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comunicato stampa

Bertoglio (Fdi): "Parcheggi blu liberi in pausa pranzo. Servono delle iniziative per salvare il commercio”

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Ogni giorno o quasi, la conta dei negozi che chiudono e dei negozi sfitti in centro storico, ma anche in altre zone è preoccupante. La crisi del commercio, sommata all'emergenza Covid, oltre all’incapacità gestionale della pandemia da parte del Governo e con la relativa folle gestione dei “ristori”, hanno di fatto messo in ginocchio un settore, quello del commercio al dettaglio, che un tempo era volano di economia cittadina.

Cosa fare non è facile anche perché con il commercio online la concorrenza è più forte che mai. La tassazione poi non aiuta i piccoli imprenditori che oggi più che mai lavorano per pagare lo Stato. A questo punto, penso sia necessaria una profonda riflessione che non può non passare dal capire se e cosa un amministrazione comunale possa fare in aggiunta a quello che già stato messo in campo (molto poco)

E' quanto si legge in una nota di Angelo Bertoglio dirigente nazionale di Fratelli d’Italia che continua:

In questo particolare e difficile momento, vanno aiutate le attività che stanno resistendo alla crisi e alla pandemia, ma anche e soprattutto chi trova il coraggio di partire con qualche nuova attività. Se nei mesi scorsi si era pensato di non far pagare i parcheggi con le strisce blu per andare incontro alle attività commerciali (nel periodo delle festività) vedo assurdo oggi aumentare il numero parcheggi a pagamento in diverse zone della città, soprattutto dopo questi mesi duri e difficili per le attività. Si poteva evitare, si poteva posticipare per Settembre, ma non certo adesso.

Suggerisco all’amministrazione comunale di rivedere almeno in parte questa scelta, tornando almeno al blocco del pagamento della sosta tra le 12:30 e le 15:00 cioè nella fascia oraria del pranzo, così come accadeva fino a qualche mese fa, per permettere alle attività commerciali (bar e ristoranti) di poter lavorare come un tempo. Diversi proprietari di attività, ci hanno segnalato questo problema, che riduce la percentuale di clientela negli orari del pranzo. Siamo convinti che con un po’ di ragionevolezza, questa proposta si possa realizzare.

Invitiamo inoltre a pensare anche alle tante e troppe vetrine vuote con la scritta “affittasi” che ormai da mesi riempiono le nostre strade e in certe zone aumentato pure.

Ritengo sia da seguire e prendere esempio da diversi comuni Italiani che hanno messo in campo una serie di iniziative e contributi per sostenere le attività commerciali, artigianali e turistiche, anche e soprattutto per evitare lo spopolamento dei centri storici e di diverse strade cittadine, anche perché le serrande abbassate, danneggiano gli eroi delle attività che resistono. Tocca scrivere una strategia per incentivare la creazione di nuove attività economiche, commerciali, artigianali e turistiche su tutto il territorio comunale, oltre che valorizzare il tessuto economico produttivo, costruendo una politica di un “centro storico commerciale e naturale” con benefici economici sotto forma di contributi, direttamente correlati alle imposte e tasse locali. I benefici economici, potrebbero consistere nell’erogazione di contributi la cui quantificazione è rapportata ai tributi comunali per un massimo di tre anni quindi la quantificazione degli stessi è pari alla sommatoria dei tributi comunali quali Tosap, Imu, Tari è imposta sulla pubblicità.

La situazione per molti è veramente preoccupante e serve fare qualcosa in più e di concreto per la nostra città. Non è il momento delle polemiche e delle visibilità personali (vedi i soliti professionisti del comunicato stampa) ma è il momento della concretezza per salvare il futuro di Fano e di molte persone che lavorano per vivere.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-05-2021 alle 09:38 sul giornale del 22 maggio 2021 - 346 letture