Ciclovia del Metauro: Biancani, “Confermata la volontà delle Regione di non riaprire la Conferenza dei Servizi, vanificato il lavoro sul progetto”

4' di lettura Fano 08/06/2021 - Ho presentato un’interrogazione urgente, insieme ai consiglieri PD, per chiedere alla Regione di riesaminare l’atto di chiusura negativa della Conferenza dei servizi sulla Ciclovia del Metauro, valutandone la riapertura. Sono convinto che questa chiusura da parte della Regione sia arbitraria e comporti un danno incredibile per tutti gli Enti pubblici coinvolti nel progetto in esame.

La giunta, oggi in Consiglio regionale, ha purtroppo risposto negativamente, continuando a far credere ai cittadini che il progetto sia stato bocciato per pareri tecnici negativi di alcuni enti coinvolti, quando invece è stata la Regione stessa, per interessi politici, ha decretare la chiusura negativa. La Regione, pur avendo la possibilità di procedere all’approvazione, ha deciso di non convocare una nuova sessione e chiudere la Conferenza con parere negativo sulla base di osservazioni di oltre un anno fa.

A dicembre, Autostrade ha prodotto i documenti necessari a superare i problemi emersi nella precedente seduta della Conferenza che doveva dare l’ok al progetto. A questo punto sarebbe bastato convocare una nuova seduta per ottenere i pareri postivi, in quanto i problemi erano superabili e in gran parte già superati.

La scelta di chiudere, quindi, è arbitraria, senza alcun fondamento tecnico e nemmeno giuridico: la legge stabilisce, infatti, che una Conferenza dei Servizi possa essere chiusa negativamente solo se i problemi emersi non siano risolvibili. Nel caso della Ciclovia del Metauro, al contrario, si è chiusa la Conferenza non perché i problemi era insuperabili, ma perchè “non ancora superati”, quando era ormai chiaro, tra l’altro, dopo la comunicazione di Autostrade, che erano facilmente superabili.

Con la conferma della chiusura si priva la collettività del progetto. Infatti una volta approvato questo sarebbe potuto essere utilizzato anche dalle singole amministrazioni nei tratti di loro competenza. La Regione ha invece buttato un progetto che è costato denaro pubblico, sia per gli incarichi di progettazione esterna affidati, sia per il costo dei dipendenti che da quattro anni lavorano alle varie fasi, creando il presupposto per un vero e proprio danno erariale.

La scelta provoca quindi un danno alla Regione ma anche ai Comuni. A questo punto mi auguro che siano proprio questi Comuni, in quanto soggetti interessati, a chiedere per autotutela e in nome dell’interesse pubblico, l’annullamento del decreto di chiusura per poter utilizzare il progetto portato avanti negli anni.

Senza la riapertura e l’approvazione del progetto, infatti, i comuni, se volessero realizzare un tratto di ciclovia nel proprio territorio, sarebbero costretti a fare un nuovo studio e riavviare da soli tutti gli iter burocratici necessari, che richiedono anni di lavoro e altri soldi pubblici.

Avevamo un progetto unitario condiviso con i Comuni pronto per essere approvato. Ora, al contrario, ci ritroviamo con i Comuni eventualmente costretti a fare nuovi progetti a proprie spese; con l’incertezza da parte della regione sulla fattibilità del treno turistico, visto che ancora si attendo lo studio di Ferrovie, e senza nessuna garanzia sulla possibilità di un ripristino del treno per il trasporto pubblico. Credo che sia un vero capolavoro di inefficienza da parte della Regione.

Il nostro progetto, compatibile con il treno turistico, avrebbe dotato il territorio di una vera Ciclovia che avrebbe migliorato la qualità della vita dei cittadini della vallata, dotandoli di un percorso sicuro, e avrebbe attratto numerosi turisti. Si sarebbe così posto fine alla lunga serie di false promesse ferroviarie. Infine, voglio ricordare che il progetto complessivo non riguardava solo la tratta Fano-Urbino, ma come si può evincere dalle planimetrie, prevedeva già un’ulteriore percorso lungo la vecchia Flaminia che avrebbe così collegato la Ciclovia Adriatica anche con il Furlo, Cagli e Cantiano.

Adesso l’infrastruttura rischia, invece, di rimanere ancora abbandonata dopo 34 anni di promesse e parole al vento.

Abbiamo provato con tutti gli strumenti a disposizione a far tornare la Regione sui suoi passi e rivedere una scelta sbagliata, ora spero che i Comuni si attivino per continuare insieme la lotta per un progetto così strategico per il territorio.


da Andrea Biancani
Consigliere Regionale 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2021 alle 19:38 sul giornale del 09 giugno 2021 - 156 letture

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