risposto nel gennaio 2020 con una sostanziale bocciatura vietando tale progettazione nelle gallerie, imponendo la messa in sicurezza idraulica dove il pietrisco fosse stato sostituito dall' asfalto e soprattutto escludendo l’uso di ponti e viadotti in modo diverso da quello ferroviario . In definitiva suggeriva saggiamente di “ubicare questa ciclabile altrove”.

Incurante di ciò e dei rilievi del MIT la struttura tecnica regionale presentò il progetto del giugno 2019 alla CDS - Conferenza Dei Servizi - del 20/2/ 2020 senza alcuna modifica richiesta dalla proprietà RFI: si prevedeva il 1^ stralcio fino a Tavernelle esaurendo tutti i 4,5M€ disponibili. A parte lo scarso fair play verso la proprietà, in occasione della CDS è emerso che esisteva una grossa interferenza tra la ciclabile e la strada “compensativa” in area CODMA.

La strada era ed è in rilevato, realizzata di traverso alla ferrovia con l'inevitabile necessità di un sottovia per superare questa barriera con pendenza del 5% ( ovvero oltre 150 m di sottovia con notevoli costi non previsti). Le altre osservazioni del MIT rimasero inevase per oltre 8 mesi. Infine la Soprintendenza (SABAP) delle Marche non è stata messa nella condizione di decidere se i bellissimi viadotti esistenti fossero compatibili con la giustapposizione di due stradelle ciclabili poste a sbalzo fuori dagli archi, a 25 -30 m di altezza (!). Per i costi aggiuntivi necessari a soddisfare le richieste della proprietà anche ad un profano a digiuno della materia appare evidente che il 1^ stralcio sarebbe arrivato, si e no, alla periferia di Fano. Dato che per giungere in Urbino- tra ponti, ponticelli, viadotti e gallerie vi sono oltre 13 km di queste interferenze- è fuorviante affermare che quel progetto fosse in fase molto avanzata e che si perderebbe molto tempo per realizzare l’opera altrove.

Alla luce di questi fatti il progetto va comunque rifatto quasi da zero, ricominciando da capo! Per di più una tale ubicazione della ciclovia non è rispondente alle norme di sicurezza sulle distanze di nuove costruzioni dai binari. Infatti, in occasione di una conferenza ad alto contenuto tecnico del CIFI ( Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), svolta il 18.12.2020, il responsabile di RFI affermò, tenuto conto che il 26.10.2020 era entrato in vigore in via definitiva -con la registrazione dalla Corte dei Conti- il Decreto di approvazione dell’Aggiornamento anni ’18-’19 del Contratto di Programma tra MIT ed RFI. Aggiornamento che includeva il finanziamento di 1 milione di € per la Ferrovia Turistica Fano Urbino, che: “ le linee dismesse che rientrano nella legge 128/2017, per noi sono tornate ad essere ferrovie in esercizio.

Dobbiamo prevedere che a breve possa essere riattivata la linea e permessa la circolazione di treni turistici; quindi adotteremo la salvaguardia ( di sicurezza) anche per queste; perché se a breve è previsto il percorso del treno, chiaramente si rientra nel discorso della salvaguardia del Dpr 753/80” Ne deriva che non si possono fare nuove ciclabili a meno di 5-6 m dal binario più vicino, di conseguenza tali strutture a distanza minore sono giudicate illegali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2021 alle 09:50 sul giornale del 26 giugno 2021 - 325 letture

In questo articolo si parla di attualità, associazione ferrovia val metauro, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b8Eb





logoEV