Convince ma non vince: solo un pari nella gara decisiva, l’Alma retrocede in Serie D

3' di lettura Fano 30/05/2021 - Di pareggio in pareggio, fin giù dentro il baratro. L'Alma Juventus Fano ha lottato, tanto da lasciare un'amarezza che ha probabilmente pochi precedenti. Ma non ha vinto, per l'ennesima volta. E ora il verdetto è definitivo: Serie D.

Il principale club calcistico fanese ha costruito e costruito ancora, durante l'ultima gara utile per rimanere a galla e riservarsi un posto in Lega Pro anche per la prossima stagione. Ma non è bastato. È infatti finita 1 a 1 la gara di ritorno dei playout contro l'Imolese, iniziata dopo il minuto di silenzio dedicato alle vittime della funivia del Mottarone. Dopo lo 0 a 0 casalingo, i granata hanno combattuto con il coltello tra i denti per strappare una vittoria. L'ultima possibile di questa difficile annata, e anche l’unica condizione ammessa per non retrocedere. Ma la gara si è sbloccata tardi, il Fano ha dovuto rincorrere, ha agguantato l’ennesimo pareggio. Si è giocata le ultime carte. Fino all'inesorabile fischio finale.

‘Colpa’ della classifica di regular season che aveva relegato i granata al di sotto degli avversati di Imola. Da qui l’imperativo di batterli durante i playout. Niente da fare, però, nonostante un finale di partita piuttosto scoppiettante. Niente da segnalare fino al 75’ minuto, con le reti inviolate nonostante la difesa dell’Imolese fosse già stata messa a dura prova dai colpi dell’Alma. È a quel punto che si registra il gol di testa mangiato dal granata Cargnelutti, con la palla finita sopra la traversa. Poi, all’83’, il gol degli avversari. Cross di Rondanini e altro colpo di testa, stavolta di Masala e con la palla insaccata in rete. Imolese dunque in vantaggio e gara che sembra ormai finita. Invece Torrasi si fa espellere per un doppio giallo, ponendo i fanesi in superiorità numerica. E ne hanno subito approfittato: all’88’ il gol del pareggio a firma Montero.

Finita? Apparentemente no. Cinque i minuti di recupero concessi dall’arbitro. Illusoria l’occasione di Barbuti, resa vana dalla parata del portiere avversario. Ultima chiamata ancora per Montero, che stoppa di petto e tira la palla troppo in alto. Infine il triplice fischio che ha decretato la retrocessione in D dei granata, questa volta usciti dai playout, sì, a testa alta, ma con le ossa rotte e il rammarico del fallimento.

In casa Alma l’amarezza si taglia con il coltello. “Sono affranto – ha commentato a caldo il presidente Enrico Fattò Offidani -, perché creiamo e creiamo, ma non riusciamo a segnare mai. La salvezza era l'obiettivo minimo che mi ero prefisso. Mi assumo tutte le mie responsabilità, tutto deriva dalle mie scelte. Forse non ho saputo prendere le redini più fortemente in mano quando ce n'era bisogno. Ai ragazzi non si può rimproverare nulla, nessuno si è tirato indietro”.

Delusione e qualche recriminazione da parte di mister Alessio Tacchinardi. “In due partite – ha detto - l'Imolese non ha dimostrato di meritare la permanenza in Lega Pro. Oggi non ci hanno dato un rigore clamoroso. La mia squadra non ha perso, è una questione di classifica. Ora ognuno farà le sue valutazioni".


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Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2021 alle 13:34 sul giornale del 31 maggio 2021 - 380 letture

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